18 10 20 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ALTRE COMUNICAZIONI.

1 – MOODY’S TAGLIA IL RATING DELL’ITALIA: MANCANO RIFORME E IL DEBITO NON CALA. Il rating passa Baa2 a Baa3, ultimo gradino prima del livello «spazzatura».

2 – Spread a 370, spirale pericolosa. E gli investitori guardano altrove. Mercati. Il differenziale tra Btp e Bund torna ai livelli del 2013. Piazza Affari perde l’1,9% .
3 – LEGGE DI BILANCIO, NUOVO AVVERTIMENTO UE ALL’ITALIA. Lettera della Commissione Europea al Ministero dell’Economia, (ndr)
4 – LA MARCA (PD): intenso weekend di incontri di lavoro e di rappresentanza a Washington. La presenza al galà della NIAF.
5 – La Marca (Pd): La Marca – proficuo incontro con il nuovo console generale a Toronto, Eugenio Sgrò
6 – Italia-Corea del Sud, Sottosegretario Merlo firma accordi bilaterali alla presenza del premier Conte
7 – Italiani all’estero, l’annuncio del Sottosegretario Merlo: “Avremo un nuovo consolato a Montevideo”
8 – Su iniziativa della Sen. Loredana De Petris, in collaborazione con il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale “IMMIGRAZIONE E SICUREZZA: UN DECRETO PERICOLOSO”
9- CI SONO IN GIRO TROPPI POPOLI. C’è il popolo di Salvini, il popolo di Di Maio, il popolo di Fico, il popolo di Di Battista. C’è il popolo di Zingaretti, quello di Martina, quello di Minniti, quello della Leopolda. Ecc.

1 – MOODY’S TAGLIA IL RATING DELL’ITALIA: MANCANO RIFORME E IL DEBITO NON CALA. Il rating passa Baa2 a Baa3, ultimo gradino prima del livello «spazzatura». Per l’agenzia manca «una coerente agenda di riforme per la crescita». Così le possibilità di addio all’euro (ora molto basse) possono aumentare. E il debito non calerà: resterà al 130% del Pil.

Moody’s taglia il rating dell’Italia. L’atteso giudizio è arrivato: il rating passa da Baa2 a Baa3, l’ultimo gradino prima del livello «spazzatura». Le prospettive (l’outlook) sono stabili. La decisione di Moody’s di tagliare il rating dell’Italia — si legge in una nota dell’agenzia — è legata a un «cambio concreto della strategia di bilancio, con un deficit significativamente più elevato rispetto alle attese». In particolare, alla base della decisione di Moody’s di tagliare il rating c’è la «mancanza di una coerente agenda di riforme per la crescita» e questo «implica» il prosieguo di una «crescita debole nel medio termine». L’agenzia spiega anche, nella nota, che i piani del governo non rappresentano un «coerente programma di riforme» che può spingere «la mediocre performance della crescita su base sostenuta». Le stime del governo italiano sulla crescita, inoltre, sono «ottimiste»: il debito «non calerà concretamente nei prossimi anni», rimanendo stabile attorno al 130% del Pil. Quindi, la stoccata di Moody’s: le possibilità di un’uscita dell’Italia dall’euro sono al momento «molto basse», ma potrebbero aumentare «se le tensioni fra il governo italiano e le autorità europee» sulla manovra e sugli impegni sui vincoli bilancio «dovessero subire una ulteriore escalation».

