In Commissione Esteri l’esame del Bilancio di previsione dello Stato per il 2018 e fino al 2020 con particolare riferimento allo stato di previsione del Maeci

SENATO DELLA REPUBBLICA

In Commissione Esteri l’esame del Bilancio di previsione dello Stato per il 2018 e fino al 2020 con particolare riferimento allo stato di previsione del Maeci

Norme e stanziamenti sono stati illustrati del relatore Gian Carlo Sangalli. Sulla necessità di maggiori risorse per il Cgie e la rete consolare sono intervenuti Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa) e Claudio Zin (Maie, ripartizione America meridionale). Di seguito anche l’intervento del sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Amendola, che ribadisce “il forte impegno del Governo per il rafforzamento delle strutture diplomatiche”

 

ROMA – La Commissione Affari Esteri del Senato ha completato l’esame del Bilancio di previsione dello Stato per il 2018 e quello pluriennale 2018-2020 con particolare riferimento allo stato di previsione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il testo del provvedimento è stato congedato dalla Commissione con l’approvazione di un rapporto favorevole con condizione e osservazioni.

Tra i contenuti di pertinenza della Commissione illustrati del relatore Gian Carlo Sangalli (Pd), lo stanziamento di 3 milioni di euro per l’anno 2018 per gli impegni derivanti dall’assunzione nel 2018 della Presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) e l’incremento di 100 unità del contingente di dipendenti a contratto a legge locale, che andranno a rafforzare gli organici di sedi esposte a situazioni di emergenza (Venezuela, Regno Unito), impegnate in aree di interesse strategico per la sicurezza e la crescita o di nuova apertura (Niamey, Conakry, Santo Domingo). In materia di personale a contratto degli uffici diplomatici all’estero è inoltre presente una norma interpretativa che prevede di uniformare la base imponibile e contributiva dei redditi percepiti dal personale assunto in loco. A decorrere dall’esercizio finanziario 2018, i contributi previdenziali di detto personale (sia quelli a contratto italiano, che quelli a legge locale) saranno pagati sull’intera retribuzione corrisposta. Si tratta, in definitiva – fa notare Sangalli – di una misura necessaria per garantire uniformità di trattamento al personale interessato, consolidando peraltro un’interpretazione da lungo tempo seguita. La relazione tecnica che correda il provvedimento precisa che la norma interessa un totale di 1.077 dipendenti, dei quali 445 sottoposti alla normativa italiana e 632 alla legge locale.

Viene inoltre previsto l’invio all’estero di personale appartenente alla carriera prefettizia, per una spesa massima di 1 milione di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020, al fine di dare attuazione agli accordi internazionali in materia di immigrazione e rafforzare le iniziative a livello internazionale di contrasto al terrorismo, mentre in materia di internazionalizzazione dell’economia italiana, è prevista l’erogazione di servizi finanziari e assicurativi a supporto delle esportazioni in Paesi qualificati ad alto rischio dal Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale, ad opera dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. (Invitalia). Il relatore ricorda che il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale è un organismo intergovernativo, istituito dal G7 nel luglio 1989 allo scopo di promuovere strategie volte al contrasto del riciclaggio di capitali a livello nazionale e internazionale e ricorda che, sebbene tale materia ricada nelle competenze specifiche di altre Commissioni, essa abbia aspetti di rilievo internazionalistico e per il coinvolgimento del Maeci.

Richiamate anche le disposizioni per lo svolgimento delle procedure amichevoli nell’ambito della fiscalità internazionale e finalizzate all’attuazione di uno strumento fondamentale per la composizione delle controversie internazionali in materia di doppia imposizione.

In ordine all’entità dei fondi speciali, ossia degli strumenti contabili con cui si determinano le disponibilità per la copertura finanziaria dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli esercizi finanziari compresi nel bilancio pluriennale, con riferimento al Maeci si individuano le somme da destinare alla ratifica di trattati ed accordi internazionali, ovvero 60 milioni di euro con riferimento al 2018 e 70 milioni di euro per gli anni 2019 e 2020. Sangalli ricorda che tali stanziamenti sono di fondamentale importanza al fine di mantenere l’affidamento ingenerato nei Paesi esteri e negli Organismi internazionali sull’attuazione, in Italia, delle norme concordate.

