19 02 02 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI.

1 – Lobby. Di Maio, cosa è successo al registro per la trasparenza del Mise? Nel 2016 l’ex ministro Calenda lanciò un sito per rendere più trasparente il lavoro delle lobby. Dall’inizio della gestione Di Maio l’agenda degli incontri con i portatori d’interesse non è più aggiornata. Perché?
2 – SCHIRÒ: soddisfazione per la conferma della misura “resto al sud” avviata dal governo Gentiloni nel 2017 e aperta anche agli italiani all’estero.
3 – Le deputate Schirò (PD) La Marca (PD) e Nissoli (FI),: il governo non vuole capire i problemi legati alla certificazione linguistica per richiedere la cittadinanza per matrimonio all’estero.
4 – Guatemala: Drop charges against trade union leaders – stop repression now
5 – Recessione.
6 – Cuperlo: «Pd, cambiare forte. Se no consegneremo il paese alle destre per anni»

1 – LOBBY. DI MAIO, COSA È SUCCESSO AL REGISTRO PER LA TRASPARENZA DEL MISE? NEL 2016 L’EX MINISTRO CALENDA LANCIÒ UN SITO PER RENDERE PIÙ TRASPARENTE IL LAVORO DELLE LOBBY. DALL’INIZIO DELLA GESTIONE DI MAIO L’AGENDA DEGLI INCONTRI CON I PORTATORI D’INTERESSE NON È PIÙ AGGIORNATA. PERCHÉ?
Rendere più chiara la gestione del potere politico è una scelta necessaria per migliorare il rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni. Soprattutto in un periodo storico in cui gli attori che gestiscono questo potere politico sono in continua evoluzione, la trasparenza diventa un elemento imprescindibile per rendere comprensibile il sistema.
Il crescente ruolo delle lobby e dei portatori di interesse è in questo senso un aspetto su cui da anni chiediamo più trasparenza. A gennaio del 2017 avevamo fatto una prima ricognizione della situazione nel nostro paese, con il MiniDossier “Vedo non vedo“. Una ricognizione continuata poi nel luglio successivo, raccontando l’introduzione da parte della camera dei deputati di un registro delle lobby. Queste analisi avevano evidenziato quanto la strada da percorrere fosse ancora lunga e perigliosa.
L’esempio del Mise, tra Calenda e Di Maio
Nel delineare il quadro in Italia, avevamo citato l’iniziativa che l’allora ministro dello sviluppo economico (Mise) Carlo Calenda prese nel settembre del 2016. Il registro per la trasparenza del Mise, creato sulla falsa riga di quello della Commission europea, permetteva di navigare i dati di tutte le strutture, lobbisti e portatori di interesse, accreditate presso il dicastero (persone, obiettivi, attività specifiche e altro), e di consultare l’agenda degli incontri che svolgevano con il ministro, i sottosegretari e i direttori generali.
A giugno del 2018, con l’insediamento del governo Conte, alla guida del ministero dello sviluppo economico è arrivato Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 stelle. Dopo un periodo iniziale di assestamento e transizione, il 28 settembre successivo, proprio il ministro Di Maio ha firmato una direttiva per adottare il registro della trasparenza del Mise, anche al ministero del lavoro, altro dicastero di cui è a capo.
Registro della trasparenza del ministero del lavoro
L’agenda degli incontri con i lobbisti sono vuote
Come anticipato, uno degli aspetti più innovativi dell’iniziativa lanciata da Calenda era la possibilità di monitorare gli incontri del ministro, sottosegretari e vari direttori generali con lobbisti e rappresentanti di categoria. Un elemento particolarmente interessante proprio considerando i due ministeri ora guidati da Luigi Di Maio, da un lato il ministero dello sviluppo economico e dall’altro quello del lavoro.
Due dicasteri che per definizione devono, per prendere decisioni politiche più informate, incontrare aziende, lobbisti, associazioni di categoria e portatori di interesse. In questo senso, la possibilità di monitorare l’agenda degli incontri di chi detiene il potere decisionale è un strumento aggiuntivo per comprendere meglio alcune delle scelte prese dal governo.
Gli incontri con lobbisti e portatori di interesse possono aiutare a capire meglio alcune scelte politiche.
Avere queste informazioni, per esempio, quando vengono approvati incentivi per specifiche categorie nella discussione della legge di bilancio, principale provvedimento economico del nostro paese, può rendere il processo decisionale più trasparente. Il valore aggiunto di avere questi dati è quindi enorme. Peccato però che da quando si è insediato il ministro Di Maio, l’agenda degli incontri con i lobbisti non è più aggiornata, né al Mise né al ministero del lavoro.

