Audizione alla Camera del direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Maria Vignali

Tra le priorità di intervento richiamate, l’emergenza in Venezuela, il negoziato sulla Brexit, le nuove mobilità, il miglioramento dei servizi consolari. Sono intervenuti anche, oltre al presidente del Comitato, Fabio Porta, i deputati del Pd Laura Garavini, Gianni Farina, Alessio Tacconi (ripartizione Europa) e Marco Fedi (Africa, Asia, Oceania e Antartide)

 

ROMA – Si è svolta ieri mattina al Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati l’audizione del direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Maria Vignali.

Ad introdurre l’audizione il presidente del Comitato, Fabio Porta (Pd, ripartizione America meridionale) che ha segnalato in primis la preoccupazione per la collettività italiana residente in Venezuela, condivisa – ha rilevato – da Governo e Parlamento, ed ha chiesto aggiornamenti su provvedimenti a sostegno della rete consolare italiana in loco che possano favorire l’assistenza ai connazionali. Richiamate di seguito altre questioni, “di natura più ordinaria” ma di stretta rilevanza per il Comitato, come i servizi consolari, l’utilizzo delle risorse stanziate in merito ma non ancora rese disponibili, le nuove mobilità, gli organismi di rappresentanza e il voto all’estero su cui si auspica l’attenzione del nuovo direttore generale.

Vignali ha segnalato come in Venezuela la crisi sia “grave” e non risolvibile nel breve termine, per cui “dobbiamo porci con forza il nodo di come aiutare i nostri connazionali e prepararci ad interventi straordinari in loro favore”. Il direttore generale ricorda come a Caracas vi sia una “collettività importante di oltre 120 mila connazionali, una numero pari a quanti risiedono per esempio nella provincia italiana di Monza”. Segnala come ad oggi “per le nostre sedi consolari in loco non sono stati presi provvedimenti straordinari per rafforzarli e consentire loro di venire incontro alle istanze di base della collettività”, provvedimenti che egli ritiene non più rinviabili anche per gestire “con efficacia e capillarità il contributo di 1 milione di euro recentemente stanziato per l’assistenza”.

Altra priorità che suscita preoccupazione è il negoziato sulla Brexit: “abbiamo ribadito sin dall’inizio – ricorda Vignali – la necessità di tutelare in primo luogo i diritti dei cittadini europei residenti in Uk e britannici nel Continente, ma sembra che allo stato attuale si vada affermando l’idea che non vi sarà alcun accordo sui diritti fino a che il negoziato non sarà concluso”. Vignali parla dunque del pericolo di “schermaglie coi negoziatori britannici anche sui diritti dei cittadini” e di “preoccupazioni sull’esito finale del negoziato” – che deve concludersi nel marzo del 2019 – riconducibili in primo luogo al nodo centrale del contributo britannico dovuto all’Ue: “secondo le ultime stime – rileva – si tratta di 78 miliardi di euro”. “Il rischio è che a fronte di un contributo così elevato – afferma il direttore generale – si arrivi ad una debacle politica interna e a far prevalere la tentazione di una hard Brexit, che potrebbe voler dire nessun accordo e quindi scaricare le conseguenze politiche di questo empasse sulle future generazioni”. “Ribadisco l’importanza del nodo citizens first, non solo in termini sostanziali ma anche temporali. Anche qualora il negoziato dovesse fallire i diritti dei cittadini italiani residenti in Gran Bretagna – aggiunge – vanno tutelati e messi in sicurezza. Dobbiamo spingere per la conclusione di un accordo e per una soluzione semplice, con procedure semplici di riconoscimento dei diritti dei cittadini”.