2 – SPREAD A 370, SPIRALE PERICOLOSA. E GLI INVESTITORI GUARDANO ALTROVE. MERCATI. IL DIFFERENZIALE TRA BTP E BUND TORNA AI LIVELLI DEL 2013. PIAZZA AFFARI PERDE L’1,9% . di Bruno Perini da “ Il Manifesto” del 19 Oct.
«L’Italia è già sul precipizio di una spirale del debito». Il drastico giudizio dell’agenzia statunitense Bloomberg, che valuta l’attuale tasso medio sui titoli di Stato «un punto di non ritorno», oltre ad essere inquietante per i destini della finanza e dell’economia italiana, è stato premonitore di quello che è accaduto ieri: lo spread a fine giornata ha sfondato ampiamente la soglia assai insidiosa dei 320 punti base. Il differenziale di rendimento tra Btp decennale e bund ha chiuso a 327 punti, ai massimi dal marzo 2013. Il rendimento del decennale italiano è arrivato al 3,67%, livello mai toccato da inizio 2014.
Una spirale che prima o poi farà fuggire gli investitori e aprirà la strada alla grande e famelica speculazione, che fino ad ora è stata alla finestra ma che secondo molti osservatori si accinge ad entrare in campo in modo pesante. Complici di questa irresistibile salita dello spread, la durissima lettera della Ue al governo italiano, «deviazione grave senza precedenti» e l’incredibile confusione che regna “sovrana” su Palazzo Chigi, dopo la surreale vicenda della «manina» che secondo di Maio ma non secondo Salvini avrebbe introdotto in modo surrettizio la pace fiscale anche nei confronti del riciclaggio e dell’autoriciclaggio, aprendo così la «pacificazione fiscale» alla corruzione e alla criminalità da sempre specializzate nel riciclaggio di denaro sporco.
Giornata nera anche a piazza Affari: lo spread si è abbattuto pesantemente sulle banche. L’indice Ftse all share banks, che sintetizza l’andamento delle banche quotate sul listino milanese, ha toccato nuovi minimi dal dicembre del 2016 e capitalizza ora circa 90 miliardi di euro. Tutte le banche italiane messe insieme valgono oltre 33 miliardi in meno di Hsbc, primo gruppo bancario per capitalizzazione dell’Euro Stoxx 50. Banco Bpm ha perso il 5,7%, toccando nuovi minimi storici dalla sua nascita, e Intesa Sanpaolo il 3,3%, scendendo sotto quota 2 euro per la prima volta dal febbraio 2017. Male anche Unicredit (-3,4%), Ubi Banca (-3,36%), Bper (-2,16%), mentre limita i danni Mediobanca (-0,96%) la meno esposta verso titoli di Stato italiani e con meno crediti deteriorati in pancia. Ancora giù Mps (-2,59%) che scivola a 1,67 euro, nuovo minimo storico.

In questo quadro a tinte foschissime i grandi gestori di denaro si apprestano alla grande fuga dall’Italia sovranista. Lo testimonia uno studio pubblicato dal Sole 24 ore online. Da un sondaggio di Bank of America Merrill Lynch il 25% dei gestori di denaro, quelli che determinano i grandi flussi di risparmio e di investimenti finanziari, ha dichiarato di essere pronto a ridurre l’esposizione sul mercato azionario italiano nel 2019. Un peggioramento – si legge nello studio – rispetto al mese di settembre quando il 20% degli intervistati aveva dato questa risposta.

Dove spostano l’ingente quantità di capitali i signori del denaro? Oltre il 20% dei gestori intervistati ha dichiarato di voler aumentare l’esposizione sul mercato tedesco e su quello spagnolo. L’unico altro mercato azionario da cui i grandi gestori vogliono fuggire è il Regno Unito. In questo caso la quota di investitori che ha dichiarato di voler disinvestire è pari al 40%. «Un primato negativo che si giustifica con l’incertezza sull’esito delle trattative sulla Brexit».
Il populismo – segnala il sondaggio di Bank America Merril Lynch – è il quarto fattore di maggior rischio sui mercati dopo la guerra commerciale (la minaccia più grave secondo il 35% dei gestori), la stretta monetaria (31%) e il rallentamento dell’economia cinese (16%).

