18 12 22 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ED ALTRE COMUNICAZION

1 – PARLAMENTARI PD ESTERO: la maggioranza lega-movimento 5 stelle procede per la riduzione dei parlamentari della circoscrizione estero
2 – SCHIRÒ (PD): una mia interrogazione sull’emergenza nei servizi consolari nella circoscrizione di Barcellona
3 – Numeri alla mano.
4 – SCHIRÒ (PD): garantire la continuità dei corsi di italiano nella circoscrizione consolare di Friburgo
5 – Parlamentari Pd Estero: una manovra finanziaria senza presente e senza futuro
6 – La Costituzione attribuisce al parlamento un ruolo centrale
7 – LA MARCA. Un nuovo anno di lavoro. Da vostra rappresentante, continuerò sulle strade già tracciate.
8 – LA MARCA (PD): l’insegnamento dell’italiano in Ontario (Canada) va seguito con attenzione e difeso
9 – A TUTTI VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE VI AGURIAMO BUONE FESTE ED UN FANTASTICO 2019.

1 – PARLAMENTARI PD ESTERO: LA MAGGIORANZA LEGA-MOVIMENTO 5 STELLE PROCEDE PER LA RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI DELLA CIRCOSCRIZIONE ESTERO

La Commissione affari costituzionali del Senato, nel corso dell’esame della proposta unificata sulla riduzione del numero dei parlamentari, ha espresso parere contrario agli emendamenti dei Senatori Parrini, Marcucci, Garavini, Giacobbe e altri, volti a ripristinare l’attuale numero di eletti nella circoscrizione Estero, che da 18 (12 deputati e 6 senatori) viene portato a 12 (8+4).

A niente sono valse le obiettive ragioni avanzate dai rappresentanti del PD, che hanno sottolineato come la rappresentanza dei cittadini all’estero, già sottostimata fin dal suo nascere rispetto al rapporto di rappresentanza esistente in Italia, non può subire un’ulteriore decurtazione, che aggraverebbe uno squilibrio di rappresentanza democratica.

Né è valsa la netta presa di posizione contraria del Consiglio generale degli Italiani all’estero che, prima in audizione presso la stessa commissione e poi con un suo articolato documento, ha insistito sull’esigenza non di accentuare un’evidente diseguaglianza, ma semmai di colmarla.

Un altro aspetto che lascia non meno interdetti è l’indisponibilità a considerare la questione della rappresentanza non solo sul piano del fisiologico e corretto funzionamento del sistema democratico, ma anche su quello degli interessi profondi del Paese. L’Italia ha bisogno di una sua articolata proiezione internazionale, soprattutto con le difficoltà che sta vivendo, come dell’aria che si respira. Gli italiani all’estero sono in questo senso uno strumento addizionale, un valore in più di cui pochi Paesi possono godere con tanta certezza ed estensione.

Tra la regressione di questa riforma costituzionale, la chiusura totale rispetto alle proposte migliorative in bilancio per le politiche degli italiani all’estero, le misure punitive verso la stampa in italiano all’estero e le maggiori difficoltà ad ottenere la cittadinanza per matrimonio che dopo il Decreto Sicurezza peserà sulle famiglie miste, si va componendo un puzzle preoccupante e grave.

È tempo che tutti quelli che sono preoccupati per le prospettive involutive che nel giro di pochi mesi si sono addensate facciano sentire la loro voce, in autonomia ma con forza, perché si stanno mettendo in discussione presidi che appartengono alla storia migliore dell’emigrazione italiana nel mondo, di ieri e di oggi.
I Parlamentari PD Estero Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro

2 – SCHIRÒ (PD): UNA MIA INTERROGAZIONE SULL’EMERGENZA NEI SERVIZI CONSOLARI NELLA CIRCOSCRIZIONE DI BARCELLONA
Ho presentato un’interrogazione al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per sapere quali misure urgenti si intendano assumere davanti alla crescente preoccupazione per la capacità operativa del Consolato Generale di Barcellona e in che tempi si preveda venga ripristinato integralmente l’organico esistente. Chiedo, inoltre, di sapere se esistano prospettive concrete per un aumento del personale al fine di evitare inevitabili riflessi negativi sulla qualità dei servizi consolari offerti agli utenti.

Si tratta di rispondere ai nostri connazionali che chiedono servizi efficienti e rapidi, ma anche di sostenere gli sforzi e l’impegno del Console e di tutto il personale che opera ormai decisamente al limite delle possibilità in una circoscrizione che ha problematiche importanti e specifiche.

La collettività residente nella circoscrizione, che da qualche anno è tra le mete preferenziali della nuova emigrazione italiana, ha superato infatti la soglia dei 90.000 connazionali regolarmente iscritti ed è in continua crescita.

