18 02 17 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL’ESTERO ALTRE COMUNICAZIONI.

1 – Il politico “utile” ed “esperto”. L’Uomo “libero” per gli italiani all’estero, “donne e uomini liberi”.
2 – Scegli una nuova proposta: VOTA A SINISTRA e Vota DONNA
Care cittadine italiane e cari cittadini italiani residenti in Svizzera
In questi giorni stiamo ricevendo per posta le schede per esprimere il proprio voto per eleggere il Parlamento italiano. E’ UN’OCCASIONE CHE NON PUÒ ESSERE SPRECATA!!!
3 – Inglese e politici: bene Boldrini, Renzi bocciato. Si avvicina la data del 4 marzo e, in uno scenario internazionale di crescente complessità, l’inglese rimane il tallone d’Achille di molti politici italiani
4 – Governo a guida Pd: fatti non parole

 

1 – GIANNI FARINA: Il politico “utile” ed “esperto”. L’Uomo “libero” per gli italiani all’estero, “donne e uomini liberi”. Ho ricevuto una bella e commovente lettera da una cittadina italiana residente in Francia dedicata alla mia persona e alla mia attività politica. Lei si rivolge a tutti gli elettori e le elettrici. Io la ringrazio e giro la lettera a voi, care e cari connazionali. Per riservatezza evito di aggiungere il suo nome (Gianni Farina).

Care concittadine e cari concittadini,
noi italiani all’estero abbiamo bisogno di concretezza, le promesse non ci servono, siamo gente pratica e concreta, abituati a convivere con le difficoltà e i successi del nostro lavoro. Per anni abbiamo affrontato il mondo con lo spirito della vera avventura, quello del sacrificio e della libertà che solo il lavoro duro e l’intelligenza ci hanno dato.
Ora dobbiamo pronunciarci, con il voto del 4 marzo, per dare al nostro paese d’origine una stabilità, un futuro che garantisca a noi la dignità di cittadini italiani a tutto tondo e ai nostri figli e nipoti le certezze che servono per costruire una vita degna e coerente. Quella che noi ci siamo conquistati con fatica e forza.
Abbiamo bisogno di uomini e donne che sappiano che cos’è questa libertà di cui noi, cittadini del mondo, viviamo. Solo chi è libero, solo chi sa cosa sia il “viaggio” verso la ricerca di un lavoro “altrove”, di una sicurezza economica e sociale che ci leghi con le realtà europee e con la solidarietà che unisce i popoli, puo’ rappresentarci degnamente.
Ogni candidato che ci propongono partiti e associazioni, gruppi e movimenti sono incatenati alle esigenze di una classe dirigente che poco pensa e ha pensato al popolo extra-muros, fuori dalle mura della polis, della comunità italiana.
Noi italiani all’estero abbiamo bisogno di libertà e sappiamo cosa sia, per questo Gianni Farina: europeo, uomo del “viaggio” attraverso mondi e realtà concrete, che sa cosa sia lavorare all’estero, “uomo libero” nel senso nobile del termine, si ripresenta come deputato alla Camera il 4 marzo.
Con modestia e coraggio ci ha sempre rappresentato; se lo votiamo continuerà a farlo con i saperi e l’esperienza di contatti, ascolto, saggezza politica e conoscenza delle nostre esigenze e dei nostri bisogni, con la sua esperienza umana e la cultura che ha cumulato in questi anni di presenza ininterrotta alla Camera dei Deputati.
Ricco di questo patrimonio di saperi e conoscenze, Gianni Farina si fa carico anche dei bisogni, delle esigenze e dei sogni di questi giovani – e meno giovani – che hanno rifatto le valigie come noi tanti anni fa.
A questi nuovi elettori, nuovi emigranti, liberi e coscienti dei rischi e delle opportunità dell’emigrare oggi, Gianni Farina propone la sua esperienza, i suoi punti fermi e le sue certezze di uomo libero e consapevole del mondo.
Agli altri che vivono in Europa e che ne fanno parte ormai da anni, Gianni Farina è il politico “utile”, il deputato “esperto”; uno come loro ma che sa affrontare i loro problemi col dialogo e l’intelligenza pratica; un parlamentare che conosce i mondi segreti della politica e quello che si cela dietro la facciata del potere. Un deputato capace di assumersi la responsabilità dei loro dubbi e delle loro paure.
Un deputato che ha la visione delle prospettive concrete e che trova soluzioni. Il 4 marzo diamo la preferenza a uno di noi. Votiamo Gianni Farina, un “Uomo libero” per gli italiani all’estero, donne e uomini liberi”.