3 – LEGGE DI BILANCIO, NUOVO AVVERTIMENTO UE ALL’ITALIA.
Lettera della Commissione Europea al Ministero dell’Economia, il documento programmatico italiano prevede una deviazione senza precedenti dagli obiettivi di bilancio: il 22 ottobre la risposta di Tria.
Bruxelles avverte l’Italia, questa volta ufficialmente in base ai documenti ricevuti su conti e manovra, il rischio dell’apertura di una procedura d’infrazione sembra diventare più concreto, lo spread vola e tocca un nuovo massimo a 342 punti base, in Piazza Affari seduta all’insegna della debolezza. Non si profila un bel quadro sul fronte delle reazioni alla Legge di Bilancio 2019. Fra l’altro, impossibile non ricordarlo, la situazione è aggravata dallo scontro interno nella maggioranza di Governo sul decreto fiscale collegato.
Bruxelles esprime «SERIA PREOCCUPAZIONE», per lo scostamento pari all’1,5% del PIL contenuto nel documento di programmazione, e non ritiene convincenti le stime di riduzione del debito pubblico.
Va segnalato che analoghe missive in questi giorni sono state inviate a diversi altri Governi europei, e che il tutto si riconduce alla normale dialettica Roma – Bruxelles sulla sessione di Bilancio. Ma non si possono sottovalutare i toni particolarmente critici nei confronti dell’Italia, pur fra una serie di richiami, un po’ da parte di tutti, a un dialogo costruttivo.
Il prossimo passo sarà prevedibilmente, una risposta del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, alla missiva di Bruxelles. Nel frattempo, il premier Giovanni Conte ha difeso l’impostazione della manovra italiana, sia sul fronte del deficit sia sul fronte della riduzione del debito, ma ha anche escluso un muro contro muro.
Dopo che arriveranno le considerazioni ufficiale richieste da Bruxelles per lunedì, la commissione emetterà (entro la fine di ottobre) la valutazione ufficiale sulla manovra. Nel frattempo, sarà iniziato l’iter di approvazione parlamentare, che si concluderà entro la fine dell’anno, e che sarà con ogni probabilità la sede in cui verranno recepiti, eventualmente, i rilievi europei.

LEGGE DI BILANCIO: PENSIONI, FLAT TAX, REDDITO DI CITTADINANZA.
La commissione Ue ha inviato all’Italia una lettera di richiamo, che segnala «una violazione senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità», e chiede al Governo italiano di fornire spiegazioni entro lunedì 22 ottobre.
Fonte: Governo.it
Quota 100 e reddito di cittadinanza nel primo trimestre 2019, flat tax Partite IVA fino a 65mila euro, incentivi manager innovativi, cedolare secca imprese, tagli IRES: le principali misure in Legge di Bilancio.
MANOVRA DI BILANCIO PRESENTATA IN CDM
Ci sono diverse misure di riforma pensioni (quota 100, proroga Opzione Donna, taglio pensioni d’oro), flat tax, taglio IRES, semi-condono fiscale che è articolato (stralcio debiti fino a mille euro anteriore al 2010, rottamazione a rate fino a cinque anni, sconto per chi sana pendenze fino a 100mila euro), reddito di cittadinanza, sterilizzazione clausole di aumento IVA: sono i contorni fondamentali della Legge di Bilancio 2019 approvata dal Governo nella serata del 15 ottobre.
In generale, ha spiegato il ministro dell’Economia Giovanni Tria, «la manovra riflette esattamente i contenuti del DEF (il documento di economia e finanza), sia negli obiettivi di finanza sia nei contenuti». L’esecutivo ha approvato anche il decreto fiscale collegato e un altro decreto che contiene semplificazioni.
Ancora non si conoscono i testi dei diversi provvedimenti, che saranno resi noti nei prossimi giorni (in ogni caso, entro il 20 ottobre, giorno in cui la manovra arriva in Parlamento), ma il governo ha fornito diversi dettagli. Vediamo come si configurano, al momento, i provvedimenti più importanti inseriti nella Legge di Bilancio.

