18 10 27 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ALTRE COMUNICAZIONI.

0 – Parlamentari PD estero: tradurre in azioni e fatti le indicazioni degli stati generali della lingua italiana.
1 – Moody’s taglia il rating dell’Italia da Baa2 a Baa3. Tra i rischi anche la possibile uscita dell’unione monetaria. Salvini: “Il governo va avanti”. Manovra economica, Italia bocciata dai mercati.
2 – Alfiero Grandi. Cgil: la scelta del segretario generale, un confronto politico che scoraggi le tifoserie. Se ci sono più candidati avanzino proposte. La difesa del ruolo del sindacato, il valore del dialogo sociale per respingere l’attacco ai diritti dei lavoratori
3 – L’On. La Marca interviene a Toronto al 50° anniversario del sodalizio dei giuliano dalmati
4 – SCHIRÒ (PD): CONSAPEVOLE ACCANIMENTO DEL M5S CONTRO LA STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO. Stamane il Presidente Mattarella, incontrando i partecipanti agli Stati generali della lingua italiana, ha detto: “Alcuni strumenti sono stati sperimentati con successo in questi anni (…) penso alla stampa e all’editoria in lingua italiana all’estero, per la quale è indispensabile il sostegno pubblico”.
5 – “Il sostegno pubblico è indispensabile per la stampa e l’editoria della lingua italiana all’estero
6 – LA MARCA (PD): “rivendico l’aumento delle risorse per i giornali all’estero e chiedo criteri e controlli seri nell’applicazione della nuova normativa”.
7 – SCHIRÒ (PD): la sollecitazione del presidente della cei cardinale bassetti a insegnare l’emigrazione nelle scuole sia di sprone per discutere il mio disegno di legge su questa tema Roma,
8 – Italiani all’estero, Sottosegretario Merlo: “Lavoriamo per migliorare i servizi consolari”
9 – Verso un nuovo consolato a Montevideo. Merlo riceve l’Ambasciatore d’Italia in Uruguay, Gianni Piccato
10 – PIEMONTESI NEL MONDO, rassegna stampa regionale. http://www.monicacerutti.com/rassegna-stampa/rassegna-stampa-dalle-province-piemontesi-2018/ –

0 – PARLAMENTARI PD ESTERO: TRADURRE IN AZIONI E FATTI LE INDICAZIONI DEGLI STATI GENERALI DELLA LINGUA ITALIANA. COMUNICATO – 23 OTTOBRE 2018
«Non si tratta soltanto di tutelare una ricchezza incastonata nella storia, ma di far vivere un patrimonio vivo, pratico, multiforme, con articolazioni che spaziano dai registri più “alti” agli usi quotidiani. La sfida, oggi, è, esattamente, come far fiorire la nostra lingua e cultura al tempo della mobilità, in cui, accanto alle mobilità territoriali, sorgono comunità globali, talvolta solo virtuali, legate da linguaggi peculiari».
Con queste parole, il Presidente Mattarella ha autorevolmente suggellato la terza edizione degli Stati generali della lingua italiana, riconoscendo altresì che «le comunità di origine italiana sono i primi, naturali, “moltiplicatori di italianità”», sia sul versante della tradizione che su quello della rappresentazione del Paese di oggi.
Si è trattato di un utile verifica dello stato di salute della nostra lingua nel mondo e delle sue prospettive di consolidamento, espansione e trasformazione sia nelle ormai proliferanti reti virtuali che nelle consolidate reti fisiche, realizzate nel corso della lunga vicenda storica dell’emigrazione italiana. Una positiva occasione di conoscenza e confronto, di cui va dato atto alla direzione generale per la promozione del Sistema Paese della Farnesina, che ancora una volta si è mossa in un’ottica di integrazione e di innovazione.
Ora tutti coloro che guardano con interesse vero alla lingua italiana come ad un fattore primario di formazione e ad una leva di proiezione globale del Paese attendono dalle istituzioni e, in particolare dal Governo, che le parole si tramutino in fatti. Ad iniziare dall’impegno del Ministro Moavero Milanesi di recuperare risorse, a suo dire, per le “scuole italiane all’estero”, sperando volesse intendere il sistema formativo in italiano all’estero nel suo complesso, che è molto più ampio e articolato. E senza fare finta di non vedere che già sono aperte questioni che non si possono eludere: il prolungamento oltre il 2010 del Fondo quadriennale per la lingua e la cultura italiana, che il centrosinistra ha dotato di 150 milioni, e l’inapplicabilità ai giornali in italiano stampati e diffusi all’estero del criterio, annunciato dal Sottosegretario per l’editoria Vito Crimi, di volere sospendere il sostegno pubblico, che significa di fatto far chiudere decine di testate.
I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro

