18 06 24 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL’ ESTERO e ALTRE COMUNICAZIONI.

1 – Parlamentari PD estero: la giornata dei rifugiati richiama le responsabilità politiche e di governo
2 – L’esiguo margine a Palazzo Madama è fortemente messo in discussione dai tanti senatori nella squadra di governo
3 – MAIE, Ricardo Merlo si insedia alla Farnesina. L’incontro con Petruzziello e Sgarbi. Giovedì riceve Eugenio Marino (Pd).
4 – Comunicato stampa congiunto – Schirò (pd) e Pfaffmann (spd) uniti nel contrastare le politiche migratorie di Salvini e Seehofer: un pericolo per l’Italia e per l’Europa
5 – La Costituzione sia il faro del governo, articolo di Alfiero Grandi articolo pubblicato su, Il Fatto Quotidiano, con il titolo: La Costituzione sia il faro del governo

 

1 – PARLAMENTARI PD ESTERO: LA GIORNATA DEI RIFUGIATI RICHIAMA LE RESPONSABILITÀ POLITICHE E DI GOVERNO

La Giornata mondiale del Rifugiato, che ricorre oggi per volontà dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nelle condizioni interne e internazionali in cui si svolge non è un evento formale o convenzionale.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), ha calcolato che i profughi nel mondo nel 2017 sono stati 68,5 milioni e tra essi i soli rifugiati che hanno bisogno di reinsediamento, in quanto impossibilitati ad essere ospitati nei paesi di arrivo o ad essere volontariamente rimpatriati, ammontano a circa 1 milione e 200.000, con un aumento del 72% rispetto all’anno precedente.

Ad iniziare dalle Nazioni Unite, nel mondo sono centinaia i Paesi che cercano di misurarsi con questi ineliminabili processi epocali, con realismo, concretezza e lungimiranza, cercando di contrastare la tratta di essere umani e, nello stesso tempo, di affrontare secondo possibilità, le complesse questioni del lavoro, dell’abitazione, dell’inserimento scolastico dei figli dei rifugiati, dell’integrazione e dell’intercultura, a beneficio di chi arriva e di chi già vive nei paesi di accoglimento.

Compiti difficilissimi, rispetto ai quali bisognerebbe fare di più. Per le dimensioni del problema e per la complessità dei compiti, l’UNHCR ha lanciato una campagna – #WithRefugees – che durerà fino al 19 settembre, alla quale aderiamo e invitiamo ad aderire.

Le difficoltà – è inutile negarlo – si sono negli ultimi anni moltiplicate, anche pesantemente, per le resistenze e la controffensiva sovraniste e xenofobe che si vanno manifestando anche in Paesi, come gli USA, che hanno costruito il loro destino di società moderna e di potenza mondiale soprattutto per la capacità di integrare milioni di migranti.

L’Italia, negli ultimi tempi, sta sul fronte di chi intende mettere in secondo piano la regola primaria della salvezza delle vite umane in mare, di chi chiude i porti, respinge le navi e addita le ONG, che hanno salvato centinaia di migliaia di vite umane, come compagni di merende dei trafficanti. L’Italia si sta facendo i suoi nuovi alleati, nei Paesi di Visegrad, i più conservatori d’Europa, e riceve le lodi di chi chiude i bambini nelle gabbie dopo averli separati dai genitori.
Noi che sappiamo quali traumi e quanto dolore hanno provocato le leggi di alcuni paesi che costringevano a lasciare in Italia i propri figli o a nasconderli da clandestini all’estero, esprimiamo tutto il nostro sdegno e il nostro dolore per chi vuole costruire un mondo così, di fortilizi, di chiusure e di esclusioni.