La pressione sull’operatività del Consolato è accentuata, inoltre, da alcune peculiarità: il numero rilevante di cittadini non iscritti all’AIRE (la Spagna è la prima destinazione di studenti Erasmus italiani e meta turistica di centinaia di migliaia di connazionali) e la crescente pressione migratoria di cittadini di origine italiana provenienti dal Venezuela e dall’Argentina. Al momento sono registrati in anagrafe 25.089 cittadini provenienti dall’Argentina (pari al 28,12% del totale iscritti) e 3.110 cittadini venezuelani (pari al 3,48% del totale iscritti).

Il Consolato di Barcellona svolge inoltre un importante ruolo in materia di navigazione ed assicura un’intensa attività di promozione integrata del Sistema Italia e di valorizzazione della collettività italiana residente (in chiave sistematica e strategica, con i progetti ITmakES e Experience IT rivolti soprattutto alla nuova emigrazione italiana);

Grazie all’impegno straordinario del personale, all’apporto dei digitatori e alla formazione di apposite task-force interne, nel 2017 le iscrizioni all’AIRE sono cresciute del 29% rispetto al 2016, l’emissione dei passaporti del +22% e l’ETD del +9%, mentre sono restate stazionarie le carte d’identità (-2%) e gli atti trasmessi in Italia per la trascrizione di stato civile (1%).

Il Consolato Generale a Barcellona ha un organico pari a 23 persone delle quali prestano servizio soltanto 19 dipendenti, di cui 6 di ruolo, 3 a contratto a legge italiana e 10 a contratto a legge locale. Da agosto 2017 a inizio 2018 ha dovuto operare con ben 7 unità in meno presenti in sede.

La situazione attuale rende pertanto indispensabile un veloce adeguamento dell’organico della sede che ha l’esigenza di essere reintegrato e aumentato per evitare riflessi negativi sulla qualità dei servizi consolari prestati e per corrispondere alle potenzialità della nuova sede che presto sarà inaugurata.
On. Angela Schirò
Camera dei Deputati
Piazza Campo Marzio, 42 – 00186 ROMA – Tel. 06 6760 3193 Email: schiro_a@camera.it – angela-schiro.com

3 – I DATI SONO UN OTTIMO MODO PER ANALIZZARE FENOMENI, RACCONTARE STORIE E VALUTARE PRATICHE POLITICHE. CON NUMERI ALLA MANO FACCIAMO PROPRIO QUESTO. UNA NEWSLETTER SETTIMANALE DI BREVI NOTIZIE, CON LINK PER APPROFONDIRE.
PARLAMENTO
6°- VOTO DI FIDUCIA. In settimana il governo ha posto due volte la fiducia su due provvedimenti diversi. Alla camera sul decreto fiscale, ora diventato legge, mentre al senato sul ddl anticorruzione. Proprio a Palazzo Madama il governo ha posto la fiducia su un maxi emendamento interamente sostitutivo del testo di legge, che ora dovrà quindi tornare a Montecitorio.

31,58% – DELLE LEGGI APPROVATE CON LA FIDUCIA. Oltre il 30% dei testi approvati dal parlamento hanno richiesto un voto di fiducia. Dal 2008 ad oggi, dopo il governo tecnico di Mario Monti, solo Paolo Gentiloni aveva fatto registrare una percentuale più alta. Il dato del governo Conte è notevolmente superiore a quello dei governi Letta e Renzi.

-15 – GIORNI PER L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI BILANCIO. Dopo la fiducia posta alla camera su un provvedimento incompleto, la manovra 2019 è ora in discussione in commissione al senato. Il testo per legge dovrà essere approvato entro la fine dell’anno, e considerando che a Palazzo Madama sarà ampiamente cambiato, questo richiederà una seconda approvazione di Montecitorio. Date e scadenze dell’iter.

38 – VOTI CONTRARI DI FORZA ITALIA SUL DDL AGRICOLTURA BIOLOGICA. In settimana alla camera è stato approvato il testo unificato in materia di agricoltura biologica. Tutta l’aula ha espresso parere favorevole, tranne Forza Italia che ha votato contro. Il testo ora arriverà in esame a Palazzo Madama.