RIFORMA PENSIONI QUOTA 100: PENSIONE ANTICIPATA DAL 2019
Dal 2019, sarà possibile andare in pensione con la quota 100 (somma di età anagrafica e contributi versati) con i paletti a 62 anni di età e 38 anni di contributi. Entrambi questi limiti devono essere rispettati, quindi ad esempio un lavoratore di 64 anni, con 36 anni di contributi versati, non può utilizzare questa forma di pensione anticipata anche se la somma fa 100, ma dovrà aspettare di avere anche i 38 anni di contributi. Previste quattro finestre temporali trimestrali dal 2019.
Non ci sarà invece nessuna penalizzazione sul calcolo (si era parlato di una decurtazione dell’assegno per gli anni di anticipo rispetto all’età per la pensione di vecchiaia, che invece non è prevista). La misura, ha specifica il vicepremier Matteo Salvini, costa 7 mld nel 2019 e a crescere negli anni successivi.
In manovra anche il taglio alle pensioni d’oro, che riguarda gli assegni superiori ai 4mila 500 euro netti al mese. Non è chiaro se ci sarà anche un meccanismo che prevede un blocco progressivo dell’indicizzazione anche di trattamenti più bassi (sopra i 2mila euro netti al mese).
OPZIONE DONNA: UFFICIALE LA PROROGA
Prorogata oltre il 2015 l’Opzione Donna, come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi:
Per le donne si proroga “Opzione Donna”, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione.
FLAT TAX E IMPRESE
Flat tax al 15% per redditi da lavoro autonomo fino a 65mila euro. Non ci sono, per il momento, ulteriori indicazioni sulla flat tax. Sembra non ci sia la misura che prevede un’ulteriore 5% per i redditi fra 65mila e 100mila euro.
Viene invece abbassata al 15% anche l’IRES per le imprese che reinvestono gli utili per fare ricerca e sviluppo, acquistare macchinari, assumere a tempo indeterminato. C’è anche la cosiddetta IRES verde, che incentiva le imprese che riducono l’inquinamento.
Sorpresa negativa per gli incentivi Industria 4.0: l’iperammortamento per l’acquisto di macchinari innovativi scende al 175% (era al 250% l’anno scorso), e quello sull’acquisto di software al 125% (dal precedente 140%).
Infine, cedolare secca al 21% sugli affitti commerciali e industriali. Fra le misure fiscali per le imprese, sgravi per l’assunzione di manager per l’innovazione altamente qualificati. Da segnalare anche il raddoppio del fondo per le micro e piccole imprese.
Un po’ a sorpresa, nuovi stanziamenti per il portale Italia.it per la promozione del made in Italy. In ambito Editoria, infine, si prevede infine l’azzeramento graduale del fondo pubblico.

REDDITO DI CITTADINANZA
E’ una delle misure su cui al momento ci sono meno dettagli, al di fuori di quello che già si sapeva. Sia il reddito sia la pensione di cittadinanza sono pari a 780 euro al mese (in stile social card). Nessuna delle due misure partirà da gennaio: l’unica indicazione che il Governo ha dato è che il via ci sarà entro il primo trimestre 2019. Si conferma il parallelo coinvolgimento dei centri per l’impiego (si parla di un obbligo di formazione e di lavoro socialmente utile, di decadenza dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro ma con regole ad hoc di natura geografica, ma per le conferme del caso si attende il testo della manovra).
Il reddito di cittadinanza cresce a seconda del numero di componenti del nucleo familiare, la pensione di cittadinanza è differenziata in base al possesso di un immobile. «E una misura omogenea su tutto il territorio» dichiara il vicepremier Luigi Di Maio, ricordando che il Governo sta lavorando con le Regioni per riformare il sistema della formazione, e ha in agenda un incontro con gli assessori regionali al Lavoro.

4 – LA MARCA (PD): INTENSO WEEKEND DI INCONTRI DI LAVORO E DI RAPPRESENTANZA A WASHINGTON. LA PRESENZA AL GALA’ DELLA NIAF. COMUNICATO – 16 OTTOBRE 2018
L’On. Francesca La Marca ha avuto nell’ultimo weekend una serie di impegni e di incontri istituzionali a Washington che le hanno consentito di avere molteplici contatti di lavoro sui problemi delle nostre comunità e sulla promozione di importanti realtà italiane nel Paese nordamericano.
Venerdì 12 ottobre, a Washington, la parlamentare ha avuto un incontro presso Villa Firenze, residenza dell’Ambasciatore Varricchio, con esponenti di spicco della nostra comunità in USA.
Sabato mattina, ha partecipato all’annuale riunione di coordinamento consolare presso l’Ambasciata, alla presenza dei presidenti e vice presidenti dei COMITES statunitensi, dei rappresentanti del CGIE, dei direttori degli Istituti di cultura e di alcuni consoli onorari. Presenti alla riunione anche il Direttore generale della Direzione Sistema Paese del MAECI, Ministro Vincenzo De Luca, e la Senatrice Francesca Alderisi.
L’on. La Marca ha portato il suo saluto ai presenti, concentrandosi sul tema dei servizi consolari e sulla necessità di proseguire lungo la linea di una progressiva reintegrazione di personale di ruolo e a contratto, perseguita dal Governo Gentiloni. Ha fatto appello, infine, a riunire le forze per superare i prevedibili ostacoli provenienti da un governo che non ha dato finora molti segni di attenzione per gli italiani all’estero e ha dichiarato la sua disponibilità a trasformare in emendamenti alla imminente legge di bilancio i suggerimenti che possano pervenire dai rappresentanti dei nostri connazionali.