Vignali passa poi a considerare il tema delle nuove mobilità, che definisce “una sfida  con cui ci dobbiamo confrontare nei prossimi anni”; “voi – aggiunge – conoscete molto bene il fenomeno ma il Paese a mio avviso non è consapevole dell’importanza di questa mobilità, prima di tutto in ordine di grandezza, perché parliamo di circa 1 milione di iscritti alle anagrafi consolari negli ultimi 5 anni e di 120 mila italiani che espatriano ogni anno, ma vi sono stime che li quantificano in 200 o 250 mila”. “Si tratta di un flusso importante di cui non si ha consapevolezza e che non è di per sé negativo ma significa comunque un impoverimento del Paese perchè sono risorse su cui abbiamo investito per formazione, assistenza sanitaria e sociale e che trovano all’estero la giusta valorizzazione – afferma il direttore generale, ricordando anche il problema dell’impatto di tali numeri – che vanno ad aggiungersi agli oltre 5 milioni di iscritti all’Aire – sui servizi consolari. “I nostri connazionali all’estero possono essere considerati quantitativamente la quinta regione italiana, senza contare il fatto che domandano ora servizi diversi da quelli tradizionali, un supporto all’integrazione, servizi consolari innovativi e digitali – rileva Vignali, segnalando come vi sia nei loro confronti una rinnovata attenzione da parte delle strutture consolari e annunciando “l’impegno ad affrontare questo tema come Maeci e come Direzione generale”. “Vi invito pertanto a mantenere alta l’attenzione sul fenomeno, affinché ve ne sia consapevolezza nel Paese e perché si stanzino risorse in proposito – afferma il direttore generale che rileva poi come vi sia stato un “cambio di registro” nella considerazione dei servizi consolari da parte di “esponenti politici e collettività”, un maggiore “apprezzamento per l’impegno del Ministero e del suo personale a fornire servizi adeguati”, pur in presenza di “risorse non adeguate” che, sotto una certa soglia, minano l’operatività delle strutture.

L’aumento di tali risorse è dunque un obiettivo condiviso con il Comitato che può passare attraverso provvedimenti come quello recentemente adottato dal Parlamento sullo stanziamento di parte delle percezioni consolari derivanti dalla tassa introdotta per il riconoscimento della cittadinanza italiana e verso il quale Vignali esprime apprezzamento. “Le percezioni consolari sono pari a circa 150 milioni di euro l’anno, 60 a fronte dei servizi classici e 90 milioni solo per i visti; almeno parte di questo ingente flusso di risorse dovrebbe poter tornare ed essere reinvestito nella rete consolare, per rinnovare anche le strutture fisiche della rete e rafforzare i servizi digitali e quelli più richiesti, come ad esempio il rilascio di passaporti in Venezuela, aumentato del 30%, l’iscrizione all’anagrafe consolare nel caso di Londra o l’acquisizione della cittadinanza italiana in America latina – afferma il direttore generale, sollecitando a lavorare insieme per questo stesso obiettivo, specie in vista del varo della prossima legge di bilancio.

La rete consolare deve tornare ad essere sempre più al servizio “della società civile e delle imprese” e “queste sono le priorità che intendo affrontare nei prossimi mesi – afferma Vignali, che ricorda come solo attraverso la capacità di dare al cittadino risposte concrete si può alimentare la fiducia nei confronti delle istituzioni.

Condivide le priorità affermate dal direttore generale Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa) che mostra apprezzamento in particolare sulla volontà espressa dal Governo di riaprire la sede consolare di Manchester, a proposito del tema Brexit, e per l’attenzione mostrata nei confronti delle nuove mobilità, fenomeno che presenta forti complessità e problematiche “anche maggiori rispetto agli anni di boom migratorio, perché allora – precisa – vi erano strumenti come gli accordi tra Paesi che fornivano una sorta di paracadute rispetto alle necessità di coloro che emigravano”. L’esponente democratica rileva inoltre la necessità di progredire con la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione, proprio per venire incontro alle nuove esigenze, mettendo in rete le banche dati e facilitando l’accesso e l’utilizzo dell’identità digitale “Spid”. Riconosce poi “il cambio di passo ad opera degli ultimi Governi nell’accompagnare la razionalizzazione della rete con il miglioramento dei servizi”. Chiede infine che i fondi per la promozione di lingua e cultura italiana siano resi strutturali, un impegno per l’accordo tra Maeci e patronati sull’erogazione dei servizi e un aggiornamento sull’allineamento delle banche dati anagrafiche in vista delle prossime scadenze elettorali.