2°- DECRETO DECADUTO DA INIZIO LEGISLATURA. A inizio dicembre è decaduto il secondo dei 10 decreti legge presentati dal governo Conte e giunti all’esame dell’aula. Si tratta del decreto giustizia sportiva targato Giorgetti. Il provvedimento mirava modificare il codice del processo amministrativo. Vedi i decreti della XVIII legislatura

4 – SCHIRÒ (PD): GARANTIRE LA CONTINUITÀ DEI CORSI DI ITALIANO NELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI FRIBURGO

Esprimo la mia convinta condivisione all’interrogazione urgente che la collega del PD Senatrice Laura Garavini ha presentato in Senato sulla crisi dell’ente gestore COASCIT di Friburgo e sull’esigenza di non interrompere i corsi di italiano, di cui finora hanno usufruito centinaia di famiglie per i loro bambini.
Purtroppo, si manifestano, non solo in Europa, casi di difficoltà e di crisi di enti gestori che hanno ereditato l’impegno della nostra storica emigrazione di trasmettere la conoscenza dell’italiano alle giovani generazioni, nate nei paesi di insediamento e appartenenti a famiglie che non vogliono perdere il loro legame con la cultura e la lingua di origine. L’esigenza di dare risposte a questa domanda ancora viva si è rafforzata con la ripresa dei flussi in uscita dall’Italia, che nella Germania vedono il Paese di maggiore approdo.
Per questo, ogni situazione di crisi nel nostro sistema di promozione dell’insegnamento dell’italiano deve generare allarme e attenzione, non solo per tutelare le aspettative delle famiglie che ne usufruiscono, ma anche per mantenere alto il livello del nostro impegno linguistico-culturale all’estero, come chiave di volta della proiezione dell’intero sistema Italia nel mondo. Da questo punto di vista, sarà forse necessario procedere ad una migliore e più attuale definizione del profilo giuridico e operativo degli enti gestori.
Alla luce della risposta che la collega Garavini riceverà dal Governo alla ripresa dei lavori parlamentari, decideremo insieme quali possano essere gli ulteriori passi da compiere affinché non si interrompa la continuità della formazione in italiano nell’area di Friburgo e possa essere anzi consolidato l’attuale sistema, anche su un piano di qualità didattica e di efficacia culturale.
On. Angela Schirò
Camera dei Deputati

5 – PARLAMENTARI PD ESTERO: UNA MANOVRA FINANZIARIA SENZA PRESENTE E SENZA FUTURO
Dopo il passaggio finto della manovra finanziaria alla Camera, c’è stato quello blindato e dell’ultima ora al Senato, che prelude ad un ulteriore passaggio, puramente formale, nell’altro ramo del Parlamento. Un vero esproprio delle prerogative parlamentari e un massacro procedurale e regolamentare da parte di chi per anni si è autolegittimato come campione di trasparenza e di legalità istituzionale.
Dopo ruggiti di guerra, balconate, processioni di tecnici imploranti nelle sedi europee e progressivi rinculi, la maggioranza gialloverde consegna al Paese una manovra finanziaria senza presente e senza futuro. Senza presente per gli alti costi che essa ha comportato per il bilancio dello Stato, soprattutto in termini di interessi sul debito, e per l’impalpabilità delle misure dirette crescita e allo sviluppo; senza futuro per le pesanti ipoteche che a garanzia della quadratura dei conti pesano sulle scelte compiute e per i pesi che si scaricano sulle future generazioni.

In questo sfondo, gli italiani all’estero sono diventati improvvisamente degli alieni: figure sconosciute, nella migliore delle ipotesi da ignorare, nella peggiore da contenere e punire ogni volta che se ne dia l’occasione. Così, per la prima volta negli ultimi anni non c’è un solo provvedimento aggiuntivo a loro favore, piccolo o meno piccolo che sia, nemmeno quelli annunciati dagli uomini della “svolta”. I COMITES, rispetto alle risorse iscritte nell’ultimo bilancio consuntivo si vedono quasi dimezzare i contributi (- 1 milione circa), il CGIE si vede privato dei miglioramenti dell’ultimo anno (- 350.000 euro circa), il Fondo quadriennale per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, arrivato nel 2020 a scadenza, non è prorogato, con la conseguenza che verranno a mancare 50 milioni l’anno su una serie di interventi di natura culturale, riportando la situazione ai livelli della più pesante spending review. Le altre voci restano per due anni ai livelli consolidati solo perché nell’ultima finanziaria con i nostri emendamenti siamo riusciti ad ottenerne la triennalizzazione. Il nuovo governo, quindi, non c’entra niente, ha solo ereditato le cifre.