1 – MOODY’S TAGLIA IL RATING DELL’ITALIA DA BAA2 A BAA3. TRA I RISCHI ANCHE LA POSSIBILE USCITA DELL’UNIONE MONETARIA. SALVINI: “IL GOVERNO VA AVANTI”. MANOVRA ECONOMICA, ITALIA BOCCIATA DAI MERCATI. L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating dell’Italia da Baa2 a Baa3 alla luce del “deficit significativamente più ampio rispetto alle attese“. Moody’s taglia il rating dell’Italia da Baa2 a Baa3. La nota agenzia di rating ha fatto sapere che il giudizio è legato al fatto che al momento nel programma del governo italiano “manca una coerente agenda di riforme per la crescita“, il che comporterebbe, stando alle previsioni, a una crescita decisamente poco significativa almeno nel breve termine. Rischi legati anche a una possibile uscita dell’Italia dall’euro A preoccupare è anche la possibile uscita dell’Italia dall’unione monetaria. Al momento le possibilità di un’uscita dall’Italia dall’euro sono molto basse ma non si esclude che questa evenienza possa verificarsi nel caso in cui il governo italiano non riesca a trovare con l’Unione europea una via del dialogo e della collaborazione.
PX rating_nazioni_consultazioni Matteo Salvini: “GOVERNO ANDRÀ AVANTI NONOSTANTE LE AGENZIE DI RATING” I dati di Moody’s sono stati commentati dal ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Il governo andrà avanti nonostante le agenzie di rating, i commissari europei e qualche incomprensione interna. Faccio esercizio yoga per superarle”.
Moscovici: “Nessuna decisione è stata presa, palla all’Italia” Sulla questione italiana era intervenuto anche il Commissario agli Affari economici Pierre Moscovici in conferenza stampa: “Dialogare è fondamentale, sappiamo tutti che la questione è delicata non abbiamo interesse a creare ulteriori tensioni, la ‘palla’ è ora nel campo delle autorità italiane che ci risponderanno entro lunedì […]. La decisione della Commissione sarà basata sull’interesse generale, la missione della commissione Ue è assicurare prosperità economica […]. Nessuna decisione è stata presa, la risposta del ministro Tria sarà molto importante“

2 – GOVERNO, DAL DECRETO DIGNITÀ AI FONDI PER LA CROCE ROSSA ITALIANA. LE ‘MANINE’ E LE OMBRE SUI TESTI REDATTI DA LEGA E MOVIMENTO CINQUE STELLE. DECRETO FISCALE MA NON SOLO. Nei primi mesi di governo a guida Lega-Movimento Cinque Stelle sono diversi i casi (o presunti tali) di manipolazioni denunciate. Il decreto Dignità e gli ottomila posti di lavoro in meno Il primo caso è quello del decreto Dignità, con la denuncia, sempre da parte di Di Maio, dell’aggiunta furtiva di ottomila posti di lavoro in meno nella relazione inviata al Quirinale, che avrebbe così visionato un testo modificato senza preavviso e senza il consenso del governo. “C’è un altro numero invece: 8mila. Perchè nella relazione c’è scritto che questo dl farà perdere 8mila posti di lavoro in un anno. Ci tengo a dirvi che quel numero è apparso la notte prima che il dl venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dal governo“, aveva detto Luigi Di Maio sulla propria pagina Facebook puntando il dito contro ignoti. La questione si è alla fine risolta con un enorme punto interrogativo sul reale svolgimento dei fatti che hanno però portato all’inizio dei contrasti tra il vicepremier pentastellato e il ministro dell’Economia Tria. Fondi per la Croce Rossa Un altro caso analogo è quello legato sempre al decreto fiscale, finito questa volta tra le critiche per uno stanziamento alla Croce Rossa. Alla vigilia del Consiglio dei ministri che avrebbe dato il primo via libera al dl, i vertici del governo scoprono uno stanziamento di ottantaquattro milioni di euro (in tre anni), un’iniziativa del Ministero dell’Economia e della Finanza che era inizialmente passato inosservato ai più. Fonte foto: https://www.facebook.com/Cameradeideputati/ Abolizione del numero chiuso a medicina Non possiamo parlare di una manina in questo caso bensì di un clamoroso passo indietro. Il verbale del 23° Consiglio dei Ministri pubblicato in data 15 ottobre non lascia dubbi sulla decisione del governo. Abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina – Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi., recita l’articolo 22 della Legge di bilancio per il 2019. La notizia ovviamente scatena le polemiche e costringe il ministro Bussetti a una smentita, o meglio a una rettifica. Il test verrà abolito ma questo avverrà in maniera graduale e in accordo con i vari atenei. Di fatto i tempi e i modi restano un mistero.