La giornata del rifugiato, dunque, non è una ricorrenza qualsiasi, ma una linea di demarcazione morale e culturale, prima che politica. Per noi è anche un impegno politico e istituzionale nel sostenere una linea di accoglienza e di governo dell’immigrazione che tenga sempre insieme l’umanità e la solidarietà umana con la sicurezza, le compatibilità e le relazioni multilaterali.
I parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro

 

2 – L’esiguo margine a Palazzo Madama è fortemente messo in discussione dai tanti senatori nella squadra di governo. Le mosse per rafforzare la maggioranza del Governo Conte

13 SENATORI FANNO PARTE DEL GOVERNO. Per impegni istituzionali non potranno assicurare un’alta presenza ai lavori. L’esecutivo Conte cerca modi per rafforzarsi: il ruolo di Fratelli d’Italia e Maie.
Il completamento della squadra di governo regala tanti spunti di analisi sulla maggioranza 5stelle-Lega.
Come abbiamo già avuto modo di raccontare, i numeri dell’alleanza a Palazzo Madama non erano solidissimi. Con soli 6 senatori di margine sulla soglia di maggioranza, il governo rischiava di partire con tranquillità ma di avere vita molto dura nel corso della legislatura. Il voto di fiducia sul nuovo governo però ha leggermente migliorato la situazione, con il voto favorevole dei 2 senatori 5stelle espulsi dal movimento e ora nel Misto, e dei 2 eletti all’estero con il Maie.

Fiducia governo Conte – Senato I senatori nella squadra di governo
Il margine sulla soglia di maggioranza dell’esecutivo è così passato da +6 a +10, dando un momentaneo sollievo alla stabilità del governo a Palazzo Madama. Le nomine di ministri, viceministri e sottosegretari hanno nuovamente messo in discussione gli equilibri. Ben 13 senatori sono infatti entrati nella squadra del governo Conte: 6 ministri (Bongiorno, Centinaio, Lezzi, Salvini, Stefani e Toninelli), e 7 sottosegretari (Borgonzoni, Candiani, Cioffi, Crimi, Merlo, Siri, Santangelo).

Per i tanti impegni istituzionali che avranno, i 13 senatori saranno spesso in missione, non potendo assicurare un’assidua partecipazione ai lavori dell’aula. Come analizzato nella scorsa legislatura infatti, i parlamentari a capo di un dicastero partecipano in media al 10% delle votazioni. Come se non bastasse nelle prossime settimane si formeranno gli uffici di presidenza delle 12 commissioni permanenti, incarichi che per la maggior parte andranno a senatori della maggioranza. Altri nomi che non potranno assicurare un’alta partecipazione ai lavori dell’aula.

L’esiguo margine a Palazzo Madama è fortemente messo in discussione dai tanti senatori nella squadra di governo.

Cosa vuol dire tutto questo? Sicuramente che il margine di +10 senatori sulla soglia di maggioranza è lontano dall’essere tranquillizzante, e che quindi il governo Conte deve trovare modi per rafforzare i suoi numeri. La prima mossa è stata quella di ufficializzare l’entrata nella maggioranza del Movimento associativo italiani all’estero (Maie), con la nomina di Ricardo Merlo a sottosegretario agli affari esteri e cooperazione internazionale. Il primo esecutivo della XVIII legislatura vede quindi insieme 3 partiti: Movimento 5 stelle, Lega e Maie.

LA MOSSA ALLA CAMERA
La seconda mossa è avvenuta a Montecitorio. Con le dimissioni del neo ministro Fontana dalla vicepresidenza dalla camera, lo slot è stato dato a Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia. La decisione è importante: le 4 vice presidenze per prassi vengono spartite equamente tra maggioranza e opposizione. Prima alla formazione del governo Conte le posizioni erano ricoperte, per la maggioranza, da Fontana (Lega) e Spadoni (M5s), e per l’opposizione da Rosato (Pd) e Carfagna (Fi). Rampelli va quindi a ricoprire la vicepresidenza che spettava a un deputato di maggioranza.

Un gesto che ottiene ancora più significato se accostato alla posizione di Fratelli d’Italia proprio il giorno della fiducia al governo Conte.

Noi, anche per questo non voteremo la fiducia a questo Governo e, anche per questo, non faremo parte della maggioranza che lo sostiene, però tiferemo perché questo Governo faccia bene, tiferemo e lavoreremo sodo, come abbiamo fatto sempre, perché, prima di ogni cosa, prima di ogni scelta, prima di ogni interesse, prima di ogni valutazione, noi siamo sempre, ovunque, dalla parte degli italiani

– Giorgia Meloni – Dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo Conte
Fiducia governo Conte – Camera
I deputati di Fratelli d’Italia si sono astenuti, lasciando però una porta aperta a future ed eventuali collaborazioni con l’esecutivo. In un certo senso quindi la nomina di Rampelli è l’ennesimo segnale di avvicinamento tra il movimento guidato da Giorgia Meloni e il governo. Avvicinamento che diventa sempre più fondamentale per la stabilità dell’esecutivo.