Fonte: Gianni Farina

 

2 – SCEGLI UNA NUOVA PROPOSTA: VOTA A SINISTRA E VOTA DONNA
Care cittadine italiane e cari cittadini italiani residenti in Svizzera
In questi giorni stiamo ricevendo per posta le schede per esprimere il proprio voto per eleggere il Parlamento italiano.

E’ UN’OCCASIONE CHE NON PUÒ ESSERE SPRECATA!!!
La puoi usare per dare un volto nuovo alla politica e a far uscire l’Italia da una lunga crisi economica e morale.
Di là dalla propaganda elettorale e dei dati sulla presunta ripresa economica che vengono gridati nelle trasmissioni televisive, il lavoro è sempre più precario e centinaia di migliaia di persone, di nuovo come nel dopoguerra, non hanno altra prospettiva che costruire il proprio futuro all’estero.
Mentre la destra cavalca isterica il mantra dell’immigrazione della sicurezza, riproponendo contro chi scappa da fame e guerra gli stessi stereotipi e slogan, usati per anni contro l’emigrazione italiana, nell’ultimo decennio più di ottocentomila persone hanno lasciato l’Italia per cercare un lavoro in Europa.
Mentre in tutto il mondo s’investe in innovazione e ricerca, in Italia crolla il numero delle iscrizioni nelle Università e vengono continuamente tagliati i fondi per la formazione e l’educazione.
Questo è il frutto delle disastrose politiche economiche e sociali di questi anni.
Mentre esplode l’emergenza dei reati contro le donne e tutto il mondo prende coscienza della gravità delle discriminazioni che subiamo, l’Italia ha la più bassa presenza femminile in Parlamento tra tutti i paesi del bacino del mediterraneo.
Non si può quindi sprecare quest’occasione. Per cambiare l’Italia bisogna rinnovare la politica. Bisogna fermare le politiche economiche e sociali che hanno provocato il disastro di questi anni e bisogna cambiare volto al parlamento.
Ti proponiamo pertanto di scegliere una nuova proposta e di contribuire ad eleggere una donna!

Liberi e Uguali con Pietro Grasso, è una formazione politica impegnata per ricostruire in Italia e tra gli italiani all’estero un soggetto con forti e chiari connotati di sinistra. Liberi e Uguali mette al centro del suo programma la lotta contro le diseguaglianze, contro il razzismo e la xenofobia, per politiche attive e pubbliche per l’occupazione, le tutele dei lavoratori, i diritti civili, una politica dell’immigrazione basata sull’accoglienza e sull’integrazione, norme sulla cittadinanza che riconoscano a pieno le generazioni di immigrati cresciute in Italia.
Nella ripartizione Europa, e quindi anche in Svizzera, parteciperemo al voto con una lista fortemente innovativa in cui hanno trovato spazio candidate e candidati nuovi alle competizioni elettorali. I candidati e le candidate di LeU si qualificano per alte competenze professionali e per importanti esperienze sul terreno dei diritti dei migranti. E con un punto di forza di cui andare fieri: una forte e visibile rappresentanza femminile.
Un aspetto, questo che stride con la liste europee di altri partiti, come ad esempio il Partito democratico, in cui la componente femminile si riduce a tre sole presenze tra Camera e Senato.

SARA PRESTIANNI . Nata a Fano, di origini siciliane e marchigiane è cresciuta in Emilia Romagna e vive a Parigi.
Dal 2004 si occupa di politiche europee d’immigrazione. Un impegno, quello per la difesa ed il riconoscimento delle libertà e dei diritti fondamentali, che ha portato avanti come rappresentante della società civile europea ed internazionale, come dirigente politica, giornalista e fotografa. Ha raccontato le frontiere, dalla Libia a Calais, affiancando l’analisi politica al racconto fotografico

GAETANA RESTIVO. Palermitana, biologa, si trasferisce in Svizzera nel 2006, prima a Losanna e poi a Zurigo.
Attualmente lavora all’UniSpital ed è cofondatrice della Fabbrica di Zurigo, un’associazione politico-culturale nata nel 2013. Crede nella rappresentanza e nella partecipazione come unici antidoti contro i veleni che colpiscono la nostra democrazia. Crede nel lavoro come strumento di emancipazione della donna e dell’uomo, non come condizione di sfruttamento, precarietà o rinuncia alla vita.