Assicura l’impegno del Comitato per il reperimento di risorse Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), che chiede anche un aggiornamento sul tavolo interministeriale sulle nuova mobilità annunciato nel corso di un recente convegno sul tema dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, un’assicurazione sul reperimento di risorse per il funzionamento di Comites e Cgie, un impegno sul fronte dell’informazione rivolta alle collettività e l’attenzione del Maeci anche per le polemiche che si stanno sollevando in merito alla celebrazione del Columbus Day negli Stati Uniti. Gianni Farina (Pd, ripartizione Europa) rileva la nuova sfida rappresentata dalle nuove mobilità ma anche da una nuova forma di italianità, comprendente migranti, discendenti di italiani e doppi cittadini, che va valorizzata. “Il problema di fondo non è il numero delle sedi consolari – afferma Farina – ma un approccio che sappia rispondere a questa sfida”. Segnala inoltre come “il fallimento delle ultime elezioni dei Comites” – testimoniato dalla debole partecipazione registrata – debba essere ricondotto “ad un problema tecnico, ma prima di tutto all’incapacità della politica di adeguare la normativa a questo nuovo stato di cose”. Farina si dice poi ottimista sulla Brexit- ritiene che alla fine la Gran Bretagna sceglierà di non lasciare l’Unione, – afferma il suo sostegno allo ius soli e rileva come la rete consolare debba divenire sempre più “vetrina del nostro Paese e della collettività”, abbandonando i residui nostalgici. Anche Alessio Tacconi (Pd, ripartizione Europa) assicura l’impegno per un lavoro sinergico che possa risolvere le problematiche richiamate, mente il presidente del Comitato torna sul provvedimento che destina parte delle percezioni consolari ai servizi consolari e che introduce “un cambio di paradigma importante secondo il quale la collettività non è problema ma risorsa e parte integrante della soluzione”. Porta chiede anche aggiornamenti sulle carenze di organico rilevate nella rete consolare in Venezuela, sollecita l’impegno nella direzione di una anagrafe unica per i residenti all’estero e ribadisce le grandi difficoltà della rete consolare in America latina, “che, in assenza di nuove risorse e un avanzamento della digitalizzazione, non è in grado di rispondere ad una domanda così forte”.

In sede di replica Vignali ribadisce l’impegno del Maeci sul fronte della promozione di lingua e cultura italiana e sul confronto con i patronati per un ampliamento dei servizi. Assicura anche come sia in corso la preparazione e il lavoro sulle anagrafi in vista delle scadenze elettorali e la sua volontà ad interloquire con il Ministero del Lavoro per il tavolo sulle nuove mobilità sopra richiamato. Ribadisce l’importanza della campagna per l’iscrizione all’Aire, perché ritiene necessario far emergere la consistenza reale della collettività anche in vista del reperimento di risorse ad essa adeguate. Segnala infine come il tema della celebrazione del Columbus Day sarà sicuramente affrontato nei corso dei prossimi giorni, in occasione della sua visita a New York – è previsto proprio un incontro con la Columbus Foundation – e i contatti in corso con il Ministero dell’Economia per assicurare alla rete consolare parte delle percezioni incassate già a partire dal 2016. Il direttore generale tiene a precisare però come la collettività sia importante “a prescindere dalle risorse finanziarie, nella sua emigrazione più tradizionale, presente e futura, perché – rileva – è uno straordinario strumento di soft power nel mondo”. Richiamate anche le istruzioni diramate per gestire al meglio il sistema del “prenota online” in America latina e il rafforzamento del personale delle rete consolare in Venezuela, anche se è necessario – conclude Vignali – “un rafforzamento strutturale con un provvedimento di emergenza”.

