18 08 04 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ALTRE COMUNICAZIONI.

01 – Comunicato stampa. Razzismo Ungaro (PD):” inaccettabili silenzio e banalizzazione di gravi episodi di discriminazione”.
02 – – Parlamentari Pd Estero: buon lavoro al nuovo responsabile Francesco Cerasani per un pd credibile e affidabile.
03 – POPULISMO.
04 – La Marca (PD): Continua il mio impegno per gli accordi sulle patenti di guida con le province canadesi: intervento sui ministri degli esteri e dei trasporti
05 – Parlamentari Pd Estero: I dati svimez sul mezzogiorno sono allarmanti per perdita demografica e fuga dei cervelli
06 – La Marca (Pd): per la sua ripresa il mezzogiorno può contare anche sui suoi milioni di emigrati. Chiesto un incontro alla Ministra Lezzi

01 –Comunicato stampa. RAZZISMO UNGARO (PD):” INACCETTABILI SILENZIO E BANALIZZAZIONE DI GRAVI EPISODI DI DISCRIMINAZIONE”.
Governo ne risponda subito in Parlamento. “Più di dieci episodi di discriminazione in quasi 45 giorni e sono assordanti e gravi il silenzio e la banalizzazione da parte dell’Esecutivo dell’escalation di violenza a danno di cittadini immigrati e di connazionali, ritenuti stranieri per alcuni tratti somatici. Pare infatti che il Governo sia già andato al mare, ma di fronte a episodi e reati come questi non è possibile nascondere la testa sotto la sabbia. Forse non ci ricordiamo più di quando i migranti discriminati eravamo noi. Per questo ho presentato, assieme alle colleghe del PD Chiara Braga e Angela Schirò, un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte e al Ministro dell’Interno Salvini affinché vengano in Parlamento a descrivere quanto sta accadendo in Italia, se questo sia frutto di una campagna d’odio contro il diverso e se non si ritenga assolutamente necessario, visto il dilagare del fenomeno in tutte le aree del Paese, implementare una campagna di sensibilizzazione e repressione contro ogni tipo di discriminazione”. Così afferma l’On. Massimo Ungaro, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione Europa, depositando un’interrogazione contro il dilagare del razzismo in Italia al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Interno sottoscritta anche dalle colleghe Chiara Braga e Angela Schirò. Roma, 30 luglio 2018

02 – PARLAMENTARI PD ESTERO: BUON LAVORO AL NUOVO RESPONSABILE FRANCESCO CERASANI PER UN PD CREDIBILE E AFFIDABILE.
Francesco Cerasani è il nuovo responsabile del PD per il dipartimento degli italiani nel mondo. A lui facciamo i nostri auguri di buon lavoro e gli assicuriamo la piena disponibilità a collaborare affinché nel prossimo congresso del partito il tema degli italiani all’estero abbia l’evidenza e la centralità che obiettivamente merita. Cerasani succede ad Anna Grassellino, che salutiamo e ringraziamo per la sensibilità dimostrata in particolare verso il significativo fenomeno delle “migrazioni qualificate”.
L’attenzione che il PD deve continuare a manifestare sul tema degli italiani all’estero e, più in generale, dell’italianità nel mondo non dipende solo dal fatto di essere stato da tempo riconosciuto come il primo partito e dall’avere per questo particolari responsabilità.
In realtà, questo è avvenuto perché il PD ha saputo riferire il ruolo degli italiani all’estero non a sé stesso, ma al Paese, cercando di convincere l’intera classe politica e i Governi che, adottando politiche adeguate, essi avrebbero potuto essere un fattore aggiuntivo di crescita e di proiezione internazionale dell’Italia. I fatti, ad iniziare dalle straordinarie performance del Made in Italy, hanno dato ampio riscontro a questa visione.
Oggi, di fronte ad un governo e a una maggioranza chiusi in un orizzonte sovranista e assistenzialistico, è più che mai necessario tenere ferma questa barra per evitare pericolose regressioni nel campo della ripresa economica, degli equilibri europei e della collocazione internazionale dell’Italia.