Nel pomeriggio, sempre a Villa Firenze, La Marca ha presenziato all’incontro con le personalità italiane – il Presidente della Puglia Michele Emiliano, il personaggio televisivo Lidia Bastianich e il Presidente della Confindustria Vincenzo Boccia – che sarebbero state premiate nel successivo galà della NIAF.

Nel Galà della Niaf, che ha raccolto oltre duemila persone, La Marca, originaria per via materna della Puglia, si è ritrovata nel proprio ambiente dal momento che la Regione onorata quest’anno è stata proprio quella di origine. A questo proposito, la parlamentare ha tenuto a manifestare il suo orgoglio di appartenere ad una grande comunità come quella pugliese, composta di italiani e di oriundi, che si distingue nel mondo per una molteplicità di valori, che vanno dalla gastronomia alla tecnologia, dalla medicina all’imprenditoria, dalle bellezze naturalistiche e storiche alla capacità di progettazione innovativa.
La permanenza negli Stati Uniti si è chiusa domenica, dopo una riunione informale con alcuni membri del circolo PD di Washington.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D. / Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America

5 – LA MARCA (PD): LA MARCA – PROFICUO INCONTRO CON IL NUOVO CONSOLE GENERALE A TORONTO, EUGENIO SGRÒ. COMUNICATO – 18 OTTOBRE 2018
L’On. Francesca La Marca mercoledì 17 ottobre ha avuto un lungo incontro con il nuovo Console generale di Toronto Eugenio Sgrò, che si è insediato da qualche mese nella sua nuova sede di servizio.

La parlamentare, oltre a fare gli auguri di buon lavoro al diplomatico chiamato a dirigere uno dei consolati più importanti del Nord America, nel corso di un approfondito scambio di vedute ha toccato diverse questioni di interesse della nostra comunità presente nella circoscrizione consolare di pertinenza.

La Marca nel corso del costruttivo dialogo si è soffermata in particolare sulla tematica dei servizi ai connazionali, anche per le numerose sollecitazioni ricevute dagli utenti. In particolare, ha sottolineato le forti problematicità manifestate dal servizio di contatto telefonico con il consolato, avendo conferma dell’esigenza di migliorare alcune situazioni in rapporto al regime di outsourcing adottato.

Per quanto riguarda la disponibilità di personale, oltre al ridimensionamento di alcune unità di ruolo avvenuto nel passato, a breve si porrà la questione di una figura di contrattista per la quale non è stata ancora autorizzata l’assunzione.

La parlamentare è tornata poi su un suo costante cavallo di battaglia, quello dei consoli onorari, chiedendo informazioni sull’arrivo degli strumenti di rilevazione dei dati biometrici per i passaporti e apprendendo che i nove consoli onorari dell’Ontario e Manitoba sono in attesa di riceverle augurabilmente nel giro di qualche mese. L’On. La Marca, a questo proposito, si è impegnata a rinnovare le sue sollecitazioni ai responsabili del MAECI.

Sulla dibattuta questione del destino della sede del consolato, che ha giustamente animato la nostra comunità a Toronto, il Console Sgrò si è riservato di approfondire la questione dopo avere esaminato il relativo dossier.
Il cordiale colloquio si è chiuso con un impegno di reciproca collaborazione a beneficio della comunità presente nella circoscrizione consolare.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D.
Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America