FONTE:  Viviana Pansa – Inform


CAMERA: VIGNALI (DGIT) AL COMITATO ITALIANI NEL MONDO

ROMA\ aise\eminews – Il Direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali è stato ascoltato questa mattina dal Comitato italiani nel mondo e sistema paese della Camera, presieduto da Fabio Porta. La crisi in Venezuela, le preoccupazioni per i negoziati sulla Brexit, i servizi consolari, le risorse: di questo ha parlato Vignali con i deputati presenti in audizione, senza tralasciare la questione “Columbus day”, e i prossimi incontri alla Corte d’Appello di Roma, in vista del voto, né le sue missioni a New York e Zurigo, per “toccare con mano” bisogni e criticità.

Venezuela. “Inizio il mio intervento qui oggi dal Venezuela, perché la situazione è grave, come sappiamo, così come conosciamo i connotati di emergenza che la nostra collettività si trova ad affrontare. È una crisi che non verrà risolta certo nelle prossime settimane e quindi dobbiamo pensare a come poter aiutare i nostri connazionali e dobbiamo prepararci a dei provvedimenti straordinari. Abbiamo una collettività che nella sola Caracas conta più di 120000 italiani, come la popolazione che abita nella provincia di Monza. Credo che si dovrebbe intervenire con misure straordinarie che ad oggi, per le nostre sedi in Venezuela, non sono state prese. Credo che questi provvedimenti andrebbero presi per rafforzare la sede per consentirle di venire incontro alle istanze. Credo che, quanto meno, a un cittadino italiano in Venezuela che chiede il passaporto perché ha le risorse per espatriate, dovrebbe essere concesso. Mi pare il minimo.
Per poter erogare con efficacia e capillarità i contributi di assistenza diretta abbiamo stanziato 1.000.000 di euro proprio per venire incontro agli italiani più indigenti. È una somma notevole da gestire, quindi serve più personale nelle sedi in Venezuela.

BREXIT. “Non nascondiamo preoccupazione per quello che sta accadendo; abbiamo sempre detto che la nostra priorità negoziale era tutelare in primo luogo i diritti dei cittadini, i diritti della grande collettività italiana nel Regno Unito. Purtroppo però, allo stato attuale, sembra che si vada affermando ancora l’impostazione per cui non c’è nessun accordo. Sappiamo che bisogna lavorare a Bruxelles. Immaginiamo tutti le difficoltà in caso di un “hard Brexit”.
Per quanto mi riguarda, quello dei cittadini italiani è il tema più importante con il quale dobbiamo confrontarci; dobbiamo mettere in sicurezza i diritti dei cittadini, anche se, ripeto, i segnali non sono incoraggianti. Avrete letto anche voi di alcune prime discriminazioni che cominciano ad affermarsi nel Regno Unito verso i lavoratori europei, verso i viaggiatori europei, anche semplicemente per quanto riguarda il controllo alla frontiera. Dobbiamo prestare estremamente attenzione a questo negoziato, spingere per una soluzione prioritaria di tutela dei cittadini europei, una soluzione che sia semplice, anche da un punto di vista amministrativo e procedurale. Mi riferisco al riconoscimento dello status di residenza nel Regno Unito che dovrà essere semplice da dimostrare, non con formulari di 80-90 pagine in cui vengono chieste le prove del pagamento delle tasse della spazzatura o delle spese condominiali o delle spese di scuola dei figli degli ultimi cinque anni. Perché è chiaro che questo metterebbe in difficoltà molti dei nostri connazionali. Modalità semplici faciliterebbero anche il lavoro delle stesse strutture consolari italiane”.

La nuova mobilità. “È una sfida con la quale dovremmo confrontarci nei prossimi anni: voi conoscete il fenomeno, presentato anche con degli studi indipendenti, ma il Paese a mio avviso non è consapevole dell’importanza di questa mobilità italiana, né del suo ordine di grandezza – negli ultimi 5 anni circa un milione di nuove iscrizioni all’anagrafe consolare – né di ciò che significa in termini di impoverimento del Paese e dell’impatto in termini di servizi da prestare a questa nuova mobilità che si va aggiungere agli iscritti Aire (5.400.000). Queste nuove mobilità chiedono in primo luogo integrazione, chiedono di poter studiare la lingua del posto, chiedono servizi innovativi digitali, chiedono quindi un’attenzione rinnovata anche da parte delle strutture consolari a cui noi dobbiamo poter rispondere. Chiedo anche a voi di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno, proprio perché ne sia in qualche modo diffusa la consapevolezza nel Paese e perché vengano poi stanziate risorse adeguate”.

