Nicola Carè (Pd – circoscrizione Estero): Rilanciare la formazione italiana degli adulti all’estero

CGIE

E’ essenziale soprattutto in realtà come l’Australia, dove le radici italiane sono ancora vive ma rischiano di diluirsi se non si consente a chi non ha potuto seguire in passato regolari corsi linguistico-culturali di rafforzarle e di coltivarle

 

ROMA – La lingua e la cultura italiana sono tra le più efficaci leve strategiche che l’Italia può usare per proiettare una sua immagine positiva nel mondo – dichiara il deputato Nicola Carè, eletto all’estero per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide. A condizione che siano intrecciate con altri punti di forza, capaci di trasmettere la capacità innovativa e quella di produrre e di caratterizzare i prodotti in modo tipico e qualitativamente inconfondibile. Che cosa sarebbe stato dell’Italia, ad esempio, soprattutto in questi anni di crisi durissima, senza il Made in Italy, il turismo e la promozione culturale?

Se ne è parlato ampiamente a Roma nel corso della riunione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), durante il quale ci sono stati diversi momenti di approfondimento e confronto sulla promozione integrata del sistema Paese nel mondo.

Su un punto, tuttavia – prosegue Carè – , vorrei tornare perché mi sembra meritevole di attenzione, quello della formazione degli adulti, essenziale soprattutto in realtà come l’Australia, dove le radici italiane sono ancora vive ma rischiano di diluirsi se non si consente a chi non ha potuto seguire in passato regolari corsi linguistico-culturali di rafforzarle e di coltivarle.

Da alcuni anni questi corsi non ricevono più contributi dal MAECI, costretto dalle necessità a scegliere altre priorità. Il rischio attuale è la definitiva e permanente esclusione dai finanziamenti delle suddette attività formative. Credo sia un errore da evitare e in tal senso faccio un appello all’Amministrazione. Se e quando vi siano risorse sufficienti, si consideri l’opportunità di sostenerli, se non vi sono, siano affidati all’iniziativa soprattutto associativa, ma senza escluderli in partenza.

La domanda di Italia nel mondo c’è veramente. Proprio per questo – conclude il deputato eletto all’estero –  evitiamo di girarci dall’altra parte trascurando opportunità che ancora ci vengono offerte. (Inform)

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