A questo si aggiunga che la stampa periodica in italiano all’estero, per le notizie che arrivano, sarà riportata a 2 milioni, cancellando il milione in più che siamo riusciti ad ottenere, sempre con nostri emendamenti, negli ultimi due anni. Dulcis in fundo, su un tavolo parallelo, la maggioranza sta procedendo a ridurre gli eletti della circoscrizione Estero da 18 a 12.
Cari italiani all’estero, questo è il regalo di Natale che questo governo delle avventure ha confezionato per voi e questo è l’avvio di anno che ci toccherà affrontare. Crediamo che sia arrivato il momento di fare sentire insieme la nostra voce per evitare che si scivoli ulteriormente lungo una china pericolosa e inquietante non tanto per noi quanto per il Paese.
I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro

6 – LA COSTITUZIONE ATTRIBUISCE AL PARLAMENTO UN RUOLO CENTRALE.
Era sperabile che il parlamento non venisse più costretto ad approvare leggi a scatola chiusa. La valorizzazione del ruolo del parlamento era esattamente un punto centrale del No alla “deformazione” della Costituzione voluta dal governo Renzi, respinta il 4 dicembre 2016 dal 60% delle elettrici e degli elettori.
Nel discorso di insediamento del Presidente della Camera Fico alla presidenza della Camera c’erano impegni precisi in questa direzione, in coerenza con il precedente impegno referendario.
Invece assistiamo al vilipendio del ruolo del parlamento più grave di quello del governo Renzi, che aveva fatto votare le modifiche della Costituzione usando strumenti impropri e la legge elettorale con il ricorso al voto di fiducia.
Costringere il parlamento a approvare le scelte concordate in gran segreto tra Governo e Commissione europea con un voto di fiducia, quindi al buio, è di una gravità senza precedenti.
Nemmeno i Ministri hanno potuto esprimersi sul testo, mentre i parlamentari non hanno alcuna speranza di poter cambiare una virgola del testo che saranno chiamati a votare ed è probabile che molti di loro lo leggeranno dopo il voto.

LE RAGIONI DI QUESTA FORZATURA SONO EVIDENTI.
Per mesi i rappresentanti del governo hanno usato toni bellicosi nei rapporti con l’UE e lo spread italiano sui bund tedeschi è salito in modo preoccupante. Solo da pochi giorni è intervenuto un ripensamento/ripiegamento nel governo ed è iniziata la corsa contro il tempo per modificare la legge di bilancio per trovare un accordo con la Commissione europea, in grado di evitare la procedura di infrazione che avrebbe molteplici conseguenze, di cui l’innalzamento dello spread è solo un aspetto.
Oltre 10 miliardi tra minori spese e maggiori entrate (tanto valgono le modifiche) non sono poca cosa. La manovra di bilancio è cambiata in modo rilevante.

Va detto con nettezza che gli errori di valutazione del governo hanno creato un’emergenza nei tempi che ha scaricato l’urgenza dell’approvazione della legge sul parlamento, il cui ruolo non può mai essere di approvare a scatola chiusa i provvedimenti del governo.
Dopo le speranze derivanti dalla vittoria del No del 4 dicembre 2016, vedere il parlamento ridotto al silenzio è molto grave e va denunciato con forza.
Se nella democrazia si mina l’autonomia dei poteri, per di più sanciti nella Costituzione, si apre un serio problema per il suo funzionamento e la sua qualità ed è esattamente quanto sta accadendo. E’ già grave che il governo ricorra al voto di fiducia come in precedenza hanno fatto altri governi. Così chi aveva criticato i predecessori per il ricorso massiccio al voto di fiducia sta ora facendo la stessa cosa.

Quanto sta avvenendo sulla legge di bilancio è molto peggio perchè rischia di compromettere seriamente il ruolo del parlamento. Torna alla mente il ricordo dell’infelice battuta che paragonava il ad una scatoletta di sardine da aprire.

A fronte di quanto sta avvenendo va detto con forza: fermatevi, prima che si arrivi ad uno scontro istituzionale e a nuove prove referendarie, la democrazia italiana ne soffrirebbe e la destra, in particolare quella autoritaria, ne trarrebbe vantaggio.

Non a caso la Lega sta spingendo il governo ad attuare lo sciagurato articolo 116 con il risultato di rompere l’unità del paese in materia di diritti universali come fisco, sanità, scuola, pensioni, ad esempio di fatto non esisterebbe più il sistema sanitario nazionale, già claudicante, di più, tornare indietro potrebbe avvenire solo con l’accordo delle regioni interessate. Questa deriva pericolosa va fermata, perchè le conseguenze potrebbero essere enormi per le aree del paese più deboli e per l’unità nazionale.

Torna, purtroppo, anche la tentazione di mettere mano alla Costituzione. Sembra una maledizione che colpisce i partiti che arrivano al governo. Non si era detto che la Costituzione ha bisogno al massimo di piccoli ritocchi ? Ora mascherata in provvedimenti separati riemerge una demagogia anti Costituzione che in sostanza cerca di scaricare sulla Carta le sue difficoltà a governare. Già visto.