Servizi consolari. “Lasciatemi dire, in primo luogo, che ho molto apprezzato un certo cambio di registro negli ultimi mesi da parte di esponenti politici della collettività nei confronti dei servizi consolari, con un apprezzamento per l’impegno del Ministero, del suo personale per fornire servizi. Certo le risorse non sono adeguate. C’è una soglia minima di gestione dei servizi al di sotto della quale senza risorse, soprattutto risorse umane adeguatamente formate, è difficile operare. Pensate che per i soli passaporti abbiamo un 30% di richieste in più in questo anno di crisi rispetto all’anno precedente”.

Percezioni consolari. “La prospettiva di poter disporre di parte delle percezioni consolari è un tema antico, più volte sollevato su cui più volte esponenti politici della collettività hanno fatto delle proposte avanzate. Visto che abbiamo parlato di Brexit, potrei dire come la Thatcher “Now we want our money back”, dateci parte di queste percezioni consolari pagate dai connazionali. Si parla di circa 150 milioni di euro ogni anno, cifre che voi già conoscete ma le ripeto perché è comunque utile mantenere anche in questo caso alta la soglia dell’attenzione. Di questi, 60 milioni vengono da percezioni consolari diciamo così “classiche”; altri 90 milioni dai visti. Almeno parte di questo ingente flusso di risorse dovrebbe poter tornare alla rete consolare con un provvedimento ad hoc così da rafforzare le strutture, anche fisiche dei consolati, lanciare e rafforzare i servizi digitali, assumere digitatori in grado di “sgrossare”, perdonatemi il termine, l’istruzione delle pratiche. Si può fare molto con una piccola percentuale di questo ingente flusso di risorse; quindi rinnovo l’invito a trovarci anche su questo tema verso lo stesso obiettivo, visto che si sta avvicinando l’approvazione della legge di bilancio. Queste risorse dovranno essere indirizzate verso la rete consolare prioritariamente, anzi categoricamente indirizzate ai consolati, così come previsto nella norma sui €300 per le pratiche di acquisto della cittadinanza”.

Il servizio alla società civile. “Intendo ribadire il servizio alla società civile, ai cittadini e alle imprese. Questo credo che venga richiesto oggi alle Amministrazioni dello Stato e quindi anche al ministero degli Esteri. Se riusciremo a farlo tutta la Pa e la Farnesina stessa riusciranno a rivalutare il loro ruolo, la percezione che ne ha la società civile, a volte purtroppo falsata proprio dai disservizi”.

Dopo il dibattito cui hanno partecipato, oltre al Presidente Porta, anche i deputati Pd Garavini, Fedi, Farina e Tacconi,  il DG Vignali è tornato su alcune questioni, per chiarire i punti evidenziati dai parlamentari.
Rendere strutturali i fondi per lingua e cultura. “Evidentemente è un impegno dell’Amministrazione degli Esteri mantenere una stabilità di questi fondi; trovate in me sicuramente un alleato in questo senso, anche se non è più di mia competenza (ora è competente la Dg Sistema Paese – ndr)”.

Accordi con i Patronati. “Il confronto con i patronati per un ampliamento dell’offerta di servizi, una diversificazione anche dell’offerta di servizi è una delle mie prossime scadenze operative, quindi lanceremo sicuramente questo confronto”.