 

3 – MAIE, Ricardo Merlo si insedia alla Farnesina. L’incontro con Petruzziello e Sgarbi. Giovedì riceve Eugenio Marino (Pd).
Tra un incontro e l’altro il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo non ha avuto un attimo di pausa: bisognava dare indicazioni precise affinchè la macchina organizzativa del proprio ufficio fosse pronta prima possibile. Di ItaliaChiamaItalia.
Italiani nel mondo, Merlo (MAIE) si insedia alla Farnesina. L’incontro con Petruzziello.
Il Sen. Ricardo Merlo, presidente MAIE e sottosegretario agli Esteri, è rientrato a Roma da Buenos Aires martedì, dopo avere trascorso il fine settimana con la propria famiglia. Merlo si è già insediato ufficialmente alla Farnesina e si è messo immediatamente al lavoro
Fittissima la sua agenda di impegni già nella prima settimana.
Solo nella giornata di oggi, mercoledì 20 giugno, tanti e diversi sono stati gli incontri che Merlo ha tenuto nel suo ufficio al ministero. Tra gli altri ha incontrato Walter Petruzziello, uno degli esponenti più in vista del Movimento Associativo Italiani all’Estero in Sud America, presidente del Comites di Curitiba.
“Con il presidente Petruzziello abbiamo parlato della situazione che riguarda la comunità italiana in Brasile, con il problema delle file nei consolati che vogliamo ridurre drasticamente, e in particolare degli italiani residenti nella circoscrizione consolare di Curitiba”.
Inoltre, “abbiamo affrontato alcune delle tematiche che più interessano i connazionali residenti in America Meridionale, prima tra tutte la questione della rete consolare”.
Tra un incontro e l’altro il presidente del MAIE non ha avuto un attimo di pausa: bisognava dare indicazioni precise affinchè la macchina organizzativa del proprio ufficio fosse pronta prima possibile.
Il sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo con l’On. Vittorio Sgarbi e Nicola Occhipinti, capo segretaria del sottosegretario
Nello stesso giorno ha ricevuto al ministero degli Esteri l’On. Vittorio Sgarbi e l’ex senatore Naccarato. “Sgarbi è un amico, è venuto a salutarmi e a farmi i complimenti per il mio nuovo incarico”, ha commentato Merlo con Italiachiamaitalia.it una volta terminata la riunione.
Durante il faccia a faccia durato circa quaranta minuti, il sottosegretario e il famoso critico d’arte hanno affrontato tematiche legate all’attualità politica italiana e al mondo degli italiani all’estero.
“Anche sulla diffusione della cultura italiana oltre confine c’è tanto da fare”, ha sottolineato Merlo, per poi assicurare: “Così com’è stato messo nero su bianco sull’ormai famoso contratto di governo, promuovere e valorizzare la nostra cultura nel mondo sarà uno dei punti su cui ci concentreremo, già a partire da dopo l’estate”.
Il sottosegretario Sen. Merlo ha avuto anche importanti incontri con alcuni dei vertici della Farnesina. Ha ricevuto nel suo ufficio il direttore generale per la mondializzazione e le questioni globali, il ministro plenipotenziario Massimo Gaiani. La direzione da lui guidata si occupa di questioni politiche ed energetiche multilaterali, nonché delle relazioni bilaterali Italia e America Latina, Africa subsahariana, Asia e Oceania.
Riunione di lavoro anche con il ministro plenipotenziario Luca Sabbatucci, direttore generale delle risorse umane e innovazione, incontrato insieme al consigliere di Ambasciata Alfonso Di Rigo, capo della unità che si occupa delle relazioni con le organizzazioni sindacali del ministero degli Esteri.
In giornata la Sen. Emanuela Del Re, viceministro degli Esteri, è passata nell’ufficio del sottosegretario Sen. Merlo per un saluto e per un augurio di buon lavoro. Durante l’incontro si è discusso di cooperazione internazionale e italiani nel mondo.
Altri incontri già fissati per domani, giovedì. In mattinata, quello con Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Esteri, e l’altro con Luigi Maria Vignali, direttore della DGIE. Sempre giovedì il sen. Merlo riceverà alla Farnesina Eugenio Marino, Pd, colui che per anni ha ricoperto il ruolo di responsabile del Pd nel mondo.