Registro del Mise
Calendario incontri con i portatori di interesse.
Partiamo dal primo: visitando il link dell’agenda si arriva ad una pagina vuota. A quanto pare nessun dirigente del ministero, come anche il ministro Di Maio, ha svolto incontri di alcun tipo con i portatori di interesse. Non solo, utilizzando i filtri dell’interfaccia è possibile selezionare l’agenda dei direttori generali, ma non dei sottosegretari e del ministro. Incontri che comunque non sembrano essere aggiornati dalla fine del governo Gentiloni, non andando oltre il maggio del 2018.

L’agenda degli incontri con i lobbisti è ad oggi vuota, come mai?
Registro del ministero del lavoro
Calendario incontri con i portatori di interesse..
Storia analoga per il ministero del lavoro. Qui, a differenza di quanto avviene al Mise, gli incontri con i lobbisti sono aggiornati all’attuale governo, ma questo tipo di informazione non è disponibile per i sottosegretari e il ministro. Ancora una volta, si dà l’impressione che nessuno dei membri del governo con delega al ministero del lavoro abbia avuto incontri con lobbisti da quando si è insediato l’esecutivo Conte. Cosa poco verosimile.
L’accesso al registro dalle homepage dei ministeri
Fino a marzo del 2018, quando il ministero era ancora guidato da Carlo Calenda, nella homepage del ministero dello sviluppo economico era possibile accedere in maniera diretta al registro. Bastava scendere nella sezione dedicata alla trasparenza, e si trovava il richiamo alla piattaforma.

2 – SCHIRÒ: SODDISFAZIONE PER LA CONFERMA DELLA MISURA “RESTO AL SUD” AVVIATA DAL GOVERNO GENTILONI NEL 2017 E APERTA ANCHE AGLI ITALIANI ALL’ESTERO.
“Resto al Sud è l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
La misura, promossa ed avviata dal governo Gentiloni nel 2017 per favorire la crescita economica del Mezzogiorno con una dotazione finanziaria complessiva di 1.250 milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (programmazione 2014-2020), è aperta anche alla partecipazione dei cittadini italiani residenti all’estero.
L’attuale governo ha confermato il provvedimento Gentiloni, introducendo con la legge di Bilancio 2019 alcune modifiche riguardanti la platea dei destinatari che viene estesa agli under 46 (precedentemente era riservata agli under 36) e ai liberi professionisti.
Il finanziamento “Resto al Sud” copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:
• contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo;
• finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.
Resto al sud è un incentivo a sportello: le domande vengono esaminate senza graduatorie in base all’ordine cronologico di arrivo. Per informazioni e modalità di partecipazione: INVITALIA_RESTOALSUD

Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia, soggetto gestore della misura), sul suo sito web fornisce i dati del programma Resto al Sud al 15 gennaio 2019:
8.491 le domande in compilazione.
5.714 le domande presentate.
2.190 le domande approvate.
Siamo sicuri che chi ieri la criticava, oggi abbia finalmente apprezzato l’utilità di questa misura”.
On. Angela Schirò – Camera dei Deputati – Piazza Campo Marzio, 42 – 00186 ROMA – Tel. 06 6760 3193

3 – LE DEPUTATE SCHIRÒ (PD), LA MARCA (PD) e NISOLI (FI)  : IL GOVERNO NON VUOLE CAPIRE I PROBLEMI LEGATI ALLA CERTIFICAZIONE LINGUISTICA PER RICHIEDERE LA CITTADINANZA PER MATRIMONIO ALL’ESTERO.
“Scarsa considerazione per gli italiani all’estero da parte del governo che si rifiuta di considerare le difficoltà che la richiesta di attestazione del possesso della lingua italiana determina per coloro che vivono all’estero e vogliono ottenere la cittadinanza per matrimonio. In realtà la rete degli istituti che possono rilasciare titoli validi o certificare la conoscenza a livello B1 non è adeguatamente ramificata sul territorio estero.
È risultato evidente dalla risposta che il governo ha dato al question time e dal fatto che erano stati respinti gli emendamenti al decreto sicurezza e ignorata la presa di posizione indirizzata al Ministro Salvini.
Il governo non affronta i problemi cari alle famiglie italiane all’estero, a chi ha un coniuge straniero che chiede anche la cittadinanza italiana, perché non le conosce e non le vuole conoscere e così risponde al question time descrivendo l’esistente senza alcuno sforzo per cercare di migliorare la situazione.
GLI ITALIANI ALL’ESTERO MERITANO PIÙ CONSIDERAZIONE, CONCRETAMENTE E NON A PAROLE!”
Lo hanno affermato le deputate elette all’estero Fitzgerald Nissoli, Schirò e La Marca commentando le affermazioni del Ministro Bussetti durante il question time in Aula dello scorso mercoledì in cui si affrontava la questione della certificazione linguistica per chi chiede la cittadinanza italiana per matrimonio da sede estera.

