CGIE: Il dibattito sui servizi consolari

ROMA –  Con la seduta odierna si è conclusa l’ultima giornata dell’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’estero. Il primo tema trattato è stato la digitalizzazione dei servizi consolari. Il via ai lavori si è avuto dopo il saluto iniziale da parte del Segretario Generale della Cgie, Michele Schiavone, che durante il suo intervento ha sottolineato l’importanza e l’impellenza di una digitalizzazione dei servizi nei consolati ma che “non sia sostitutiva ai servizi diretti agli utenti” e, che non prescinda dal capitale umano.

Dello stesso parere anche il direttore generale del Maeci per l’Amministrazione e l’Informatica, Nicandro Cascardi, che spiega quali progressi si siano ottenuti, in sinergia con la Digit, nel 2017 attraverso la creazione del portale digitale FAST IT :“Con digitalizzazione dei servizi  è aumentata la produttività delle persone e grazie a FAST IT abbiamo dato la possibilità  ai cittadini di  integrare in un’unica piattaforma tutti i servizi necessari a comunicare dati biometrici, cambi di residenza o stato civile, e per effettuare l’iscrizione alla AIRE.” Si sono abbattute le barriere – continua Cascardi- dei tempi burocratici per le pratiche consolari, con il risultato di un servizio immediato che nel 2017 ha elaborato più di 94.000 pratiche. Il direttore generale conclude il suo intervento affermando” sono stati effettuati miglioramenti sul portale per votare all’estero che hanno permesso, già durante le elezioni, di votare per via telematica. Creato anche un  portale esclusivamente europeo chiamato PAGO PA che permetterà ad ogni cittadino all’estero di poter pagare i propri conti alla pubblica Amministrazione”.

Sul filone pro-digitalizzazione dei servizi vi è stata la proposta del consigliere Luca Tagliaretti (Nuovo Centro Destra) che al  Cgie chiede di pensare alla una creazione di un anagrafe unica Europea che permetterebbe di evitare una seconda iscrizione nel paese di residenza e darebbe la possibilità di creare una documentazione standard per tutti i cittadini italiani residenti all’estero.

La Vice-Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni, Silvana Mangione, sostiene che una delle motivazioni scatenanti della carenza di personale nei consolati risiede anche nel costo della vita troppo elevato. La Mangione propone di inserire nell’organico del consolato dei contrattisti locali.  La risposta del direttore generale per le Risorse e Innovazione, Luca Sabatucci alla questione sollevata dalla  Mangione spiega come il costo della vita possa rappresentare un fattore negativo per alcune sedi e gli incentivi a volte possano  non bastare “l’unico modo per risolvere il problema della carenza di personale è quello di introdurre nuove unità”.

Il consigliere del Belgio, Fernando Marzo, esprime le proprie perplessità in merito alla poca manutenzione e modernizzazione che viene effettuata sui portali digitali .Il consigliere Norberto Lombardi (Pd)  pone il focus sulla critica situazione che attanaglia  i consolati onorari sottolineando la necessità di semplificare le procedure per il ritorno ai consolati del 30% della tassa di cittadinanza. Evidenziata da Lombardi anche la carenza delle risorse a disposizione dei consoli onorari

La deputata del Parlamento europeo Alessandra Mussolini (Partito Popolare Europeo) ha  chiesto maggiore comunicazione da parte della Farnesina nei confronti del Parlamento Ue,  rilevando come sia “impossibile accedere al consolato in modo diretto, vi è troppa burocrazia ”. Anche il rappresentate per i Paesi Bassi al Cgie, Andrea Mantione, sostiene che la carenza di personale generi disagio per i cittadini . Da segnalare fra gli altri interventi quelli di Juan Carlos Piglialunga (Argentina), che ha auspicato consolati più aperti ai cittadini e di Vincenzo Arcobelli (Usa), che ha parlato della necessità di difendere i simboli della nostra emigrazione che rappresentano l’immagine dell’Italia oltreconfine ed ha chiesto al sottosegretario agli Esteri Merlo di farsi portavoce dell’esigenza di avere quantitativi di personale diplomatico adeguato.  Arcobelli ha anche chiesto al Cgie di onorare i nostri emigrati alla prossima Plenaria nella piazza Italiani nel Mondo”. Dal canto suo

Renato Palermo (Uruguay)  ha auspicato la ristrutturazione della sede consolare di Montevideo che non appare adeguata alle esigenze del personale e dell’utenza. Anche Mariano Gazzola, vice segretario generale per l’America Latina, ha chiesto più personale e maggiori risorse per la nostra rete consolare che dovrebbe avere in ogni sede un ufficio informazione che dia risposte agli utenti. Da ricordare fra gli altri anche l’intervento di Silvia Alciati (Brasile) che ha auspicato la creazione di un vademecum unico per le procedure della cittadinanza, evitando così che ogni consolato chieda documenti diversi.

E’ infine intervenuto il sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo che ha rilevato una positiva inversione di tendenza nella rete diplomatica ed ha invitato ad avere pazienza:  “Vi deve essere una grande valorizzazione da parte nostra del lavoro dell’amministrazione, del direttore generale  Vignali e dei diplomatici – ha affermato il sottosegretario auspicando in proposto una battaglia di comunicazione.

Merlo si è poi detto soddisfatto del lavoro portato avanti dal Cgie che seguirà anche in occasione delle Commissioni Continentali.  “Spero che a novembre -. ha concluso Merlo – il Cgie mi consegni la bozza di indirizzo sulla riforma del voto all’estero. Lavoriamo uniti e organizzati, faremo capire che il Cgie è utile”. (Martina Boccalini – Inform)

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