Alla Farnesina vengono poi destinati per il finanziamento di nuovi investimenti 5 milioni di euro per il 2018, 10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro per il 2020. Tali fondi – rileva il relatore – potranno essere destinati agli interventi di manutenzione degli immobili demaniali in uso ad Organizzazioni internazionali aventi sede in Italia. A tal riguardo, tenuto conto che il pieno adempimento agli Accordi di sede costituisce condizione essenziale per dimostrare la credibilità dell’Italia come Stato ospitante, nonché per rafforzare gli sforzi per avanzare ulteriori candidature per ospitare nuove organizzazioni, Sangalli auspica uno stanziamento specificamente destinato a tale finalità, attraverso l’istituzione di un apposito fondo nell’ambito dello Stato di previsione del Maeci, che consenta di fare fronte tempestivamente alle esigenze di restauro e di manutenzione di complessi talora dal rilevante valore storico e architettonico.

Lo stato di previsione del Maeci si articola in 2 missioni, “L’Italia in Europa e nel mondo” e “Servizi istituzionali e generali”, e in 14 programmi. Nella Nota integrativa allegata sono evidenziate le priorità dell’azione amministrativa del Ministero; in esso sono indicati, per il triennio 2018-2020, le risorse attribuite agli obiettivi iscritti in ciascuna missione e in ciascun programma. Sono, inoltre, riportate le singole schede-obiettivo che rendono conto della natura dell’obiettivo stesso e dei corrispondenti indicatori di risultato. Sangalli rammenta che tali indicatori costituiscono lo strumento di misurazione del grado di raggiungimento degli obiettivi del Piano, necessari sia per la trasparenza sia per la valutazione delle politiche di bilancio di ciascuna amministrazione. Rispetto alla legge di bilancio 2017, l’andamento delle spese finali di competenza nel disegno di legge di bilancio integrato per il 2018 presenta un decremento di circa 24,33 milioni, meno pronunciato nella proiezione per il 2019 (7,42 milioni) e più accentuato nella proiezione 2020 (66,66 milioni). Complessivamente, l’incidenza dello stato di previsione del Maeci per il 2018 sul bilancio dello Stato ammonta allo 0,4%, così come nei due esercizi finanziari precedenti.

Complessivamente, per il triennio 2018-2020, sono attribuite risorse al Ministero degli esteri pari a 2.588 milioni di euro per il 2018, a 2.605 per il 2019 e a 2.545 per il 2020, in lieve diminuzione rispetto allo stanziamento iniziale 2017 (2.612 milioni). L’incremento del bilancio della Farnesina per il 2018 rispetto a quello relativo agli esercizi precedenti, è determinato – spiega Sangalli – dall’aumento degli stanziamenti in favore degli interventi di Aiuto Pubblico allo Sviluppo, incluso anche il contributo al Fondo Europeo di Sviluppo (fino al 2014 nella competenza MEF), nonché dagli interventi di promozione della lingua e della cultura italiana all’estero (il cosiddetto Fondo cultura).

Al netto di tali incrementi e dei trasferimenti a Organizzazioni internazionali ed enti, tuttavia, il volume di bilancio di cui la Farnesina effettivamente appare in diminuzione a causa – spiega il relatore – della riduzione delle spese di personale, principalmente per effetto del turn-over negativo del personale di ruolo, e delle altre spese di funzionamento, a causa dei ripetuti tagli lineari sulle spese rimodulabili e, in particolare, sui consumi intermedi, disposti dai provvedimenti di contenimento della spesa degli ultimi anni.