4 – Guatemala: Drop charges against trade union leaders – stop repression now
In recent months, the Morales government in Guatemala has systematically increased the persecution of community leaders, activists, journalists and trade unionists.
Most recently, Luis Alpirez Guzmán, General Secretary of the National Union of Health Workers of Guatemala (SNTSG), and Dora Regina Ruano, from the same organization, were detained for nearly ten days for negotiating and signing a collective agreement between the union and the Ministry of Health authorities back in 2013.

The current government has accused them of ‘abuse of power’ because the ministry of health didn’t have enough money to pay for their obligations under the new collective agreement. Despite being released from prison, both union leaders remain under house arrest.

SNTSG and Public Services International have launched an urgent campaign to demand that the Guatemalan government immediately drop all charges against Dora Regina Ruano and Luis Alpirez Guzmán and end repression against all community leaders, activists, journalists and trade unionists.
And please share this message with your friends, family and fellow union members.

5 – RECESSIONE
L’arrivo, atteso, della recessione tecnica per l’Italia ha rinnescato un deprimente gioco a scarica barile tra governo e Pd. Si vogliono ignorare i nodi strutturali: l’economia italiana, come sempre da due decenni, si muove in stretta sincronia con l’economia dell’eurozona, con un differenziale negativo di circa un punto percentuale: quando è iniziata la ripresa nell’area euro, dovuta sostanzialmente alla Bce, l’Italia è ripartita a minor velocità; quando come negli ultimi trimestri, la nostra area monetaria rallenta fino alla stagnazione o alla recessione tecnica come in Germania, l’Italia segue con maggiore sofferenza. Il nodo da affrontare sarebbe l’estremismo mercantilista Made in Germany dominante nell’eurozona che, inevitabilmente, genera risposte protezionistiche in USA e calo di domanda.
Sul fronte nazionale finalmente, anche un bravo Sindaco di una grande città del Nord prende posizione sugli effetti devastanti dell’autonomia differenziata imposta, in gran segreto, dalla Lega, Nord, nonostante la riverniciatura nazionale di Salvini. Le valutazioni di Giuseppe Sala sono condivisibili: il principio di sussidiarietà verticale va incardinato sui Comuni. L’autonomia regionale differenziata è secessionismo dei ricchi. È un modo mascherato per attuare una redistribuzione regressiva sul piano sociale e la conseguente negazione di servizi sociali fondamentali, innanzitutto la scuola e la sanità.
Chiediamo al governo di portare in Parlamento i testi per l’autonomia regionale differenziata prima di sottoscriverli con Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Basta ipocrisie: è in gioco l’unità nazionale. di Stefano Fassina

6 – CUPERLO: «PD, CAMBIARE FORTE. SE NO CONSEGNEREMO IL PAESE ALLE DESTRE PER ANNI»
Intervista/Primarie dem. L’ex deputato: gli M5S? Si è esaurita la loro funzione di argine alla Lega Zingaretti cambi tutto, il consenso non viene dalle promesse fallite. Sul dialogo a sinistra ho letto le parole di D’Alema, sono di puro buon senso. Ma fa bene Nicola a fare la sua campagna guardando fuori. Serve aprire un enorme cantiere

«La fotografia di Domenico De Masi è drammaticamente vera. Sbaglieremmo a sottovalutare i troppi segni di una deriva autoritaria». Gianni Cuperlo, ex deputato Pd, si riferisce a quello che il sociologo ha detto al manifesto due giorni fa: «La sinistra va lentissima, e invece la Lega corre, l’Italia è a rischio Brasile».

PER CITARE UN VECCHIO SLOGAN DEL MANIFESTO, ALLARME SON FASCISTI? È UN TERMINE CHE ALCUNI DIFFIDANO DALL’USARE.

Preferisco parlare di germi autoritari. Cos’è il richiamo a “farsi votare” se non usare la rappresentanza come manganello contro chi dissente dal governo, Banca d’Italia, magistrati o informazione? Sui migranti si è detto tutto. Aggiungo che in quel “prima gli italiani” c’è anche l’ideologia di sangue e suolo, tema risolto da Karl Kraus: dall’impasto di sangue e terra viene il tetano. E poi il culto dell’incompetenza, il rifiuto di un pensiero critico, il disprezzo per ogni diversità fino al censimento culturale degli scienziati e manie di machismo corredate dall’amore fanciullesco per le divise.

I 5 STELLE SONO GLI UTILI IDIOTI, O ORMAI SONO RISUCCHIATI DALL’ACCELERAZIONE LEGHISTA?