SUSANNA DE PANFILIS. Romana di origini abruzzesi, vive in Francia e lavora a Ginevra.
Dopo aver lavorato al CERN, insegna fisica in una liceo ginevrino di cui è vicepreside. Esperta di scuola, di educazione e di scienza, s’impegna con passione per la dignità del lavoro e la tutela dell’ambiente, contro tutte le espressioni di odio, di sopraffazione e di razzismo.
Donne Libere e Uguali per una nuova proposta.

 

3 – INGLESE E POLITICI: BENE BOLDRINI, RENZI BOCCIATO
Si avvicina la data del 4 marzo e, in uno scenario internazionale di crescente complessità, l’inglese rimane il tallone d’Achille di molti politici italiani. In vista delle imminenti elezioni, l’accademia online ABA English ha esaminato il livello d’inglese dei principali candidati e leader, realizzando un video che mette a confronto l’inglese dei protagonisti della politica italiana attuale e lo valuta, con tanto di voti, in base a pronuncia, proprietà di linguaggio e grammatica. In molti casi, le candidate superano i colleghi maschi: promosse a pieni voti Emma Bonino, la presidente della Camera Laura Boldrini e la sindaca di Roma Virginia Raggi, inclusa nella classifica pur non essendo in corsa per il Parlamento. Anche l’attuale premier Paolo Gentiloni passa il test d’inglese. Vengono invece rimandati a settembre i leader dei principali partiti, tra cui Matteo Renzi, Luigi Di Maio, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Mancano all’appello Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e il presidente del Senato Pietro Grasso (Liberi e Uguali), di cui non sono reperibili video che documentino la loro conoscenza della lingua. Ecco quindi le valutazioni e votazioni per i promossi.
LAURA BOLDRINI. Il buon livello d’inglese della presidente della Camera è indubbiamente frutto della lunga esperienza lavorativa presso le agenzie delle Nazioni Unite; rilascia sempre interviste in inglese ai media stranieri. Voto: 7.
EMMA BONINO. L’inglese non è certo un ostacolo per la storica leader radicale, grazie ai suoi incarichi come commissario europeo dal 1995 al 1999 e ministro degli Esteri dal 2013 al 2014, ma anche a una laurea in Lingue e Letterature Straniere conseguita alla Bocconi di Milano nel 1972. Voto: 7. Paolo Gentiloni. Complice l’incarico di ministro degli Esteri dal 2014 al 2016, l’attuale premier ci sa fare con l’inglese, dote che gli è stata apprezzata nei palazzi della politica romana fin dagli anni novanta. Voto: 8.
VIRGINIA RAGGI. Nonostante la sindaca di Roma sia spesso al centro di polemiche, nessuno può mettere in dubbio la sua pronuncia e ampiezza di vocabolario in inglese. Talvolta ha preferito rilasciare interviste in italiano, forse per un eccesso di prudenza. Voto: 8.
Ed ecco i bocciati.
SILVIO BERLUSCONI. L’inglese è sempre stato un punto debole per l’ex premier. Legge con fatica discorsi scritti, come quando si rivolse in inglese al Congresso americano, e ogni tentativo di improvvisazione si rivela fallimentare. Indimenticabile la sua ode estemporanea alla bandiera a stelle e strisce che lanciò il tormentone “nos only”. Voto: 5.
LUIGI DI MAIO. L’inglese del giovane leader pentastellato è alquanto zoppicante; Di Maio ha sempre risposto in italiano alle domande dei giornalisti stranieri. Unica occasione in cui si è messo alla prova con la lingua un discorso all’università di Harvard, letto con più di qualche inciampo. Voto: 5+.
MATTEO RENZI. L’inglese dell’ex presidente del Consiglio è stato spesso preso di mira da media e social, soprattutto per la pronuncia non esemplare. Gli va riconosciuto però il merito di non tirarsi mai indietro davanti a un’intervista o dibattito in lingua. L’impegno c’è. Voto: 5/6.
MATTEO SALVINI. Il leader della Lega ha sempre evitato di esprimersi in inglese sia nella sua attività di europarlamentare sia in convegni internazionali. Fa eccezione un breve e incerto intervento sui terremotati a Coblenza, seguito da un lungo discorso rigorosamente in italiano. Voto: 4.
Secondo un sondaggio realizzato da ABA English su un campione di oltre mille italiani in occasione delle elezioni amministrative 2016, il 90% degli intervistati ritiene che un presidente del Consiglio debba conoscere l’inglese. Per l’89% la scarsa conoscenza dell’inglese da parte dei politici limita l’influenza dello stato italiano sulla comunità internazionale (da NoveColonneATG)