Le previsioni di bilancio integrate recano, inoltre, per il 2018, residui presunti pari a 71,19 milioni. Le autorizzazioni di cassa ammontano a 2.647,72 milioni. La massa spendibile (residui più competenza) ammonta pertanto a 2.659,28 milioni; pertanto il coefficiente di realizzazione – che dà conto della capacità di spesa – si attesta sul valore di 99,56%. Per quanto attiene alle principali variazioni da segnalare Sangalli cita la cooperazione allo sviluppo (programma 4.2), che passa da 964,09 milioni (assestato 2017) a 1.049,32 milioni; la promozione della pace e sicurezza internazionale (programma 4.6) che passa da 457,02 milioni a 465,51 milioni; l’integrazione europea (programma 4.7), che passa da 19,57 milioni a 23,71 milioni; la proiezione nel mondo ed il sistema Paese (programma 4.9) che passa da 176,95 a 182,55 milioni; la rappresentanza all’estero ed i servizi ai cittadini ed alle imprese (programma 4.13) che passa da 576,17 milioni a 585,51 milioni.

Sangalli ricorda invece che il programma «Italiani nel mondo e le politiche migratorie» (programma 4.8) registra una riduzione, passando da 214,17 milioni a 61,51 milioni, riduzione ascrivibile in larga parte al trasferimento dei contributi destinati a enti e associazioni per l’assistenza, scolastica e culturale, dei lavoratori italiani all’estero e delle loro famiglie al programma 4.9 “Promozione del sistema Paese”, così come il programma 4.12, «Presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico-consolari» che passa da 76,82 milioni a 66,58 milioni.

Viene poi ricordato come con la piena entrata in vigore della riforma dell’aiuto italiano allo sviluppo anche il sistema di finanziamento ad esso riferita ha subìto una profonda ristrutturazione e come la maggior parte delle somme afferiscono ora ai capitoli destinati al finanziamento della nuova Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. La riforma prevede inoltre – ricorda il relatore –

un documento riassuntivo delle somme complessivamente destinate, dai vari Dicasteri, alla cooperazione allo sviluppo. Lo Stato di previsione del Ministero degli esteri definisce tale quadro degli stanziamenti, che ammontano a un totale complessivo di 5 miliardi e 19 milioni di euro per il 2018.

Di questa somma complessiva, 1 miliardo e 196 milioni di euro rientrano nello stato di previsione del Maeci. Per quanto concerne l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, per il 2018 i relativi stanziamenti sono raggruppati in tre capitoli dello stato di previsione del Maeci: le spese per il personale (cap. 2021, che reca stanziamenti per oltre 22 milioni); le spese di funzionamento (cap. 2171, che reca stanziamenti per 3,38 milioni) e per l’attuazione di iniziative di cooperazione (cap. 2185, che reca fondi per 488,63 milioni).

Oltre ai programmi già richiamati, Sangalli segnala sempre nell’ambito dello stato di previsione del Maeci, fra gli altri, il capitolo 2306 (470 milioni per l’esecuzione degli accordi di cooperazione tra l’Unione europea e gli Stati ACP); il capitolo 3393, che reca contributi alle spese delle Nazioni Unite (per circa 66,12 milioni), dell’OSCE (circa 14 milioni) e del Consiglio d’Europa (12,32 milioni) ed il capitolo 3109 recante fondo da ripartire per i Paesi africani coinvolti dalle rotte migratorie verso l’Europa, con l’importo di 30 milioni.

Il relatore ricorda a tal riguardo che il «Fondo Africa» è stato istituito dalla legge n. 232 del 2016 nello stato di previsione del Maeci, con un valore iniziale di 200 milioni di Euro. Il Fondo è finalizzato alla realizzazione di misure straordinarie, di breve periodo, tese a rilanciare il dialogo e la cooperazione bilaterale con alcuni Paesi africani di rilevanza prioritaria in ambito migratorio. Il Fondo per l’Africa – che ha alimentato anche la quota italiana destinata al Fondo UE de La Valletta – rappresenta dunque uno strumento importante della strategia italiana di controllo dei flussi migratori dall’Africa, nello spirito del “migration compact”. Viene dunque evidenziato come il rifinanziamento realizzato da parte del presente disegno di legge di bilancio per il triennio 2018-2020 per soli 30 milioni nel 2018 e 50 milioni nel 2019, appaia inadeguato a garantire la prosecuzione delle iniziative sin qui avviate nell’ambito di un’attività prioritaria per il nostro Paese.