2 – ALFIERO GRANDI. CGIL: LA SCELTA DEL SEGRETARIO GENERALE, UN CONFRONTO POLITICO CHE SCORAGGI LE TIFOSERIE. SE CI SONO PIÙ CANDIDATI AVANZINO PROPOSTE. LA DIFESA DEL RUOLO DEL SINDACATO, IL VALORE DEL DIALOGO SOCIALE PER RESPINGERE L’ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI. Alfiero Grandi. Cgil: la scelta del segretario generale, un confronto politico che scoraggi le tifoserie. Se ci sono più candidati avanzino proposte. La difesa del ruolo del sindacato, il valore del dialogo sociale per respingere l’attacco ai diritti dei lavoratori
La scelta del futuro segretario della Cgil viene spesso paragonata ad analoghe scelte precedenti. I paragoni con il passato, quasi fossero quarti di nobiltà da rivendicare, non mi convincono. Ogni situazione va vista a sé. In ogni situazione è stato necessario rispondere a contesti politici e sindacali diversi, a regole diverse, quella attuale è radicalmente diversa da qualunque altra del passato. Oggi il sindacato non deve difendere la sua autonomia, il suo ruolo dai partiti, perché questi o non esistono più o hanno perso radicamento nei luoghi di lavoro. Di più, spesso è prevalsa la tentazione di mettere in un angolo il sindacato, insieme ad un pesante attacco ai diritti dei lavoratori. Il tentativo di mettere in discussione il ruolo del sindacato come rappresentante dei lavoratori non è iniziato con questo governo, è iniziato prima e con Renzi ha avuto un salto di qualità.

I partiti che ora governano pensano di fare da soli. Per il sindacato una sfida non da poco

I partiti che ora governano con un consenso largo pensano di poter fare da soli, senza costruire un vero dialogo sociale, al massimo concedono un consenso subalterno. Per il sindacato la sfida non è da poco, tanto più che anche tra lavoratori, disoccupati, giovani tanti hanno votato per 5 Stelle e Lega, forse per protesta verso chi c’era prima, forse non mettendo in conto tutte le conseguenze. Il sindacato deve decidere il proprio ruolo nella nuova situazione e la Cgil, organizzazione a cui sono legato da sempre, avrà un ruolo decisivo, nel bene e nel male. La situazione attuale ha qualche similitudine con la fase, lontana e diversa, in cui il sindacato aiutò la costruzione di una proiezione politica del mondo del lavoro. Il sindacato ha bisogno di interlocutori politici – non bastano i tavoli di trattativa – e deve trovare un modo nuovo per occuparsene, con autonomia. I dirigenti cambiano e tra poco ci sarà un importante passaggio di testimone in Cgil.

Con l’elezione del segretario generale la costruzione di un gruppo dirigente complessivo

In ogni situazione i gruppi dirigenti debbono trovare le ragioni politiche e le modalità più adatte per scegliere il segretario generale, ma non solo. Per quanto importante sia il segretario generale, va affrontata la costruzione di un gruppo dirigente complessivo. Quanto è accaduto in passato va tenuto presente come storia, senza rappresentazioni piegate all’attualità. Conosco direttamente tre cambi di segretario generale: da Lama a Pizzinato, da Pizzinato a Trentin e da Trentin a Cofferati. Il primo passaggio non fu felice, Pizzinato è un’ottima persona ma il ruolo di segretario generale è un compito particolare e per questo ruolo – a mio avviso – non era adatto, anzi l’insistenza di Lama e altri che lo convinsero a superare le sue resistenze fu un errore che gli fece pagare un prezzo personale alto. Si può apprezzare un compagno senza arrivare a pensare automaticamente che abbia le caratteristiche per essere il segretario generale. La crisi della segreteria Pizzinato scoppiò poco tempo dopo e ritornò in campo la candidatura di Trentin, che era la più forte già al momento dell’elezione di Pizzinato. La maggioranza del gruppo dirigente della Cgil si era fatta convincere diversamente e sbagliò. La Cgil attraversò una lunga fase di crisi e finì per tornare al punto di partenza: a Trentin. Cofferati ed io siamo entrati in segreteria confederale insieme, su proposta di Trentin. Chi ne ha letto i diari ha capito che Trentin aveva una personalità complessa, per certi versi tormentata, ma con alcuni principi ben saldi. Trentin è stato un segretario generale di grande valore. Sono orgoglioso di avere lavorato con lui e di avere goduto della sua amicizia politica. L’amicizia politica non prevede contropartite. Dopo l’accordo del luglio 1993 Trentin ritenne conclusa la sua esperienza e propose di scegliere un nuovo segretario generale prima del congresso, non mi ha mai detto quale fosse la sua preferenza, né io gli ho mai chiesto nulla, sarebbe stato estraneo all’etica del nostro rapporto.