Chi pensa di giocare con la facile demagogia della riduzione di parlamentari per fare la sua campagna elettorale sappia che troverà la risposta che merita e che se cerca lo scontro referendario lo avrà, perchè se è in gioco la qualità della nostra democrazia elettrici ed elettori troveranno le modalità per tornare in campo.
Se la maggioranza ritiene necessario risparmiare sui costi della politica riduca i costi dei parlamentari in carica, che potrebbe avere efficacia immediata, e consenta invece una discussione seria sul ruolo del parlamento.

Fermatevi, pensateci bene. Semmai è assolutamente prioritaria l’approvazione di una nuova legge elettorale, proprio ora all’inizio della legislatura, con due principi chiari, sostanziale proporzionalità e diritto incomprimibile dei cittadini di scegliere i loro parlamentari, basta con i nominati dall’alto, che consentono tra l’altro la deriva del ruolo del parlamento a cui assistiamo in questi giorni.
Alfiero Grandi

7 – LA MARCA. Un nuovo anno di lavoro. Da vostra rappresentante, continuerò sulle strade già tracciate.

In questo Natale, come nella vita, la speranza e il dolore si intrecciano e ci coinvolgono. Per i credenti, la speranza del Bambino che arriva con la sua missione di amore e di salvezza. Per i cittadini del mondo, il dolore per la fine del giovane strappato alla vita nelle strade di Strasburgo, agli affetti, ai suoi ideali di libertà e di incontro. Per questo il mio augurio per voi è di speranza e, allo stesso tempo, di pace e di libertà. Si apre anche un nuovo anno, che vi auguro sereno e prospero.

UN NUOVO ANNO DI LAVORO. DA VOSTRA RAPPRESENTANTE, CONTINUERÒ SULLE STRADE GIÀ TRACCIATE.

Quelle sulle quali sto camminando sono il miglioramento dei servizi consolari per i nostri connazionali e, in particolare, il sostegno ai consolati onorari di tutta la mia Ripartizione, l’attenzione per gli enti gestori che consentono ai nostri ragazzi di apprendere la lingua e la cultura italiane e di tramandarle a loro volta, l’impulso alle Camere di commercio italiane all’estero capaci di esaltare le potenzialità delle business community di origine italiana, il reciproco riconoscimento delle patenti di guida e dei titoli di studio e professionali, la protezione degli anziani e, naturalmente, la possibilità di acquisire la cittadinanza, nonché quell’atto di rispetto e di giustizia per la nostra emigrazione che sarebbe la Giornata nazionale degli italiani nel mondo.

Le nuove strade che ho iniziato a percorrere con slancio e convinzione sono la creazione di un sistema coordinato con le Regioni per il turismo di ritorno, grande carta da giocare per lo sviluppo del Paese e per la cultura delle radici delle nostre comunità, nonché l’attenzione e il sostegno per i nuovi emigrati, che negli ultimi anni stanno lasciando l’Italia per una libera scelta professionale o, più frequentemente, per cercare un lavoro dignitoso e dare un futuro ai loro figli. Come hanno fatto i nostri padri e i nostri nonni.

Non vorrei dirlo in queste settimane di festa, ma, purtroppo, tutto è diventato più difficile con questa nuova maggioranza 5Stelle-Lega-Maie, che nel bilancio dello Stato per il 2019 e per il prossimo triennio ha calato una saracinesca totale su tutte le proposte di miglioramento per gli italiani all’estero. Con la prospettiva di vederci anche ridurre i nostri rappresentanti parlamentari da 18 a 12.

Ma noi non ci scoraggeremo. Non desisteremo dal chiedere che l’Italia alzi gli occhi sul mondo nel quale noi viviamo. Non lo chiediamo per noi, ma per il nostro amato Paese di origine: è la sua unica e vera prospettiva. Per quanto mi riguarda, sarò ancora e sempre con voi nel sostenere le cose giuste e nel far sentire e valere la vostra voce.

BUON NATALE A VOI E AI VOSTRI CARI. BUON ANNO A TUTTI!