Per quanto riguarda il Ministero dell’Economia e delle Finanze, le risorse destinate alla cooperazione sviluppo sono pari a 1.675 milioni di euro. Particolarmente importanti appaiono i capitoli 2751 e 2752 (contributo alla quota del bilancio UE destinata all’aiuto pubblico allo sviluppo indicata dall’Italia, con risorse per 1.063,91 milioni di euro); il capitolo 7175, partecipazione a banche, fondi ed organismi internazionali (con 422 milioni); il capitolo 7179, partecipazione agli aumenti di capitale nelle banche multilaterali di sviluppo (con circa 104 milioni) ed il capitolo 7182, iniziative per la cancellazione del debito dei Paesi poveri, con 50 milioni di euro.

Nello stato di previsione del Ministero dell’Interno, che destina alla cooperazione oltre 2 miliardi e 52 milioni, Sangalli segnala le spese per servizi di accoglienza in favore di stranieri (capitolo 251/2 per 1.650 milioni), il fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (capitolo 2352 con quasi 200 milioni) e il fondo per l’accoglienza minori stranieri non accompagnati (cap. 2353), per 170 milioni di euro.

Il relatore accenna inoltre, nell’ambito dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente, al capitolo 8412, che, quale contributo al Fondo per il cambiamento climatico in esecuzione degli Accordi di Parigi, prevede risorse per 50 milioni di euro.

Ricorda infine che concorrono al complesso degli interventi per la cooperazione allo sviluppo, con importi di minore entità, anche alcuni capitoli afferenti agli stati di previsione dei Ministeri dello Sviluppo economico, dell’Istruzione, delle Infrastrutture, della Difesa e della Salute.

Per quanto riguarda le risorse assegnate agli organismi rappresentativi della comunità italiana all’estero nell’ambito del disegno di legge di bilancio, Sangalli evidenzia in primo luogo l’incremento delle risorse stanziate sul capitolo 3131, relativo al “Contributo al Consiglio Generale degli Italiani all’estero per le spese di funzionamento”, pari a 607.500 euro per ciascun anno del triennio 2018-2020 (lo stanziamento iniziale per il 2017 era stato pari a euro 299.479, poi incrementato in sede di assestamento per un importo di 308.000 euro). Tali risorse – rileva – mirano ad assicurare un’adeguata operatività dell’organismo.

Con riferimento ai Comitati degli Italiani all’estero, vengono stanziati circa 1,228 milioni per il 2018 e 1,248 milioni per ciascuno degli anni 2019-2020 sul capitolo 3103, a cui si aggiungono poco meno di 70.000 euro sul capitolo 3106 per le riunioni dei Comitati dei Presidenti, sostanzialmente in linea con il contributo assegnato per il 2017 (circa 1,267 sul capitolo 3103).

Quanto alle iniziative per la promozione della lingua e della cultura italiana, il relatore evidenzia in primo luogo la stabilizzazione dei fondi destinati agli enti gestori di corsi di lingua italiana, per i quali vengono stanziati circa 12 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020. Si intende  in tal modo garantire una migliore programmazione degli interventi, garantendo il rientro dai tagli degli anni passati.

Viene infine ricordato che la legge di bilancio per il 2017 ha istituito, nello stato di previsione del Maeci, un fondo da ripartire con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per l’anno 2017, di 30 milioni di euro per l’anno 2018 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiane all’estero (cosiddetto Fondo cultura) e il rifinanziamento per un importo pari a 995,7 milioni per il 2018 e 997 per il 2019 del  Fondo per il finanziamento delle Missioni internazionali istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, così da stabilizzare quello previsto per il 2017.