Siamo sicuri che Francesco Cerasani saprà favorire una presenza intelligente e attiva della componente estera nel congresso del partito, affinché il PD all’estero sia considerato, come finora è accaduto, una forza riformatrice, credibile e affidabile.
I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro

03 – POPULISMO
Dice il dizionario: “Populismo, atteggiamento politico di esaltazione velleitaria e demagogica dei ceti più poveri”. Oggi il termine populista viene associato a leader politici molto diversi tra loro, come il turco Recep Tayyip Erdogan, statunitense Donald Trump, l’austriaco Sebastian Kurz, l’ungherese Viktor Orbàn, polacco Jaroslaw Kaczynski, il britannico Nigel Farage, lo spagnolo Pablo Iglesias, l’italiano Luigi Di Maio, il ceco Milos Zeman, il messicano Andrés Manuel Lopez Obrador, il venezuelano Nicolas Maduro, i francesi Marine Le Pen. Nel 1979 il filosofo argentino Ernesto Laclau, uno dei più attenti studiosi del fenomeno, scriveva: “‘Populismo’ è un concetto tanto ricorrente quanto inafferrabile. Se pochi termini sono stati così largamente usati nell’analisi politica contemporanea, è anche vero che pochi sono stati definiti con minore precisione. In modo intuitivo sappiamo a cosa ci riferiamo quando chiamiamo populista un movimento o un’ideologia, ma troviamo molto difficile tradurre la nostra intuizione in concetti. Questo ha portato a una sorta di pratica ad hoc: il termine continua a essere usato in modo allusivo, e qualsiasi tentativo di verificarne l’esatto contenuto è ormai abbandonato”. D’altra parte Sylvie Kaufmann su Le Monde osserva che “la difficoltà nel definire con esattezza il populismo riflette la nostra difficoltà nel definire questi regimi apparentemente democratici, ma con tendenze autoritarie, che emergono ovunque”. Però la proliferazione dell’uso generico del termine è dannosa perché, scrive Roger Cohen sul New York Times, “è cruciale distinguere tra un nazionalista xenofobo e un elettore moderato che ha scelto Trump pensando che fosse un’opzione migliore di altre”. Anziché usare la parola “populista”, quasi sempre possiamo trovare un modo più preciso per definire un partito, un movimento un leader politico.

04 – LA MARCA (PD): CONTINUA IL MIO IMPEGNO PER GLI ACCORDI SULLE PATENTI DI GUIDA CON LE PROVINCE CANADESI: INTERVENTO SUI MINISTRI DEGLI ESTERI E DEI TRASPORTI

“L’accordo tra Italia e Canada sul reciproco riconoscimento delle patenti di guida, già firmato come accordo-quadro tra i due Paesi, deve trovare il suo seguito operativo a livello delle singole Province, titolari delle competenze in questa materia secondo le leggi canadesi. Il mio impegno, prima per l’accordo quadro ora per le intese con le singole Province, ad iniziare dal Québec, continua senza soste da alcuni anni.

I tempi degli accordi internazionali, tuttavia, sono lunghi, troppo lunghi per le attese degli interessati, sia cittadini italiani residenti e operanti in Canada sia canadesi presenti in Italia, che costantemente mi inviano sollecitazioni a tale riguardo.

Poiché le notizie da me reperite direttamente presso le autorità dei due Paesi forniscono un quadro contraddittorio, in particolare per la stipula dell’accordo con il Québec, che può facilitare quelli con le altre Province, ho inviato un’ulteriore sollecitazione scritta ai Ministri italiani Moavero Milanesi (Esteri) e Toninelli (Trasporti) e al Direttore delle politiche e degli affari internazionali del Ministero per le relazioni internazionali e la francofonia del Québec.

In esse, chiedo che sia messo termine al rimbalzo di responsabilità e che si faccio l’ultimo e decisivo passo per la firma dell’intesa con il Québec, che comunque non dovrebbe essere ormai lontana.

Il mio impegno, oltre a operare costantemente per un positivo e atteso risultato, sarà quello di continuare a informare gli interessati e la pubblica opinione”.
On. Francesca La Marca

05 – PARLAMENTARI PD ESTERO: I DATI SVIMEZ SUL MEZZOGIORNO SONO ALLARMANTI PER PERDITA DEMOGRAFICA E FUGA DEI CERVELLI

Negli ultimi sedici anni, 1 milione 883mila residenti hanno lasciato il Sud. La metà sono giovani compresi tra i 15 e i 34 anni; di essi un quinto, circa 190.000, sono laureati. Sempre tra i giovani, il 16%, circa 150.000, si sono diretti all’estero. Circa 800.000 di quelli andati via non sono tornati. Anzi, anche quando la ripresa economica si è riavviata, come nel 2016, altri 131.000 residenti si sono ufficialmente cancellati dai comuni meridionali. Nello stesso tempo, anche gli stranieri che dall’inizio di questo secolo tendevano a insediarsi al Sud per ragioni di lavoro e di vita, hanno iniziato ad andarsene. E sappiamo che le mobilità brevi di lavoro accrescono questi dati di 2/3 volte.