6- ITALIA-COREA DEL SUD, SOTTOSEGRETARIO MERLO FIRMA ACCORDI BILATERALI ALLA PRESENZA DEL PREMIER CONTE
1 – La prima volta in assoluto che uno dei diciotto parlamentari eletti all’estero partecipa a incontri di così alto livello. Un altro primato per il presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero
Una giornata di impegni istituzionali ai massimi livelli quella di mercoledì 17 ottobre per il Sottosegretario agli Esteri, Sen. Ricardo Merlo. Prima al Quirinale, insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e poi a palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per ricevere il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in.
Durante la colazione organizzata al Colle, il Sottosegretario si è seduto proprio al fianco del nostro capo di Stato.
Nel pomeriggio, poi, il senatore Merlo si è recato a palazzo Chigi dove, dopo avere ricevuto Moon Jae-in insieme al presidente Conte, ha firmato a nome del governo della Repubblica Italiana, alla presenza del premier, importanti accordi bilaterali tra Italia e Sud Corea riguardanti il settore della tecnologia e della robotica, i servizi aerei per far crescere il commercio e il turismo, la difesa e la sicurezza. Previsto inoltre anche l’avvio delle consultazioni tra le istituzioni competenti dei due paesi, in particolare “riunioni strategiche per la cooperazione bilaterale nell’industria e nell’energia”.
E’ la prima volta in assoluto che uno dei diciotto parlamentari eletti all’estero partecipa a incontri di così alto livello. Un altro primato, dopo la nomina a Sottosegretario di Stato, per il presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

2 – ITALIA-COREA DEL SUR, SUBSECRETARIO MERLO FIRMA ACUERDOS BILATERALES CON LA PRESENCIA DEL PRIMER MINISTRO ITALIANO, GIUSEPPE CONTE
Es la primera vez en la historia que uno de los 18 parlamentarios elegidos por los italianos en el exterior participa en encuentros de este nivel. Otro récord del Presidente del Movimiento Asociativo Italianos en el Exterior.
Para el Subsecretario de Asuntos Exteriores, Ricardo Merlo, el miércoles 17 de octubre fue una jornada dedicada a compromisos institucionales de máximo nivel. Primero en el Quirinale, junto al Presidente de la República Italiana, Sergio Mattarella, y luego al Palacio Chigi con el Primer Ministro, Giuseppe Conte, para recibir al Presidente de Corea del Su, Moon Jae-in.
Durante el encuentro organizado en la sede de la presidencia, el Subsecretario estuvo todo el tiempo trabajando junto al Presidente de la República Sergio Mattarella.
Por la tarde, Merlo se dirigió al Palacio Chigi recibió junto al Primer Ministro Giuseppe Conte a Moon Jae-in, Presidente de la Republica Coreana. Luego, en calidad de representante del gobierno italiano, firmó acuerdos bilaterales de importancia entre Italia y orea del Sur, en el sector de la tecnología, la robótica, servicios aéreos para hacer crecer el turismo, defensa y seguridad. Además, se prevé el inicio de las negociaciones entre las instituciones competentes de ambos países, particularmente “reuniones estratégicas para la cooperación bilateral en la industria y en la energía”.
Es una primera vez en la historia que uno de los 18 parlamentarios votados por los italianos en el exterior participa en encuentros de este nivel. Otro récord, luego del nombramiento como Subsecretario, para el Presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

7 – ITALIANI ALL’ESTERO, L’ANNUNCIO DEL SOTTOSEGRETARIO MERLO: “AVREMO UN NUOVO CONSOLATO A MONTEVIDEO”
1 – “Cari connazionali italo-uruguaiani, la decisione è presa: presto avremo un nuovo consolato a Montevideo per dare risposte agli oltre 120mila italiani che vivono in Uruguay e ai tanti connazionali che vogliono fare domanda per la cittadinanza”. Ad annunciarlo con un video messaggio pubblicato su Facebook è il Sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Sen. Ricardo Merlo.
“Stiamo valutando se affittare nuovi locali o costruire una nuova sede propria, che sarebbe un sogno. Lavoriamo dodici ore al giorno – sottolinea l’esponente del governo italiano – per migliorare la rete consolare in tutto il mondo, soprattutto nelle circoscrizioni Consolari più critiche , dove ci sono moltissime difficoltà. Un saluto agli italo-uruguaiani – conclude Merlo -, ci vediamo presto”.

2 – Merlo anuncia: “Tendremos un nuevo Consulado en Montevideo”
“Estimados connacionales ítalo-uruguayos, la decisión está tomada: en poco tiempo, tendremos un nuevo consulado en Montevideo para atender a los más de 120 mil italianos que residen en Uruguay y a los connacionales que quieren presentar el trámite de ciudadanía”. Lo anunció con un video publicado en Facebook el Subsecretario de Asuntos Exteriores con mandato para los italianos en el mundo, Ricardo Merlo.