Il confronto di merito è sempre avvenuto nelle sedi proprie. La consultazione aperta

Il confronto di merito è sempre avvenuto nelle sedi proprie. Trentin propose di scegliere il successore con una consultazione aperta, senza iniziare con una sua proposta. Le candidature nel 1994 furono due: Cofferati ed io, alla fine della consultazione presi atto che la maggioranza del direttivo aveva indicato Sergio, decisi di ritirare la mia candidatura e di sostenerlo e restai in segreteria ancora due anni. Del Turco aveva convinto i socialisti tranne Schettino, la terza componente e parte significativa della ex componente Pci avevano preferito Sergio. I risultati della consultazione e il quadro politico/sindacale lasciavano spazio solo ad una contrapposizione, per la quale ero personalmente indisponibile. Le differenze politiche c’erano, non è un mistero, erano pubbliche, lo ha ricordato Andrea Ranieri. Ad esempio non ero convinto della scelta di un sistema pensionistico tutto contributivo perché poteva portare ad una rottura della solidarietà, in particolare verso i giovani e le fasce più deboli dei lavoratori, come purtroppo è avvenuto. Non ho cambiato idea. Con Sergio su questo e su altro ci furono differenze di merito, ma la rottura della Cgil per me era impensabile. Nel 1996 mi resi conto che il mio ruolo in Cgil era esaurito e feci una scelta diversa. Sono convinto che il sindacato sia un pilastro della democrazia, ma non l’unico. La competizione sobria e controllata per la successione a Trentin fece buona impressione e fu adottata in seguito da D’Alema e Veltroni, perché anche il Pds doveva prendere una decisione analoga.

La Cgil è chiamata a scelte impegnative di rinnovamento, un confronto politico vero

Fin qui il mio contributo a comprendere meglio alcuni tornanti della vita della Cgil, dopo avere per molto tempo scelto di evitare di intervenire su problemi di vita sindacale. Ora la Cgil è chiamata a scelte impegnative, di rinnovamento. Non mi sembra preoccupante che si confrontino diverse proposte politiche e personali. È molto importante che su Landini sia caduto un precedente pregiudizio che ne negava le indubbie qualità aprendo alla possibilità di diventare segretario generale. Questo è positivo. Sarebbe curioso che ora spuntasse un pregiudizio su Colla. Se le candidature resteranno due occorre un confronto politico vero, che scoraggi le tifoserie e faccia invece crescere la consapevolezza di tutti sulle difficili scelte da fare e in questo senso potrebbe essere utile un confronto tra le proposte dei candidati, la Cgil ha a disposizione gli strumenti per farlo. La trasparenza è molto importante, sempre.
A gennaio l’assemblea nazionale deciderà e sono convinto che senza drammi ricostruirà un intero gruppo dirigente.

3 – L’ON. LA MARCA INTERVIENE A TORONTO AL 50° ANNIVERSARIO DEL SODALIZIO DEI GIULIANO DALMATI
L’On. Francesca La Marca ha partecipato sabato 20 ottobre al 50° anniversario del “Club Giuliano Dalmato di Toronto”, il primo club giuliano dalmato ad essere fondato nel mondo, che si è svolto in un clima di emozionata partecipazione nella bellissima sala del “Veneto Centre”.
L’ambiente per la circostanza è stato allestito con molta attenzione con dettagli storici ed evocativi, effetti personali della comunità, fotografie, racconti di storie di vita e di esodo, stemmi e altro ancora.
La serata si è svolta con l’abile regia della Presidente Adriana Gobbo e la partecipazione straordinaria del prof. Konrad Eisenbichler, docente universitario, studioso e promotore di studi sulla storia dei giuliano dalmati ed ambasciatore di cultura. Il galà è iniziato con una performance della Corale Veneta che si è esibita con canzoni tipiche e tradizionali della zona.
Hanno partecipato alla serata alcuni politici italo-canadesi ed alcuni distinti ospiti venuti da Trieste. Nel suo saluto, l’On. La Marca ha sottolineato come cinquant’anni rappresentano un traguardo importante per qualsiasi sodalizio, soprattutto per quelli, come hanno costantemente fatto i giuliano dalmati, che si dimostrano capaci di trasmettere i propri valori alle nuove generazioni.
“La diaspora giuliano dalmata è una storia drammatica e triste, ma anche molto bella, che racconta la storia di un popolo costretto dalle vicende della Grande Storia ad abbandonare la propria terra, i propri affetti, a pagare colpe mai commesse, costretto ad un esilio forzato. I dolori vissuti, tuttavia, hanno contribuito a rafforzare non solo l’identità regionale, ma nazionale. Per questo credo che voi siate i migliori testimoni di italianità”.
Ovunque le vostre comunità hanno operato nel mondo – ha proseguito la parlamentare – si sono distinte per serietà, laboriosità e successo.
“Come parlamentare nata e cresciuta a Toronto – ha concluso La Marca – sono onorata di partecipare ad un evento di così alta italianità e di trovarmi tra gente seria che ha saputo ricostruire qui, in Canada e a Toronto, ciò che ingiustamente aveva perduto in Patria”.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D.
Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America

