Memoirs of “a person of interest”

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Carmela Lavezzari – “Memorie di una persona di interesse”
(edizione bilingue italiano-inglese, 158 p. Padana Press)

Il libro di Carmela (Carmen) Lavezzari è il racconto di vita vissuta di una coppia di emigrati genovesi lungo un arco di tempo che va dall’immediato dopoguerra a Genova, attraverso la Svizzera fino ai giorni nostri in Australia. Narra in prima persona, con una prosa spontanea e briosa, le peripezie per trovare un lavoro stabile che permettesse di fare progetti per il futuro, fino alla difficile decisione di emigrare, con le vicissitudini che inevitabilmente seguono una tale decisione. E poi la voglia di partecipare alle esperienze politiche dei paesi ospitanti, non con lo spirito di rassegnazione di chi dice “siamo in casa loro… le loro cose politiche non ci riguardano”, come abitualmente accade con gran parte degli immigrati. Ma piuttosto con la consapevolezza e la volontà di partecipare per dare un contributo, non soltanto lavorativo ma di interesse politico e sociale, alla nuova patria.
Questo della Lavezzari è un libro di parte, se cosi si può definire il racconto di due vite animate da idee e da impegni che possono anche non riscuotere il favore di tutti. E’ però un libro avvincente e pieno di umanità, di passione sociale, di voglia di incidere sulle realtà del paese ospitante. E senza mai dimenticare l’amore per il paese natale, con la voglia di mantenerne le usanze, la cultura, il modo di sentire e di essere. Il lettore potrà anche non condividerne le opinioni, ma non potrà non essere conquistato da una narrazione vivace e a cuore aperto di tutte le peripezie, i disagi del non comprendere la lingua del paese ospitante, la gran mole di lavoro compiuto e l’impegno sociale, vissuto nella comunità australiana e in quella italiana in particolare.
Come nota nella sua introduzione lo studioso e storico della comunità italiana in Australia Gianfranco Cresciani, che ha curato l’edizione, è una storia degna di nota per più ragioni. Innanzitutto perché l’ha scritta di sua mano la stessa protagonista, mentre gli emigrati raramente mettono per iscritto le loro esperienze in paesi stranieri. E poi perché smentisce un’opinione diffusa, secondo cui gli immigrati italiani sono interessati solo a fare soldi e a fare figli, isolati dalla partecipazione politica attiva, rinchiusi in un loro universo. Carmela e Umberto, osserva Cresciani, in Italia e poi in Svizzera e in Australia hanno manifestato una profonda coscienza sociale e politica, prendendo parte attiva in formazioni e associazioni politiche australiane oltre che italiane, esprimendo sostegno per diverse cause, dall’istruzione ai servizi sociali, dallo sviluppo artistico al mantenimento culturale.
La terza, significativa, ragione per cui la storia di Carmela è fuori del comune – continua Cresciani – è per la sua ‘doppia dimensione’: la prima, quella di una ‘normale’ donna di classe lavoratrice, emigrata, operaia in fabbrica, moglie e madre di due figli, di cui uno che soffre di una malattia cronica. L’altra dimensione, fino a poco tempo fa sconosciuta anche a loro, nasce dal fatto che quasi subito dopo essersi stabiliti a Sydney, lei e Umberto entrarono nel mirino dell’ASIO come “persone di interesse”.

(Claudio Marcello)

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