Interviene di seguito il presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, Claudio Micheloni, che, pur manifestando apprezzamento per l’impianto complessivo del provvedimento e per gli impegni assunti a sostegno degli organismi organizzativi della comunità italiana all’estero, rileva come il contributo a beneficio del Cgie non sia congruo né in linea con quanto previsto dalla sua legge istitutiva. Ricorda altresì la cronica insufficienza di personale nelle reti consolari, soprattutto nei Paesi che vivono uno stato di profondo disagio, a partire dal Venezuela. Micheloni chiede pertanto uno sforzo addizionale per assicurare nuove assunzioni di personale di ruolo che garantiscano a quegli uffici della rete consolare di poter soddisfare almeno parzialmente le esigenze delle comunità italiane all’estero. Accenna anche alla necessità di modificare la normativa sulla cittadinanza, preannunciando apposite proposte normative, finalizzate tra l’altro a rendere obbligatoria una verifica della conoscenza linguistica dei richiedenti. Da ultimo, Micheloni richiama l’esigenza di tutelare quegli italiani all’estero che in passato abbiano dovuto rinunciare alla cittadinanza originaria a causa della legislazione dei Paesi ospitanti e che oggi vedono preclusa la possibilità di un loro ritorno in Italia.

Alle considerazioni sull’insufficienza di personale presso la rete consolare all’estero si associa Claudio Zin (Maie, ripartizione America meridionale) che ribadisce la “straordinaria difficoltà” di situazioni come quella venezuelana, in merito alla quale l’Aula del Senato aveva votato una mozione richiamata da Pier Ferdinando Casini che chiede, in aggiunta, “se siano state previste delle misure di sostegno per aziende italiane operanti all’estero in situazioni di crisi e particolarmente esposte a criticità determinate dalle decisioni dei Paesi committenti nei cui confronti vantino legittimi interessi”.

In risposta alle osservazioni l’intervento del sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Amendola, che segnala come la politica del Maeci sia stata quella di stabilizzare alcune voci di spesa del Ministero in un contesto complessivo di risorse decrescenti. “In tale quadro – rileva, – sono state stabilizzate per il triennio 2018-2020 le risorse per la cultura, che meritano una attenzione prioritaria. Allo stesso modo, sono state stanziate risorse nel Fondo per l’Africa, al fine di affrontare con decisione le sfide che pone la questione del Mediterraneo”. Il sottosegretario precisa inoltre come le procedure di revisione della spesa legate alla dismissione degli immobili abbiano determinato alcune revisioni degli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo pur a fronte di “un percorso generale di crescita delle risorse disponibili”.

In riferimento ai fondi per l’internazionalizzazione, Amendola osserva come un aspetto nuovo di questa legge di bilancio è stato l’inserimento di Invitalia a fianco della Sace nelle attività di assicurazione dei rischi e dei crediti non di mercato, come avviene essenzialmente con le operazioni in Iran. Altro aspetto rimarcato è l’obiettivo della Presidenza italiana dell’OSCE per il 2018.

“La questione relativa al Cgie è invece più delicata in quanto si è riusciti in questa sede a stanziare solo la somma di circa 600.000 euro, ma è evidente che il Governo è aperto al contributo fattivo del Parlamento per un ampliamento di tale stanziamento – assicura il sottosegretario.

In merito alle osservazioni sulla carenza di personale nelle strutture diplomatiche all’estero, Amendola ribadisce come “in questo disegno di legge sono state previste importanti risorse per l’assunzione di personale amministrativo, che dovrà assicurare il supporto al personale diplomatico nell’espletamento dei rilevanti compiti spettanti alle nostre rappresentanze all’estero, le quali lavorano con abnegazione e non meritano le manifestazioni di protesta che talvolta si sono verificate”. Per il sottosegretario inoltre “eventuali problematicità amministrative delle nostre strutture all’estero possono migliorare con una revisione mirata della legge sulla cittadinanza”.

A proposito delle manifestazioni di protesta soprarichiamate, Zin assicura come quella recentemente avvenuta in Sud America avesse “il solo obiettivo di sensibilizzare il Ministero”, mentre Amendola conclude il suo intervento ribadendo “il forte impegno del Governo per il rafforzamento delle strutture diplomatiche”.

Il relatore si associa quindi alle considerazioni del sottosegretario e precisa, in riferimento all’operatività delle imprese italiane in Paesi ad alto rischio, la necessità di prevedere adeguati strumenti di garanzia per fronteggiare eventuali eventi negativi.

La Commissione approva infine lo schema di rapporto favorevole con una condizione e osservazioni illustrato dal relatore.

(FONTE: Agenzia Inform)

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