AIGUES MORTES: “A casa i christos”

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AIGUES MORTES: “A casa i christos” 
di Ugo Boggero
Una ricostruzione romanzata degli avvenimenti dell’agosto 1893 ad Aigues Mortes, nella Camargue in Provenza, dove gli immigrati italiani, operai nelle saline, vengono aggrediti dalle maestranze francesi.

Uno degli attacchi xenofobi e razzisti più impressionanti nella storia dell’emigrazione italiana, raccontata tra cronaca e finzione letteraria da Ugo Boggero, già segretario della FILEF nazionale, che per molti anni ha vissuto ed operato in Francia.

Recuperare la memoria tragica di quei fatti in cui perirono decine di italiani è oggi particolarmente significativo in un momento in cui i lavoratori migranti rischiano di pagare i costi più pesanti della grave crisi economica mondiale in cui siamo coinvolti.

Il romanzo di Ugo Boggero invita a riflettere sui rischi delle “guerre tra i poveri” stimolate spesso da media e culture al servizio dei poteri dominanti.

“Molti lavoratori della Goujouse erano già riuniti in assemblea, stava parlando Duval quando nella sala entrò il sindacalista.
“…non dobbiamo più subire la violenza dei christos – diceva infervorato- facciamogli vedere chi siamo, che siamo ancora padroni a casa nostra, in grado di ricacciarli al di là delle alpi.”
Uno scrosciante applauso accolse quelle parole minacciose.
Etienne si sedette corrucciato al tavolo della presidenza..
Inforcò un paio di occhialini a pince nez e, ostentatamente, fece finta di leggere un documento. In realtà era teso ed attentissimo a quanto Duval stava dicendo, preoccupato che la situazione non degenerasse.
Appena Duval terminò il suo discorso, prese la parola.
“Spero non vi facciate trascinare da assurdi incitamenti all’odio anti italiano. Gli italiani hanno abitudini e costumi profondamente diversi dai nostri, sono certamente più rozzi di noi, ma sono fratelli proletari, come noi sfruttati da padroni che vogliono arricchirsi senza scrupoli sul nostro lavoro. Se qualcuno degli italiani ha colpito e ferito vostri compagni, sarà perseguito dalla magistratura e dalla gendarmerie. Evitate però di pensare di farvi giustizia da soli. E’ quello che vogliono i padroni. I proletari devono rimanere uniti, rivendicare uniti salari più alti e diritti uguali per tutti.”
“Ma di quali salari più alti stai parlando! -lo interruppe un lavoratore iroso– I macaroni accettano paghe molto più basse di quelle che vorremmo noi e di quelle che ha richiesto il sindacato. Oggi lavoriamo per pochi franchi al giorno a causa loro, o ci adattiamo così o la Compagnie assume solo christos! Rimandiamoli a casa così potremo lavorare solo noi francesi, con paghe più alte!”

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