 

4 – COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO – SCHIRÒ (PD) E PFAFFMANN (SPD) UNITI NEL CONTRASTARE LE POLITICHE MIGRATORIE DI SALVINI E SEEHOFER: UN PERICOLO PER L’ITALIA E PER L’EUROPA. COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO Roma – Monaco, 22.6.2018
PD (Angela Schirò, Camera dei Deputati, Circoscrizione Europa) E SPD (Hans-Ulrich Pfaffmann, Parlamento bavarese)
ANGELA SCHIRÒ (PD) E HANS-ULRICH PFAFFMANN (SPD) UNITI NEL CONTRASTARE LE POLITICHE MIGRATORIE DI SALVINI E SEEHOFER: UN PERICOLO PER L’ITALIA E PER L’EUROPA

La chiusura dei porti italiani con il divieto di attracco per la nave Aquarius, con a bordo 629 profughi e migranti, rimette al centro dell’agenda politica la necessità urgente di un’Europa solidale e unita nell’affrontare il fenomeno migratorio nel pieno rispetto dei diritti umani. Un obiettivo per cui i partiti della famiglia socialdemocratica devono combattere uniti, senza cedere alle posizioni delle destre e dei populisti, come ha mostrato il gesto di solidarietà del premier socialista spagnolo Pedro Sánchez.

“Matteo Salvini sta mostrando il suo volto di politico abile e senza scrupoli”, sostiene Angela Schirò, Parlamentare italo-tedesca del Partito Democratico eletta per la Circoscrizione Europa. “La crisi migratoria può essere affrontata soltanto con un approccio solidale coordinato a livello europeo. Certo non possiamo affidarci al gruppo di Visegrad, nel quale Salvini sembra voler portare anche l’Italia, né alla miopia del piano migratorio del ministro Seehofer, con cui Salvini dichiara di voler collaborare”.

Un approccio sostenuto anche dal Parlamentare bavarese della SPD Hans-Ulrich-Pfaffmann: “Attualmente l’Unione Europea viene minacciata da un'”alleanza dei distruttori”, che vuole mettere al centro dell’azione politica il solo interesse nazionale. Questi rappresentanti di un’alleanza europea delle destre stanno mettendo in pericolo la comunità di valori e di solidarietà dell’Europa con strategie populiste e tendenze nazionaliste. Ne fanno parte l’ungherese Viktor Orban e l’italiano Matteo Salvini ma anche i membri della CSU bavarese Markus Söder e Horst Seehofer. Sono tutti loro a mettere in pericolo lo sviluppo democratico degli Stati e delle regioni d’Europa. Occorre una decisa opposizione a questa “alleanza dei distruttori”, che con la chiusura dei confini e il ritorno al nazionalismo riporterebbe l’Europa nel Medioevo, mentre soltanto la solidarietà tra Stati europei nella gestione della crisi migratoria e nelle questioni sociali può assicurare sicurezza, pace e benessere. Chi abbandona al proprio destino persone in difficoltà agisce in modo irresponsabile e incurante della storia, contro i valori e l’identità europea. Ai distruttori dell’Europa interessa soltanto una cosa: il potere”. Italia e Germania devono ritrovarsi unite e dalla stessa parte per un’Europa più giusta, che consideri come assoluta priorità il rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone. Roma-Monaco, 22.6.2018
On. Angela Schirò
Camera dei Deputati

 