“Estamos evaluando si alquilar nuevas oficinas o construir una sede nueva, lo cual sería un sueño. Estamos trabajando día y noche – resalta Merlo – para mejorar la red consular en todo el mundo, sobre todo en las circunscripciones consulares que presentan más dificultades. Un saludo a todos los ítalo-uruguayos – concluye Merlo el video –, nos vemos pronto”

8 – SU INIZIATIVA DELLA SEN. LOREDANA DE PETRIS, IN COLLABORAZIONE CON IL COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE “IMMIGRAZIONE E SICUREZZA: UN DECRETO PERICOLOSO
Venerdì 19 ottobre 2018 dalle ore 15 alle ore 19
SALA DELL’ISTITUTO DI SANTA MARIA IN AQUIRO PIAZZA CAPRANICA 72, ROMA
Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale terrà, Venerdì 19 ottobre 2018 dalle ore 15 alle ore 19 presso la SALA DELL’ISTITUTO DI SANTA MARIA IN AQUIRO PIAZZA CAPRANICA 72, ROMA, un Convegno (Programma allegato) dal titolo: “Immigrazione e sicurezza: un decreto pericoloso”Tutti coloro che fossero interessati sono pregati di di inviare la loro richiesta di partecipazione a organizzazione.com.referendum@gmail.com Cordiali saluti. Mauro Beschi

Introduce: Domenico Gallo (magistrato)
Interventi:
Sen. Loredana De Petris
Massimo Villone (Presidente Coordinamento per la Democrazia Costituzionale)
Andrea De Bonis (UNHCR)
On. Eleonora Forenza (Gue -Parlamento Europeo)
Luca Pacini (RESP. Area Welfare ed immigrazione dell’ANCI)
Riccardo De Vito (Presidente di Magistratura Democratica)
Daniela Padoan (scrittrice)
Cesare Antetomaso (Associazione nazionale giuristi democratici)
Mario Morcone (Direttore del Consiglio italiano rifugiati)
Antonello Ciervo (ASGI nazionale)
Selly Kane (responsabile immigrazione CGIL nazionale)
Rodolfo Ricci (Coordinatore nazionale FILEF)
Filippo Miraglia (ARCI nazionale)
Emilio Ricci (ANPI nazionale)
Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo;
L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima;
I giornalisti devono accreditarsi secondo le modalità consuete inviando un fax al numero 06.6706.2947.

9 – CI SONO IN GIRO TROPPI POPOLI.

C’è il popolo di Salvini, il popolo di Di Maio, il popolo di Fico, il popolo di Di Battista. C’è il popolo di Zingaretti, quello di Martina, quello di Minniti, quello della Leopolda. C’è il popolo azzurro di Berlusconi e il popolo nero di CasaPound. Sono tutti popoli di qualcuno, come si vede. Averne uno è ormai essenziale, specialmente per fare il governo del popolo e la manovra del popolo, un genitivo tradizionalmente ambiguo quest’ultimo. Il popolo, qui, è soggetto (governa) o è oggetto (lo governano) ? Il popolo, qui, è manovratore o lo manovrano? E poi quale popolo è? Popolo di disoccupati, popolo di pensionabili, popolo di poveri in canna, popolo di finti poveri, popolo di piccoli risparmiatori, popolo di ariani, popolo di evasori, popolo di cementificatori, popolo di analfabeti altamente scolarizzati? Eh sì, mai visti tanti popoli in un solo popolo, più si moltiplicano più sembrano bande. Ogni passante ormai, dopo il successo di Berlusconi, Renzi, Salvini, Di Maio, rischia di convincersi che sproloquiando, sparando balle e insulti, potrebbe avere un popolicchio tutto suo con cui andare allo sbaraglio. L’essenziale è saper pescare nel popolo: popolo televisivo, popolo delle primarie, popolo dei social, popolo delle camorre, popolo che adora lo zenzero o il gelato ai funghi. Le differenze, dicono, non ci sono più. da INTERNAZIONALE di D. Starnone.

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