4 – SCHIRÒ (PD): CONSAPEVOLE ACCANIMENTO DEL M5S CONTRO LA STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO. Stamane il Presidente Mattarella, incontrando i partecipanti agli Stati generali della lingua italiana, ha detto: “Alcuni strumenti sono stati sperimentati con successo in questi anni (…) penso alla stampa e all’editoria in lingua italiana all’estero, per la quale è indispensabile il sostegno pubblico”.
Alcuni mesi fa, il sottosegretario per l’editoria Vito Crimi dichiarava che il governo intende chiudere il capitolo dei contributi alla stampa, dal quale sono già esclusi i grandi giornali e quelli di partito, e di volere spostare il sostegno dall’offerta alla domanda. Chissà, poi, che significa.
Oggi l’on. Elisa Siragusa, eletta all’estero nella ripartizione Europa per il M5S, dopo aver definito servili i giornali diffusi all’estero, ha chiarito meglio la strategia di annientamento perseguita dal suo movimento e da questo governo: dimezzamento nel 2019, taglio completo dal 2020.

Sapete qual è il prezzo del servilismo? Due milioni, aumentati a tre con un emendamento del PD, da dividersi tra tutte le testate in lingua italiana nel mondo. Quattro soldi per ogni testata!
Il M5S non si è accorto che un giornale in italiano pubblicato all’estero tra mille difficoltà sostiene il vincolo di comunità, preserva la pratica dell’italiano e trasmette informazioni a cittadini che debbono esercitare un diritto primario come il voto.
Se si trattasse soltanto di ignoranza si potrebbe usare una cristiana comprensione. Temiamo, invece, di essere di fronte ad una consapevole strategia di distruzione che, come in Italia, anche all’estero non lascerà che macerie.
On. Angela Schirò – Camera dei Deputati

5 – “Il sostegno pubblico è indispensabile per la stampa e l’editoria della lingua italiana all’estero” . Comunicato Stampa
Cosi l’On. Nicola Care’, eletto nelle fila del Partito Democratico nella Circoscrizione estero (Africa, Asia, Oceania, Antartide),riprendendo la citazione del Presidente della Repubblica intervenuto ieri agli Stati Generali della Lingua Italiana.
Come ex Ceo e Segretario Generale della Camera di Commercio e Industria Italiana di Sydney, confermo che l’intenzione governativa di abolire il sostegno pubblico all’editoria della lingua Italiana all’estero è da condannare nella maniera più assoluta.
Gli Italiani residenti all’estero sono oltre cinque milioni, di cui tre milioni nella sola Europa.
I quotidiani e i periodici editi e diffusi all’estero ricevono solo il 3,27% del totale erogato secondo la Legge vigente; vengono pertanto concessi oltre confine circa 1.700.000 euro, ovvero 30 centesimi di euro all’anno per ogni connazionale iscritto all’AIRE.
Credo che questi numeri diano la reale dimensione delle cose e aiutino a comprendere quanto poco credibili e attendibili siano le dichiarazioni dell’On. Siragusa.
La quale forse dimentica come i giornali editi in lingua italiana all’estero garantiscano una preziosissima informazione locale e contribuiscano a rinnovare quotidianamente un senso di appartenenza alla nostra grande Comunità Italiana che opera tutti i giorni nella promozione sistema Paese.
On./Hon. Nicola Carè – Camera dei Deputati – Chamber of Deputies . IV Commissione Difesa – Defence Committee

6 – LA MARCA (PD): “RIVENDICO L’AUMENTO DELLE RISORSE PER I GIORNALI ALL’ESTERO E CHIEDO CRITERI E CONTROLLI SERI NELL’APPLICAZIONE DELLA NUOVA NORMATIVA”
Dopo il minaccioso annuncio del Sottosegretario all’editoria Vito Crimi di volere eliminare il sostegno ai giornali, o meglio ciò che ne è rimasto essendo già stati esclusi i grandi gruppi editoriali e i giornali di partito, l’onorevole Elisa Siragusa, eletta nella Ripartizione Europa, chiarisce i propositi riguardo ai giornali in italiano all’estero.