 

4 – Governo a guida Pd: fatti non parole
CARA/O CONNAZIONALE BUONASERA,
entro oggi arrivano a casa le schede per le elezioni politiche italiane che si terranno il 4 marzo. Scheda di colore grigio per la Camera dei Deputati e di colore celeste per il Senato. Le schede votate dovranno essere rispedite in Consolato entro il 26 febbraio! Se non riceverà il plico entro oggi, richieda un duplicato al Consolato.
Dopo 5 anni di governo a guida democratica, si torna al voto. Gli italiani all’estero votano per la quarta volta (2006, 2008, 2013 e 2018). Un diritto che permette a oltre 2 milioni di italiani di partecipare alla scelta del Governo del Paese.
Dopo i tagli folli praticati dal 2008 al 2012 dai governi di destra, il quadro inizia a cambiare profondamente. Il Partito democratico ha condotto l’Italia fuori dalla crisi. E’ cresciuto il prodotto interno lordo, è cresciuta l’esportazione, è cresciuto il ruolo in Europa.
Nell’ultima legge di bilancio 2018 sono stati destinati 150 milioni di euro in 4 anni per il Fondo di promozione della lingua e della cultura; per gli Istituti di cultura (+ 12,7 milioni in 3 anni), per i Corsi di lingua e cultura (+ 2,1 milioni), per le Scuole paritarie (1,8 ml), per le sezioni di italianistica (+6,5 ml in 3 anni); + 50 unità di personale scolastico.
Anche per i servizi consolari è stata invertita la rotta: +300 nuove assunzioni nei Consolati; +4 milioni di euro per il rafforzamento dei consolati provenienti dalle pratiche di cittadinanza; +600.000 per adeguamenti salariali del personale e piena copertura previdenziale per il personale a contratto.
Per la promozione dell’Italia, turismo e commercializzazione dei prodotti italiani, sono state destinati 15 milioni di euro.
Nella nuova legislatura vogliamo aprire una seconda stagione di riforme per permettere al nostro Paese di essere più forte e più giusto. Più forte in Europa e più giusto con i suoi cittadini. Come abbiamo fatto con i pensionati nel 2015, l’abolizione dell’IMU va estesa a tutti i proprietari della prima casa in Italia residenti all’estero. E con l’IMU vanno abolite le altre inique tasse: TARI, TASI e RAI. Ora è possibile. I conti pubblici consentono di intervenire sul pacchetto fiscale.
La valorizzazione dei 5 milioni di italiani nel mondo è l’asse portante della nostra politica per i connazionali all’estero. Vogliamo mettere in campo interventi per proseguire la modernizzazione dei servizi consolari e dell’AIRE; vogliamo realizzare una seria e aggiornata anagrafe delle associazioni italiane nel Mondo per coinvolgerle nel sistema Italia all’estero.

PUO’ VEDERE IL PROGRAMMA ELETTORALE
SUL FLYER CHE TROVA ALLEGATO.
E’ il momento di chi non vende fumo ma offre solidità. E’ il momento della serietà e della responsabilità.
CON IL SUO SOSTEGNO, vorrei continuare a portare avanti con competenza, passione e lealtà il lavoro in Parlamento per un’Italia più giusta e riconoscente verso i suoi cittadini in Svizzera, in Europa e nel Mondo.

CORDIALI SALUTI
On. GIANNI FARINA
Candidato per la Camera dei Deputati nella lista del Partito democratico

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