ULTIME NOTIZIE – LEGGE DI BILANCIO DEL GOVERNO LEGA-M5S-MAIE
Nella legge di Bilancio del governo Lega-M5S-MAIE gli italiani all’estero sono diventati improvvisamente figure sconosciute, nella migliore delle ipotesi da ignorare, nella peggiore da contenere e punire ogni volta che se ne dia l’occasione. Così, per la prima volta negli ultimi anni non c’è un solo provvedimento aggiuntivo a loro favore, piccolo o meno piccolo che sia, nemmeno quelli annunciati dagli uomini della “svolta”. I COMITES, rispetto alle risorse iscritte nell’ultimo bilancio consuntivo si vedono quasi dimezzare i contributi (- 1 milione circa), il CGIE si vede privato dei miglioramenti dell’ultimo anno (- 350.000 euro circa), il Fondo quadriennale per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, arrivato nel 2020 a scadenza, non è prorogato, con la conseguenza che verranno a mancare 50 milioni l’anno su una serie di interventi di natura culturale, riportando la situazione ai livelli della più pesante spending review.
A questo si aggiunga che la stampa periodica in italiano all’estero, per le notizie che arrivano, sarà riportata a 2 milioni, cancellando il milione in più che, grazie al mio emendamento, si era riusciti ad ottenere nella scorsa legislatura.

LE MIE PROPOSTE MIGLIORATIVE PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

Anche quest’anno, come nella precedente legislatura, il mio impegno per migliorare alcune misure per gli italiani all’estero, in occasione dell’esame della legge di bilancio, è stato convinto e concreto. Questa volta, anzi, in considerazione della poca sensibilità che questo governo dimostra per i nostri connazionali nel mondo, ho cercato di moltiplicare gli sforzi.

I filoni di iniziativa che ho toccato sono stati sostanzialmente tre:

– turismo di ritorno;

– miglioramento dei servizi consolari;

– internazionalizzazione.

Il turismo di ritorno è una delle chiavi più efficaci per dare ristoro all’economia italiana che da anni vive una situazione di fatica e per rinsaldare i rapporti con le nostre comunità. Per questo ho proposto la istituzione di un fondo quadriennale per cofinanziare i progetti che Regioni, associazioni ed enti di varia natura possano avanzare in questo settore, con particolare riguardo a quelli finalizzati allo sviluppo delle aree interne del Paese.

Per il miglioramento dei servizi da prestare ai nostri connazionali, che fin dalla scorsa legislatura è uno dei miei fondamentali obiettivi, ho proposto la destinazione di risorse aggiuntive per l’assunzione dei contrattisti e di triplicare i fondi per sostenere la benefica attività dei consolati onorari, specie nei grandi Paesi. Un piccolo spiraglio di luce si è aperto a questo proposito con l’accettazione come raccomandazione da parte del Governo di un mio ordine del giorno in cui ho ribadito l’obiettivo dell’emendamento e ho chiesto anche di adoperarsi per spostare a 75 anni il limite d’età delle funzioni dei consoli onorari.

Sul decisivo tema dell’internazionalizzazione, ho presentato un emendamento migliorativo dei contributi destinati al cofinanziamento dei progetti della Camere di commercio italiane all’estero, che sono veri agenti moltiplicatori di opportunità per le imprese italiane nel mondo e di sviluppo delle business community di origine italiana.

Questo Governo e questa maggioranza hanno calato la saracinesca su tutta la linea, dimostrandosi i più distanti dagli interessi veri dei nostri connazionali all’estero, nonostante le parole al vento di alcuni suoi rappresentanti. Ma è solo una tappa, la corsa è ancora lunga. Sono convinta che le buone ragioni alla fine finiscono sempre con l’essere riconosciute e con l’affermarsi.

RAITALIA

CONTINUO A MONITORARE LE ESIGENZE DEI CONNAZIONALI SULLA DISTRIBUZIONE DEL SEGNALE RAI IN NORD E CENTRO AMERICA”

Nella costante interlocuzione che intrattengo sulle questioni delle trasmissioni RAI in Nord America, il Direttore di Rai Italia Marco Giudici mi informa che il segnale dei canali del Gruppo Rai (Rai Italia, Rai World Premium, Rai News24) è attualmente accessibile attraverso 18 differenti operatori presenti su tutto il territorio nazionale e attivi su tutte le tecnologie distributive principali (satellite, cavo, OTT).

Fra i partner distributivi esce dunque di scena Dish Network perché la Rai ha ritenuto di non accogliere la richiesta di mantenimento di esclusiva avanzata da tale operatore. La stessa RAI dichiara di essersi attivata “per fornire tutte le informazioni che possano consentire di decidere quale sia il modo migliore, e maggiormente funzionale, per accedere ai canali Rai attraverso gli altri operatori attualmente nostri partner negli Stati Uniti”. Con molta attenzione, naturalmente, anche alle condizioni economiche di accesso per gli utenti, che in alcun modo non possono essere peggiorative rispetto al passato.

In più occasioni, raccogliendo le continue e numerose istanze degli utenti, ho fatto presenti le problematicità rilevate non solo sulla qualità e freschezza dei programmi, ma anche sul rispetto della calendarizzazione delle trasmissioni, spesso non rispettata con disagio da parte degli utenti.