La collega del Movimento 5Stelle dichiara infatti che avendo il Governo Gentiloni fatto a questi giornali una mancia elettorale di un milione, che si è aggiunto ai due della vecchia dotazione, e avendo essi per questa ragione assecondato la voce del padrone, è giusto punirli dimezzando i contributi per il 2019 e azzerandoli per il 2020.

Intanto, il milione in più che i giornali all’estero hanno ottenuto è il frutto non di un regalo del governo, ma di un mio emendamento, sostenuto anche dagli altri eletti all’estero del PD. Rivendico, dunque, il risultato ottenuto e ne sono fiera ancora oggi. In secondo luogo, nella foga risanatrice, alla collega pentastellata sfugge che la dotazione finanziaria per i periodici in italiano all’estero era ferma da decenni e la divisione dei due milioni su scala mondiale comporta per le singole testate somme limitatissime, in alcuni casi irrisorie.

In terzo luogo, non so se la collega sappia che ormai, dopo la riforma della legge per l’editoria, il fondo è ricaduto nel calderone generale e, al di là degli annunci, vorremmo sapere quali sono i criteri generali di ripartizione. Una volta presentati tali criteri, saremo i primi a verificare se essi prevedono forme di erogazione severe e controlli sicuri, come è giusto che sia, evitando erogazioni disinvolte.

La cosa che più amareggia, tuttavia, è che non è bastato vivere all’estero per anni per rendersi conto della funzione di coesione comunitaria, di difesa della nostra lingua, di informazione anche in vista di un esercizio consapevole del voto che tali giornali svolgono.

Per quanto ci riguarda siamo aperti ad ogni forma di discussione su una riorganizzazione seria del settore, ma fermamente contrari all’eliminazione del contributo pubblico che, come ha detto il Presidente Mattarella proprio in queste ore, rappresenta una necessità per la sopravvivenza di questi delicati e importanti strumenti.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D. – Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America
Electoral College of North and Central America.

7 – SCHIRÒ (PD): LA SOLLECITAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA CEI CARDINALE BASSETTI A LEGGE SU QUESTA TEMA ROMA, 25 Ottobre 2018.
“Da più tempo e da più parti si sono levate le richieste dell’insegnamento dell’emigrazione italiana come materia di studio. Vi sono state in questi anni diverse proposte di legge a tale riguardo. Un tale insegnamento, al pari dei corsi di lingua italiana all’estero, completa quel processo virtuoso di valorizzazione e mantenimento delle radici linguistiche e culturali e dei legami con l’Italia e perfeziona la formazione delle nuove generazioni proiettandole verso l’interculturalità e la contemporaneità”.
Sono parole – queste – pronunciate dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, a conclusione del Rapporto sugli italiani nel mondo per il 2018.
Condivido questa valutazione con particolare convinzione e spero siano motivo di riflessione e di decisione per chi in questo momento ha le leve delle decisioni pubbliche in materia di formazione.
Per questo, in parallelo con la collega Garavini al Senato e assieme agli altri eletti del PD all’estero, ho presentato una proposta di legge che prevede l’insegnamento interdisciplinare dell’emigrazione italiana nel quadro della conoscenza delle migrazioni contemporanee. Mi ha mosso la convinzione che un percorso formativo legato alle migrazioni, come il Cardinale Bassetti ha detto, rappresenta un’educazione alla interculturalità e alla contemporaneità. Vale a dire, la strada maestra sulla quale fare incamminare le nuove generazioni, che nelle classi che frequentano già condividono quotidianità e formazione con coetanei delle più diverse origini.
Mi auguro che una proposta di questa natura, che è al di sopra delle parti politiche e delle polemiche di bottega, possa essere presto calendarizzata e discussa.
On. Angela Schirò
Camera dei Deputati