Voto all’estero. “Stiamo lavorando per l’allineamento delle banche dati. Domani abbiamo un appuntamento alla Corte d’Appello di Roma, conosceremo il nuovo capo della Corte d’Appello di Roma che gestisce lo scrutinio a Castelnuovo di Porto e ci stiamo preparando. Nella nostra agenda anche un incontro con il nuovo capo del Dipartimento per le libertà civili e il capo dipartimento che sostituirà il prefetto Belgiorno. Stiamo preparando anche la bonifica degli schedari e tutto quello che dovrà essere fatto, lo sarà”.

Legge di bilancio. “Come detto dall’onorevole Fedi, abbiamo lo stesso obiettivo: una legge di bilancio adeguata e importante in tema di risorse”.

Procedure Brexit. “Ho preso nota di questa esigenza non solo di semplificazione delle procedure ma anche della gratuita. È un punto importante, che va sicuramente rilevato. Per quanto riguarda la nuova mobilità e il tavolo di concertazione interministeriale cui faceva riferimento, devo dire la verità, senza nessuna polemica, quando è stata presentata la Ricerca commissionata a Mannheimer il ministro degli esteri non venne invitato. Io non sono mai stato incaricato di organizzare nessun tavolo di lavoro. Detto ciò, me ne faccio carico volentieri quindi prenderemo contatto con i colleghi del Ministero del lavoro e organizzeremo questo tavolo perché è una nostra responsabilità”.

Iscrizione Aire. “Stiamo preparando una brochure per l’iscrizione all’AIRE che verrà veicolata attraverso il canale web, ma anche in formato cartaceo. Più iscritti all’Aire non si tradurranno in un aumento della pressione sui servizi consolari, perché in realtà la pressione già c’è. Se pensate che a Londra ci sono 600mila italiani invece dei 300mila iscritti all’AIRE, pensate che anche questi italiani chiedono assistenza, passaporto e tutto il resto. La differenza è che noi non possiamo dimostrare questo impatto e invece io voglio dimostrare quanti sono gli italiani anche per ottenere più risorse al momento opportuno, altrimenti le risorse vengono date per 300.000 non per 600.000. Quindi la campagna andrà sicuramente avanti anche perché ci sono dei temi importanti su cui dobbiamo fare chiarezza con i connazionali: la doppia imposizione fiscale, il voto anche all’estero”.

Cristoforo Colombo. “Io sarò a New York fra 3 giorni: incontrerò la collettività italiana anche in Consolato; ho chiesto di inserire nell’agenda anche Ellis Island e Columbus Circle, di incontrare la Columbus Foundation per discutere la questione come ci chiede la comunità italoamericana e per chiedere a loro un sostegno interno. La notizia del rigetto della eliminazione nella muncipalità dell’Ohio di questa settimana è una notizia positiva che cercheremo di corroborare in questa mia visita. Subito dopo mi recherò a Zurigo, per conoscere la vivo questa realtà complessa”.

Comites e cgie. “È un tema su cui anch’io, diciamo così, mi sto preparando; potrei dare delle risposte “amministrative”, ma riconosco effettivamente in questo il primato della politica”.

Contributo cittadinanza. “Su questo tema dei 300 euro stiamo “battagliando”, posso usare questo termine, col Ministero dell’Economia per avere già le risorse del 2016. Il Segretario Generale Belloni ha scritto direttamente al Ragioniere generale dello Stato affinché possano essere stanziati già i fondi della prima rilevazione affinché non ci siano fraintendimenti sulla annualità di riferimento per l’assegnazione di queste risorse”.

Sistema prenota online. “Abbiamo diramato delle istruzioni proprio nei giorni scorsi alla rete per utilizzare al meglio questo strumento per far sì che non sia esclusivo, ma che consenta anche l’accesso ad altri canali, come quello telefonico”.
Venezuela. “Delle risorse stanziate, 700.000 euro sono già stati impegnati; abbiamo rafforzato l’organico sia della sede diplomatica che di quella consolare con alcuni alcune invii da Roma. Certo quello di cui avremmo bisogno è un rafforzamento più strutturale con un provvedimento di emergenza di cui parlavo nella mia relazione”.

FONTE: m.c.\aise

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