Nel passaggio di gestione della distribuzione, per quanto mi riguarda, le esigenze e il giudizio dei nostri connazionali continueranno ad essere il metro di misura del giudizio sulla qualità delle trasmissioni, sulla regolarità della distribuzione e sui costi del servizio per gli utenti. A questo scopo, continuerò a monitorare costantemente la situazione e a rappresentare direttamente alla direzione di RAI Italia le esigenze segnalate dai nostri connazionali”.

MONDO

È ORA DI APRIRE UNA TRATTATIVA CON LE AUTORITÀ CANADESI SUI PERMESSI DI RESIDENZA E SUI VISTI DI VACANZE-LAVORO

I dati sui permessi di residenza permanente concessi agli stranieri dal Governo canadese confermano la troppo scarsa incidenza che gli italiani da tempo hanno nella ripartizione di queste insostituibili chiavi di ingresso nel Paese.

Su poco meno di 3,8 milioni di autorizzazioni concesse negli ultimi tredici anni, quelle di cui i nostri connazionali hanno potuto beneficiare sono poco più di 7.500, nemmeno lo 0,20% del totale.

È una situazione che va decisamente affrontata, soprattutto alla luce del peso che la comunità italiana ha nella vita canadese e del contributo che ha dato allo sviluppo del Paese e, nello stesso tempo, alla luce della consistente richiesta di ingresso legale in Canada che proviene da molti giovani italiani in questa fase di forte ripresa dei flussi in uscita. A questo si aggiunga il limitato numero di visti di vacanze-lavoro concordato tra i due Paesi, anch’esso insufficiente a soddisfare la domanda.

Naturalmente, per modificare tale situazione, nessuno pensa che si possa intervenire nella legislazione e nelle scelte di un altro Paese, che sono e devono restare libere e autonome. Tra l’Italia e il Canada, tuttavia, vi sono eccellenti rapporti reciproci e non si capisce perché, nel reciproco rispetto dei rispettivi ordinamenti e della rispettiva autonomia decisionale, non si possa attivare un tavolo di trattative bilaterali volto a trovare soluzioni soddisfacenti per tutti.

Con questo intento, ho presentato un’interrogazione al Ministro degli affari esteri affinché valuti l’opportunità e l’urgenza di avviare con le autorità canadesi una trattativa su queste questioni, una trattativa che possa tradurre gli ottimi rapporti tra Italia e Canada in una parola di speranza per chi cerca formazione e lavoro nell’ospitale società canadese. Coerentemente con quello che è accaduto quando lo stesso Canada ha avuto bisogno delle energie e dell’intelligenza degli italiani per progredire.

CONTINUANO I MIEI CONTATTI CON IL QUEBEC PER L’ACCORDO SULLE PATENTI DI GUIDA. I CITTADINI ITALIANI E CANADESI SI ATTENDONO SOLUZIONI

Continuo a monitorare l’evoluzione dei rapporti tra i nostri rappresentanti diplomatici e consolari e le autorità canadesi sugli accordi per il reciproco riconoscimento delle patenti di guida dei cittadini dei due Paesi. Come si ricorderà, con la firma dell’accordo quadro tra Italia e Canada, avvenuta nello scorso anno (marzo 2017), si sono poste le basi sia per la definizione delle intese tecniche che per i successivi accordi con le Province canadesi. Tali accordi sono necessari per passare alla fase operativa in quanto le stesse Province sono titolari della materia relativa alla locomozione. In particolare, il dialogo è molto avanzato con la Provincia del Québec, che dovrebbe fare da apripista alle intese con le altre province.

Dopo un’ulteriore proposta di tabelle di equipollenza avanzata dal Ministero dei trasporti italiano tramite quello degli esteri al Governo del Québec, si è in attesa della risposta, ormai imminente, del competente ministero quebbecchese, che dovrebbe essere quella risolutiva.

Sicché è augurabile che si giunga al più presto a concludere questo importante passaggio, in vista dell’apertura delle trattative con le altre Province canadesi nelle quali è più consistente la presenza di comunità italiane.
In ogni caso, sarà mio compito continuare ad esercitare tutte le pressioni del caso per sollecitare la firma dell’intesa tecnica con il Québec e l’implementazione dell’Accordo-quadro Italia Canada. Non mancherò di tenere aggiornati i connazionali e i cittadini canadesi interessati delle novità che si dovessero presentare.