8 – ITALIANI ALL’ESTERO, SOTTOSEGRETARIO MERLO: “LAVORIAMO PER MIGLIORARE I SERVIZI CONSOLARI”. “IN 10 ANNI CHIUSI 20 CONSOLATI E 4 AMBASCIATE”. IL SOTTOSEGRETARIO AGLI ESTERI, SEN. RICARDO MERLO, INTERVENUTO ALLA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ITALIANI NEL MONDO 2018, DI LUCA DASSI, ITALIACHIAMAITALIA – 24 ottobre 2018
“Siamo europeisti e veniamo da una cultura cattolica. Siamo cresciuti nelle parrocchie. I valori cattolici sono parte della nostra identità”. Così il Sottosegretario agli Esteri, Sen. Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE, ha aperto il suo intervento alla presentazione del rapporto Migrantes.
“Gli uffici consolari e le ambasciate italiane nel mondo negli ultimi anni hanno subito importanti tagli. Invece la rete consolare deve essere un punto di riferimento per i nostri connazionali e per la mobilità che continua a crescere”, ha sottolineato l’esponente del governo, per poi proseguire: “Abbiamo trovato una situazione complicata, ma stiamo iniziando a lavorare per aprire nuovi consolati”.
Secondo il Sottosegretario, inoltre, “è necessario aumentare i fondi per lingua e la cultura italiana all’estero. È un investimento che crea turismo e crea italianofili. Necessario è poi preservare la stampa italiana all’estero. È fondamentale per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero”.
#SOSVENEZUELA
“La situazione in Venezuela è disastrosa. Dobbiamo aiutare i nostri tanti connazionali. Io andrò presto lì. E lancio un appello anche alla Fondazione Migrantes: noi abbiamo delle proposte per aiutare i nostri connazionali, ma dobbiamo confrontarci con il governo locale. Non è semplice”.
“Migrantes si faccia eco di questo: più di 100mila connazionali in Venezuela hanno bisogno di noi, stanno soffrendo moltissimo. È una situazione diplomaticamente disastrosa. Tutte le informazioni locali che arrivano sono bugie. Ci stanno rubando le nostre pensioni: i nostri pensionati continuano a riceverle in moneta locale. Abbiamo una proposta che speriamo di portare avanti, di prendere le pensioni in euro. Stiamo cercando di trovare il modo di farlo”.
RIFORMA VOTO ESTERO
Merlo è tornato sulla necessità di riformare il voto degli italiani nel mondo: “Ogni volta che si vota vengono fuori polemiche sul voto all’estero. Il voto all’estero va modificato. Abbiamo bisogno di una nuova legge, che sia figlia del confronto tra associazioni, Comites e Cgie”.
“Quando finisce una elezione dal voto all’estero vengono fuori cose non vere al 90%. Faremo una modifica del voto degli italiani all’estero. Ho chiesto al consiglio generale italiani all’estero di presentare una bozza di pdl. Nascerà dalla base e poi andrà a governo e Parlamento, ma nasce dalla base, dalle associazioni. Dobbiamo togliere dalle strade 5 milioni di lettere, la posta non è al 100% affidabile”.
RETE CONSOLARE
“Purtroppo non abbiamo trovato una situazione ottimale delle reti consolari per gli italiani all’estero. Non è responsabilità di un governo in particolare, ma è responsabilità delle politiche sbagliate dell’ultimo decennio. Sono stati chiusi 20 uffici consolari, quattro ambasciate e una rappresentanza permanente presso le organizzazioni internazionali. Abbiamo avuto un decremento complessivo del personale amministrativo di 1115 unità”. “Non siamo riusciti a fermare questa cosa e ora ci troviamo in una situazione molto difficile. I consoli non ce la fanno più ad affrontare la mole di lavoro che hanno. Abbiamo trovato una situazione molto, molto complicata. Stiamo cominciando a lavorare, abbiamo inaugurato una nuova ambasciata a Panama e in Repubblica Domenicana, a Santo Domingo dalla vecchia ambasciata sono uscito con le pulci. Lì andavano i nostri connazionali a chiedere assistenza”.
Il sottosegretario ha spiegato che il 20 e il 21 novembre andra’ a Londra “perchè – ha detto – la situazione e’ complicata, i consoli non ce la fanno piu’ ad affrontare la mole di lavoro che hanno”.
Merlo: “Estamos trabajando para mejorar los servicios consulares”
“En 10 años, cerraron 20 consulados y 4 embajadas”. El discurso del Subsecretario de Asuntos Exteriores, Sen. Ricardo Merlo, durante la presentación del Rapporto Italiani nel Mondo 2018
“Somos europeístas y venimos de una cultura católica. Crecimos en las parroquias. Los valores católicos forman parte de nuestra identidad”. Así, el Subsecretario de Asuntos Exteriores, Sen. Ricardo Merlo, fundador y presidente del MAIE, comenzó su discurso durante la presentación del informe Migrantes.
“En los últimos años, los consulados y las embajadas italianas en el mundo han sufrido los recortes. Pero la red consular debería ser un punto de referencia para nuestros connacionales, tanto para los que viven en el exterior como para los que viajan, que son siempre más”, destacó el representante del gobierno, y luego continuó: “Nos hemos encontrado con una situación complicada, pero estamos trabajando para abrir nuevos consulados”.
Además, según el Subsecretario, “es necesario aumentar los fondos para la lengua y la cultura italiana en el exterior. Es una inversión que crea turismo y que crea italianófilos. Es necesario también preservar a la prensa italiana en el exterior, porque es fundamental para la promoción de la lengua y la cultura italiana en el mundo”.
#SOSVENEZUELA
“La situación en Venezuela es desastrosa. Tenemos que ayudar a los italianos que viven allí. Pronto, yo iré allí. Y hago un pedido a la Fundación Migrantes: nosotros tenemos propuestas para ayudar a los italianos en Venezuela, pero tenemos que dialogar con el gobierno local. No es simple”.
“Migrantes haga propio: más de 100 mil italianos en Venezuela necesitan de nosotros, están sufriendo mucho. Es una situación diplomáticamente desastrosa. Toda la información que llega es mentira. Nos están robando nuestras pensiones: nuestros jubilados reciben la pensión en la moneda local. Tenemos una propuesta que esperamos poder llevar a cabo para que reciban el pago en euros. Estamos buscando la forma de poder realizarla”.
REFORMA DEL VOTO EN EL EXTERIOR
Merlo se refirió también a la necesidad de reformar la modalidad de voto en el exterior. “Cada vez que se vota, hay polémica sobre el voto de los italianos en el mundo. El voto en el exterior tiene que ser modificado. Necesitamos una ley nueva que sea producto del debate entre las asociaciones, el Comites y el CGIE”.
“Cuando termina una elección, sobre el voto en el exterior se dicen cosas que en el 90% de los casos no son verdad. Vamos a hacer la reforma del voto en el exterior. Ya pedí al CGIE que presente una propuesta de ley. Una propuesta que nace desde las bases y luego irá al gobierno y al Parlamento, pero que nace desde la base, desde las asociaciones. El correo no es 100% confiable, tenemos que retirar las 5 millones de boletas que circulan durante la campaña.
RED CONSULAR
“Lamentablemente, no hemos encontrado la red consular en buen estado. No es responsabilidad de un gobierno en particular, sino de las políticas equivocadas de los 10 últimos años. Cerraron 20 oficinas consulares, 4 embajadas y una representación permanente ante organizaciones internacionales. El personal administrativo se redujo en 1115 unidades. No logramos detener este recorte y ahora nos encontramos con una situación muy difícil. Los cónsules no pueden procesar la cantidad de trabajo que tienen. Encontramos una situación muy, muy complicada. Estamos comenzando a trabajar, hemos inaugurado una nueva embajada en Panamá y en República Dominicana. En Santo Domingo, salí de la vieja embajada infestado de pulgas. En un edificio así nuestros connacionales iban a pedir ayuda”.
Merlo explicó que el 20 y el 21 de noviembre irá a Londres “porque la situación es complicada, los cónsules no dan a basto con la cantidad de trabajo acumulado”.