Questi sono i dati, non nuovi ma estremamente allarmanti se letti unitariamente, che il Rapporto SVIMEZ 2018 ha messo sul tappeto. Due profili dovrebbero essere considerati con assoluto senso di responsabilità, al di là delle diatribe partitiche e di coalizione: l’acuta decrescita demografica del Sud, che cumula gli effetti dell’andamento naturale con quelli dell’emigrazione, tornata ai livelli degli anni sessanta; la perdita di cervelli e quindi delle capacità direzionali necessarie per progettare e realizzare la tenuta e la ripresa.

Un’Italia condizionata così pesantemente dai fattori strutturali di un’intera area rischia di avere un futuro incerto e forse mediocre. Ecco perché il Mezzogiorno non ha smesso di essere questione nazionale, continua ad essere, anzi, questione generale per le prospettive del Paese.

Alcuni nodi vanno sciolti subito: il sostegno pubblico agli investimenti per la crescita e per un nuovo modello di sviluppo, centrato sulle risorse endogene, e per l’efficienza della pubblica amministrazione; i servizi di qualificazione professionale, orientamento e informazione da fornire a coloro che non hanno la possibilità di aspettare temi medio-lunghi e che comunque decidono di andarsene; uno sviluppo della linea degli incentivi all’assunzione in loco, nonché al ritorno e al rientro, in particolare per i “cervelli” che hanno fatto utili esperienze all’estero, sviluppando su questo, coerentemente e decisamente, le politiche dei precedenti governi.

Per quanto ci riguarda, saremo attenti e pronti a cogliere le occasioni che si presenteranno a livello parlamentare per portare il nostro contributo, soprattutto in termini di comparazione con le esperienze più utili fatte in altri paesi.
I Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro

06 – LA MARCA (PD): PER LA SUA RIPRESA IL MEZZOGIORNO PUÒ CONTARE ANCHE SUI SUOI MILIONI DI EMIGRATI. CHIESTO UN INCONTRO ALLA MINISTRA LEZZI

I dati sulla situazione del Mezzogiorno che la SVIMEZ ha proposto nel suo annuale Rapporto inducono a fare ogni sforzo per frenare la grave emorragia demografica (in 16 anni se ne sono andati 1 milione e 900 mila residenti) e per fare in modo che la perdita dei giovani (-900 mila), molti dei quali laureati, possa essere realmente frenata.

Occorre, dunque, unire le forze per un impegno veramente straordinario, che riguarda non solo il Mezzogiorno ma il futuro dell’Italia. Tra le forze da mobilitare, tuttavia, di solito viene trascurato quel vero e proprio esercito di riserva del Mezzogiorno che sono i suoi milioni di emigrati. In una molteplicità di Paesi di insediamento essi sono diventati classe dirigente a livello politico, economico, professionale e culturale e aprire con loro una positiva interlocuzione potrebbe portare solo vantaggi al Mezzogiorno.

Per questo, ho scritto alla Ministra per il Sud Barbara Lezzi chiedendo un incontro per avere uno scambio di vedute sul modo come le nostre comunità all’estero possano partecipare a questo indispensabile sforzo di ripresa e di rilancio del Mezzogiorno.

A questa iniziativa mi portano non solo le mie radici meridionali, ma anche alcune esperienze parlamentari che ritengo utili. A partire dalla mozione sullo sviluppo del Mezzogiorno, approvata dalla Camera nella precedente legislatura, nella quale ho avuto modo di inserire alcuni passaggi riguardanti proprio il possibile apporto delle nostre comunità all’estero.

Il mio augurio è che su questo tipo di emergenze si generi una trasversalità positiva, che dia concretamente il senso di una comune responsabilità.
On. Francesca La Marca

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