8 – LA MARCA (PD): L’INSEGNAMENTO DELL’ITALIANO IN ONTARIO (CANADA) VA SEGUITO CON ATTENZIONE E DIFESO

Ho appreso con viva preoccupazione da Il Corriere canadese la notizia che il governo dell’Ontario, per riassorbire il suo deficit di bilancio, ha deciso di diminuire sensibilmente il contributo finora dato ai programmi di insegnamento delle lingue minoritarie, tra cui l’italiano. In questa decisione è coinvolto anche l’International Languages Program gestito dal Toronto Catholic District School Board, che organizza centinaia di corsi di italiano e che, stando alle notizie riportate, riceverebbe la metà dei fondi rispetto agli anni passati.

Ricordo che appena un anno fa solo l’appassionata mobilitazione della comunità italiana, degli eletti di origine italiane e degli organi di informazione è riuscita a scongiurare, anche per il sostegno finanziario del governo italiano, una forte riduzione dell’offerta formativa in italiano.
Non mi permetto di interferire, naturalmente, nelle autonome decisioni di un importante governo provinciale di un grande Paese come il Canada, dove sono nata e cresciuta e di cui sono pienamente cittadina.
Non posso fare a meno, tuttavia, di sottolineare l’importanza che la domanda di apprendimento delle lingue d’origine da parte delle comunità immigrate sia soddisfatta come un fondamentale diritto di cittadinanza nel quadro delle politiche culturali e formative di un paese accogliente e multiculturale come il Canada.

In ogni caso, non appena saranno più chiare e definite le conseguenze per i singoli Board delle restrizioni di fondi annunciate in questi giorni, non mancherò di sollecitare le autorità italiane, come già fatto in passato, affinché non solo seguano con attenzione la situazione, ma si rendano parte attiva affinché i livelli di insegnamento dell’italiano in Ontario non regrediscano.

Il sistema di insegnamento dell’italiano in Ontario è stato per decenni un modello apprezzato e invidiato a livello mondiale. Nessuno – né le famiglie né lo stesso Stato italiano – ci guadagnerebbe se la sua immagine e la sua funzionalità si offuscassero.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D.
Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America
Electoral College of North and Central America

9 – IL NATALE, IL GIORNO DELLA SERENITÀ, PUÒ INGIGANTIRE IL MALESSERE.
Questa festa agisce su di noi come un segno “più”: se siamo felici ci rende più felici, se tristi ci rende più tristi. E se nel quotidiano viviamo un disagio rischiamo di percepirlo come più doloroso. Sul Natale si sono dette e scritte così tante cose da rendere difficile e persino imbarazzante l’idea di scriverne ancora. Eppure, che se ne dica bene o male, è un giorno che non riesce a passare inosservato. C’è chi lo vive con l’intento di accendere in sé emozioni e sentimenti conservati con cura nel corso degli anni e c’è invece chi vorrebbe spegnere con le luminarie e lo scintillio delle vetrine anche ogni memoria di antichi struggimenti. Certo è che se per fuggirli ci si rifugiasse in luoghi remoti e inaccessibili, gli echi natalizi, diventati così invasivi da non conoscere ostacoli, troverebbero il modo di arrivare fino a noi per impedirci di ignorarli. La grande differenza di atteggiamenti per cui si ama o si odia il Natale nasce dal fatto che poche giornate come questa sono dense di memorie e di simboli impegnativi. Al di là della sua valenza religiosa, il Natale è carico di fortissimi richiami simbolici e diventa una sorta di termometro che valuta la temperatura dei nostri sentimenti. L’amore, la famiglia, la pace, il cibo, la generosità, il dono sono gli ingredienti universali necessari per vivere appieno queste giornate. È evidente che il legame con la festa più significativa dell’anno deriva proprio dall’importanza che, nel tempo, questi valori hanno assunto nella nostra vita. Se nei rapporti quotidiani ci sono problemi, tensioni, conflitti o inimicizie il Natale da solo non sanerà questi disagi, anzi, c’è il rischio che li renda più dolorosi e che ne ingigantisca il malessere. Si potrebbe dire che il Natale agisca su di noi come una specie di segno “più”. Se siamo felici ci rende più felici, se siamo tristi ci rende più tristi. Sarebbe difficile identificare le fonti dirette della tenerezza o dei rimpianti che quel segno “più” ingrandisce a tradimento. Forse ci intenerisce la nostalgia del tempo dell’infanzia, quando tutto sembrava magico e possibile, o ci incupisce l’assenza di tanti che non siedono più alle allegre tavolate di un tempo.
Negli anni pre-crisi il consumismo ha rivestito il Natale di luccichii che per un po’ hanno creato l’illusione di un eterno appagamento emotivo ma ora che, fortunatamente, quelle luci sono diventate sommesse c’è forse più tempo per ritrovare dentro di sé le immagini perdute. In ogni Natale, umano o divino, c’è sempre una favola, basta riuscire a riconoscerla e saperla raccontare. ( di G. SCHELOTTO)

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