9 – VERSO UN NUOVO CONSOLATO A MONTEVIDEO. Merlo riceve l’Ambasciatore d’Italia in Uruguay, Gianni Piccato
Il Sottosegretario agli Esteri: “Quello che c’è ora non è in grado di accogliere dignitosamente un numero sempre maggiore di connazionali”. 26 ottobre 2018
Il Sottosegretario agli Esteri, Sen. Ricardo Merlo, ha ricevuto oggi nel suo ufficio alla Farnesina l’Ambasciatore d’Italia in Uruguay, Gianni Piccato. Dopo essersi congratulato con il diplomatico per il significativo aumento di produttività, in particolare per quanto riguarda il maggior numero di passaporti rilasciati a Montevideo, rispetto agli anni precedenti, il Sottosegretario Merlo si è confrontato con lui circa le diverse possibilità per ciò che riguarda il nuovo Consolato.
“Di fatto a Montevideo stiamo aprendo un nuovo Consolato, visto che quello che c’è ora non è in grado di accogliere dignitosamente un numero sempre maggiore di connazionali che richiedono ogni volta più servizi”, ha dichiarato il Sottosegretario Merlo. “Al ministero lavoriamo ogni giorno per migliorare la qualità di vita degli italiani nel mondo”, ha assicurato, “offrire migliori servizi consolari ai nostri connazionali resta una delle priorità di questo governo”.
Il Sottosegretario Merlo ha poi ragionato con l’Ambasciatore Piccato su quelle che sono le due principali ipotesi in campo, ovvero se costruire una nuova sede oppure prenderne una nuova in affitto. Un nodo che verrà sciolto già nelle prossime settimane.

10 – PIEMONTESI NEL MONDO, RASEGNA STAMPA REGIONALE.

Rassegna stampa dalle province piemontesi 2018

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