5 – La Costituzione sia il faro del governo, articolo di Alfiero Grandi articolo pubblicato oggi da Il Farro Quotidiano con il titolo: La Costituzione sia il faro del governo
ERRORI ? TANTI, MA NON SE NE PUÒ RESTARE OSTAGGI. E’ vero che il Pd ha sbagliato respingendo la possibilità di costruire un’ipotesi di governo con i 5 Stelle. Questo ha spinto i 5 Stelle ad un’intesa con la Lega. I 5 Stelle con la litania che destra e sinistra non esisterebbero più hanno aderito ad un’intesa con la Lega che rischia seriamente di fagocitarli. Per evitarlo i 5 Stelle provano a reagire rilanciando i loro obiettivi caratterizzanti.
Del resto il “contratto” con cui è stato giustificato l’accordo con la Lega contiene una sommatoria di impegni. Ad esempio reddito di cittadinanza e flat tax sono scelte agli antipodi e per di più incompatibili dal punto di vista dei costi, quindi inevitabile fonte di tensioni nella coalizione. Altrimenti perchè tanto impegno nel sostenere che non ci sono tensioni ?
Salvini vuole incassare il maggior consenso possibile, ma la sua forzatura nel dichiarare e minacciare è anche consapevolezza che non c’è spazio per tutto e quindi chi occupa per primo le posizioni ha un vantaggio.
E’ una coalizione con un’inevitabile competizione interna.
E’ poco valorizzato un aspetto fondamentale che si sta rivelando decisivo: la Costituzione.
I 5 Stelle hanno sovraccaricato il “contratto” con impegni di modifica della Costituzione, ma memori delle intemerate di Pace e della vittoria del No nel referendum hanno inserito nel “contratto” singole proposte di modifica. Alcune inaccettabili come introdurre il vincolo di mandato per i parlamentari. Il vincolo di mandato è sbagliato perchè il parlamentare ha un diritto inalienabile a comportarsi secondo coscienza, per di più oggi sarebbe l’ultimo passaggio per rendere subalterno il parlamento, che già è composto da parlamentari tutti nominati dai capi partito. L’unica variabile oggi è quanti candidati un partito riesce a fare eleggere, con un ordine prestabilito. Senza la possibilità di un minimo di autonomia resterà ai parlamentari solo la possibilità della rivolta.
Anche la proposta di tagliare il numero dei parlamentari è approssimativa, non per la diminuzione in sé quanto perchè non sono chiarite le conseguenze sull’assetto costituzionale. In passato c’è chi ha proposto (anche Rodotà) di abolire il Senato, lasciando l’attuale numero dei deputati, purchè eletti con una legge proporzionale, che sappiamo coerente con la Costituzione del 1948. Altre proposte sono possibili, ma debbono far parte di un disegno coerente, altrimenti finisce come con le Province. Senza dimenticare l’esigenza cogente di approvare una nuova legge elettorale coerente con la Costituzione, se vogliamo interrompere la serie delle schifezze.
Quindi se si vuole ridurre il numero dei parlamentari occorre però garantire una rappresentanza adeguata dei territori, lasciandola scegliere agli elettori.
Inoltre sarebbe interessante capire se l’impegno a rivedere l’articolo 81 sul pareggio di bilancio è una cosa seria, per ora non se ne ha notizia.
Comunque sia, la novità interessante è che i 5 Stelle si stanno rendendo conto che la Costituzione è per loro uno scudo insostituibile. Ad essa hanno fatto riferimento per contenere Salvini che pur di attaccare i rom non si è fatto scrupolo di mettersi sotto i piedi la Costituzione. Purtroppo non è stato così per i migranti.
La Costituzione è un faro essenziale per compiere le scelte in una fase così complicata. La sinistra che dovrebbe partire dalla Costituzione per ritrovare sé stessa in rapporto ad una società che ne avrebbe più che mai bisogno.
Per questo non sarebbe comprensibile che chi ha tenuto alta la bandiera della Costituzione e ha contribuito alla vittoria al referendum oggi lasciasse la presa.
Senza girarci attorno: la tentazione esiste. Per ragioni diverse come stanchezza, delusione per i risultati elettorali, constatazione che non basta vincere un referendum per essere certi che non ritorneranno attacchi alla Costituzione. Se questo vuol dire essere passatisti pazienza. Chi ha contribuito alla vittoria referendaria ha oggi l’obbligo di dare continuità a quell’impegno. Se dovesse saltare l’argine della Costituzione, come si intravvede in tante affermazioni inaccettabili di Salvini, sul neofascismo, sui migranti, ecc. sarebbero guai seri. Per questo un’iniziativa unitaria, di massa, ispirata ai principi costituzionali, capace di coalizzare forze collocate diversamente è fondamentale. Se poi le prevedibili tensioni nella maggioranza avessero un forte aggancio nella Costituzione anche i 5 Stelle ne trarrebbero vantaggio nella inevitabile competizione con Salvini.
Alfiero Grandi

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