I 5 Stelle non hanno retto la prova del governo. Per una fase hanno arginato la spinta a destra, ma quella funzione si è esaurita quando hanno smesso di essere all’opposizione. Al governo sono esplose contraddizioni che Di Maio non è in grado di gestire. Al posto dell’urlo «onestà» devono studiare gli arzigogoli per garantire a Salvini l’impunità. Persino il reddito di cittadinanza, su cui è giusto discutere, si è risolto in un pasticcio. Sui migranti hanno subìto il cinismo leghista. Ma la capriola che in 24 ore li portò dall’impeachment per Mattarella a giurare al Quirinale diceva già tutto.

NEL PD IL DIALOGO CON LORO È UNA BESTEMMIA, OGGI PIÙ DI PRIMA?

Bestemmia è tenere dei disperati in ostaggio per giorni e purtroppo il vertice 5 Stelle ha scelto di bestemmiare.

E LA SINISTRA CHE FA, SI ARRENDE?

Ma no. Dalla Cgil è venuto un segnale di unità. Il ruolo prezioso del sindacato si vedrà nella manifestazione del 9 febbraio. E se metto in fila cose diverse, la piazza spontanea di Milano contro Orbán, quelle di Riace, Roma e Torino, il moto solidale innescato dallo sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto, vedo un paese meno muto di come lo si descrive.

SIAMO ARRIVATI AL PD. IL CONGRESSO FIN QUI NON HA RIACCESO GRANDI SPERANZE. SBAGLIO?

La vera assenza in questo quadro è quella della sinistra politica. In parlamento facciamo il nostro dovere, ma il tema è fuori dai palazzi. Il congresso del Pd serve se rilancia una funzione di questa forza nella società. E il congresso non si vince solo nei circoli ma fuori da noi, se recuperiamo quell’iniziativa che dopo la sconfitta peggiore di sempre è mancata.

MA IL PD FA OPPOSIZIONE AL REDDITO CON LE PAROLE DI CONFINDUSTRIA. COME FARÀ A RECUPERARE IL CONSENSO POPOLARE?

Quando perdi molto devi cambiare molto. Il punto non è gettare a mare tutto, ma peggio ancora quel tutto è rivendicarlo per intero senza una lettura critica di limiti ed errori.

Dietro Zingaretti si intravede la figura di un possibile nuovo candidato premier: quello vecchio, Gentiloni. Per non parlare dell’attivismo di Calenda. Con rispetto per le persone, non sembra la riproposizione di una linea di governo che gli elettori hanno già bocciato?

Zingaretti oggi è la proposta che più si fa carico di una svolta nella guida, nella squadra, nella strategia. Solo chi vive in un mondo a parte può pensare che dalle promesse fallite del governo derivi un recupero di consenso per noi. C’è da ripensare la proposta che rivolgiamo al paese.

AL CONGRESSO DEI CIRCOLI HA PARTECIPATO LA METÀ DEGLI ISCRITTI, DANDO PER BUONI I DATI CHE CIRCOLANO. CHE SUCCEDE SE ANCHE LE PRIMARIE DIVENTANO UN FLOP?

Portare decine di migliaia di iscritti a discutere è ossigeno per la democrazia. Poi, certo, vedo fenomeni di degenerazione. Ecco, amo tanto il pluralismo da detestare congressi che finiscono novantotto a zero. Non li vince il capobastone locale, li perde il partito. Anche per questo Nicola fa bene a condurre la sua campagna guardando fuori. Serve l’apertura di un enorme cantiere. Non a caso nel documento di Sinistra Dem a suo sostegno abbiamo parlato di un patto per l’alternativa e di una costituente popolare. Implicano di allargare il perimetro, costruire alleanze nella società, recuperare voti emigrati altrove. Ci si può riuscire ma servono umiltà e un’altra concezione del confronto.

E INVECE NEL SUO PARTITO LA SOLA IDEA DI ‘RIAPRIRE IL DIALOGO A SINISTRA’, ESPRESSA DA D’ALEMA, HA SCATENATO L’IRA DI DIO.

Ho letto l’intervista, mi è sembrata di puro buon senso. L’ho trovata anche rispettosa verso un partito di cui riconosce il ruolo ma che oggi non è più il suo.

GIACHETTI DICE CHE SE ZINGARETTI RIAPRE ALLA SINISTRA SE NE VA. A OCCHIO INVECE ZINGARETTI SEMBRA RISCHIARE PIÙ DAL VERSANTE DEL CONTINUISMO CON IL PD PRECEDENTE. NON È CHE ALLA FINE CAMBIATE SEGRETARIO PER NON CAMBIARE NIENTE?

È la cosa che non possiamo fare. Dopo le sconfitte la sinistra si è sempre rialzata mettendo in campo una discontinuità. Fu così con l’Ulivo di Prodi dopo la prima vittoria di Berlusconi. È stato così col Pd. Dopo le due sconfitte, al referendum del 4 dicembre e il 4 marzo di un anno fa, scegliere la continuità è il modo per consegnare l’Italia alla destra peggiore per i prossimi anni.

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